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La mappa delle missioni militari italiane prorogate dal Parlamento

Il Parlamento italiano ha ratificato la risoluzione di maggioranza riguardante le missioni internazionali. Avs, Pd e M5s si sono espresse contro il rifinanziamento della missione di assistenza alla Guardia costiera della Marina militare libica. M5s e Avs hanno votato anche contro la missione Eunam Ucraina, prorogata comunque dalla maggioranza. Un emendamento introdotto dal governo ha incluso il rinnovo del sostegno finanziario all’Unrwa, l’organizzazione Onu per i palestinesi, per progetti mirati. La relazione approvata riguarda le attuali missioni internazionali e lo stato degli “aiuti per lo sviluppo” per l’anno 2023 e prevede una proroga per il 2024. Il totale complessivo delle spese per le missioni nel 2024 è di 1.825.440.680 euro. Vediamo nel dettaglio le missioni che coinvolgono direttamente l’Italia.

Libano – L’obiettivo principale della missione è facilitare il posizionamento stabile ed efficace delle Forze Armate libanesi nel sud del Libano, estendendosi fino al confine con Israele. Questa operazione mira a assistere nella stabilizzazione delle zone di confine per assicurare il rispetto integrale della Blue Line e mantenere una zona tampone tra questa linea e il fiume Litani, priva di presenze armate non autorizzate, eccetto quelle del governo libanese e di Unifil. L’incarico della missione include il sostegno alla creazione di un ambiente di pace e sicurezza, la protezione del personale, delle infrastrutture e delle attrezzature delle Nazioni Unite, garantendo inoltre la sicurezza e la libertà di movimento per il personale delle Nazioni Unite e per gli operatori umanitari. Inoltre, pur rimanendo sotto la responsabilità del governo libanese, la missione è incaricata di proteggere i civili da minacce immediate di violenza fisica e di assistere il governo libanese nel monitoraggio delle frontiere per impedire il traffico illegale di armi. L’Italia ha iniziato a partecipare a questa missione nel marzo 1979 con uno squadrone di elicotteri dell’Esercito composto da 4 velivoli e circa 50 militari, incaricati di missioni di ricognizione, ricerca e soccorso, trasporto sanitario e collegamento. Attualmente, l’Italia contribuisce con 1.169 militari, 88 mezzi terrestri, una nave e sette aerei.

Missione Atalanta – Questa operazione rappresenta la prima missione militare marittima sotto la guida dell’Unione Europea. Il suo scopo principale è deterrenza, prevenzione e repressione della pirateria e delle rapine a mano armata nelle acque al largo della Somalia, oltre a combattere il traffico illecito marittimo. Supporta anche la consegna di aiuti umanitari in Somalia, garantendo la protezione delle navi del Programma Alimentare Mondiale. L’area di operazione copre il Mar Mediterraneo, il Mar Rosso, il Golfo di Aden, il Mar Arabico, le acque somale e l’Oceano Indiano, con un mandato specifico per prevenire e contrastare gli atti di pirateria. L’Italia ha avviato la sua partecipazione il 7 marzo 2009 e contribuisce con 198 militari, un’imbarcazione navale e due aerei.

Sorveglianza territorio sud-est Nato – Il rafforzamento della presenza della NATO nel sud-est dell’Alleanza è una risposta diretta agli sviluppi della crisi russo-ucraina, inclusa l’invasione dell’Ucraina, e mira a intensificare la deterrenza e migliorare la postura difensiva della NATO. Le operazioni si svolgono principalmente in Slovacchia, Bulgaria, Romania e Ungheria. L’Italia ha iniziato la sua partecipazione il 20 luglio 2022, con un dispiegamento che include 2.120 militari, 450 veicoli terrestri e dieci aerei.

Gibuti – La missione coinvolge il dispiego di personale militare presso la base militare italiana situata nella Repubblica di Gibuti, per supportare le operazioni internazionali nella regione del Corno d’Africa e aree adiacenti. La base si trova in un punto nevralgico, lo stretto di Bab el Mandeb, essenziale per le vie di comunicazione marittime che collegano il Mediterraneo attraverso il canale di Suez al Golfo Persico, al Sud Est asiatico e al Sudafrica. L’Italia ha iniziato a partecipare a questa missione l’1 dicembre 2012, impiegando 147 militari e dieci mezzi terrestri.

Usag Italy CC BY-NC 2.0 DEED

Lettonia – La missione principale delle forze italiane è di partecipare a esercitazioni congiunte con il Battlegroup e le forze della nazione ospitante per contribuire alla difesa del territorio dell’Alleanza. Le operazioni si concentrano in Polonia e nei Paesi Baltici. Le unità italiane coinvolte includono 370 militari e 166 veicoli terrestri.

Mediterraneo Sicuro – L’Italia ha iniziato la sua partecipazione il 12 marzo 2015, impiegando 826 militari, sei unità navali (tra cui una dedicata al supporto tecnico della Marina libica, generalmente basata a Tripoli) e otto aerei. Gli obiettivi includono lo svolgimento di attività di cooperazione con i paesi costieri per contribuire a ridurre il traffico di esseri umani verso l’Italia.

Golfo di Guinea – Il Golfo di Guinea, estendendosi per migliaia di chilometri dalla costa dell’Angola fino al Senegal e bagnando le coste di due dei principali produttori di petrolio dell’Africa subsahariana, Nigeria e Angola, è negli ultimi anni diventato un epicentro della pirateria africana, con un incremento significativo degli attacchi. Questi atti di pirateria interrompono il flusso regolare del commercio marittimo, disturbando la catena di produzione e commercio internazionale, causando un aumento dei costi dei beni e danneggiando l’economia globale. La presenza italiana in questa area comprende 192 militari, un’unità navale e due aerei.

Emasoh – L’Italia ha esteso il suo impegno nella missione European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz (Emasoh), una collaborazione multinazionale europea avviata dalla Francia nel 2020 e successivamente ampliata ad altri paesi europei. La missione mira a garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nelle acque dello Stretto di Hormuz, attraverso attività di presenza, sorveglianza e sicurezza. Dal 2021 l’Italia contribuisce con 200 militari, una nave e tre aerei alla sicurezza di questa cruciale via marittima.

Sorveglianza navale Nato meridionale – Le zone focali includono il Mar Mediterraneo, il Mar Nero, il Mare del Nord e il Mar Baltico. L’incremento delle risorse della Nato è finalizzato al miglioramento delle operazioni di sorveglianza marittima e di raccolta di dati nel settore meridionale dell’Alleanza. L’Italia è attiva in queste operazioni dal 2005, con un impegno di 567 militari, cinque unità navali e quattro aerei.

Sorveglianza aerea Nato – L’obiettivo principale è rafforzare la capacità di deterrenza dell’Alleanza, potenziando le operazioni di sorveglianza e controllo dello spazio aereo della NATO attraverso il servizio di Air Policing e altre attività correlate, note come Air Shielding. Queste includono pattuglie aeree combattenti, attività di vigilanza rafforzate, addestramento congiunto avanzato e integrazione delle forze, nonché miglioramento dello stato di prontezza. Il rafforzamento dell’Air Policing della NATO mira a proteggere l’integrità dello spazio aereo europeo dell’Alleanza. L’Italia ha iniziato la sua partecipazione il 1° gennaio 2015, con il coinvolgimento di 300 militari, quattro veicoli terrestri e 12 aerei.

Martin Wippel CC BY-NC-SA 2.0 DEED

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