giovedì, Febbraio 29, 2024
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La rivoluzione dell’India sui pagamenti digitali offre una possibilità agli esclusi dall’economia formale

Una casella vocale fornita dall’app tramite cui è avvenuto il pagamento annuncia al venditore e al pagante che la transazione è stata effettuata. Non si tratta di scambi tra società finanziarie. In India questo rito si consuma ormai quotidianamente al mercato tra un venditore di ortaggi e un cliente.

Il valore delle transazioni digitali istantanee in India lo scorso anno è stato di gran lunga superiore a quello di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia. A gennaio, circa otto miliardi di transazioni per un valore di circa 200 miliardi di dollari sono state effettuate sull’UPI, Unified Payments Interface, il sistema di pagamento istantaneo.

La piattaforma, un’iniziativa della banca centrale indiana gestita da un’organizzazione senza scopo di lucro, offre servizi tra centinaia di banche e dozzine di app di pagamento mobile, senza costi di transazione.

Alla base di questo successo c’è stata una solida campagna per fornire a ogni cittadino un numero di identificazione univoco, chiamato Aadhaar. L’iniziativa, iniziata nel 2009 sotto il predecessore dell’attuale premier Narendra Modi, Manmohan Singh, è stata portata avanti da Modi dopo aver superato anni di controversie legali per i problemi legati alla privacy.

Si tratta in sostanza soltanto di un QR, un piccolo codice a barre, codici applicati anche ai minimi acquisti che collegano centinaia di milioni di persone a un sistema di pagamento istantaneo che ha rivoluzionato il commercio indiano.

Lo trovi dal barbiere al venditore di noccioline per strada e lo usa persino il mendicante a cui dici che non hai spicci da regalargli. Il sistema scan-and-pay è uno dei pilastri di ciò che il primo ministro del paese, Modi, ha definito “infrastruttura pubblica digitale”.

Ha reso la vita quotidiana più comoda, ha ampliato i servizi bancari come il credito e il risparmio a milioni di altri indiani e ha esteso la portata dei programmi governativi e della riscossione delle tasse. È un modello pubblico-privato che l’India vuole esportare, configurandosi come incubatrice di idee in grado di risollevare le nazioni più povere del mondo.

Il governo afferma che circa il 99% degli indiani adulti ha ora un numero di identificazione biometrico, con oltre 1,3 miliardi di documenti d’identità rilasciati in totale. Una imponente dimostrazione della rete d’infrastrutture digitali disponibile, che potrebbe far compiere al Paese un balzo gigante nell’economia mondiale.

Il sistema è cresciuto rapidamente ed è ora utilizzato da quasi 300 milioni di individui e 50 milioni di commercianti. I pagamenti digitali vengono effettuati anche per le transazioni più piccole, con quasi il 50% classificato come piccoli o micro pagamenti come i 10 centesimi necessari per una tazza di latte.

In precedenza il premier Modi aveva tolto dal mercato tutte le valute di grosso taglio, con lo scopo dichiarato di combattere i finanziamenti illeciti alla politica, che avvenivano tramite grossi quantitativi di contante.

Inizialmente le piccole imprese basate soltanto sul denaro liquido sono state economicamente devastate dalla decisione. La pandemia ha però cambiato le cose, poichè le transazioni non fisiche sono diventate un’esigenza di tutta l’economia indiana per sopravvivere.

Restano problemi legati alla privacy con l’Id biometrico, che il governo indiano sembra aver risolto al proprio interno, ma che non sono risolti in caso di esportazione di questo modello a paesi limitrofi in cui i diritti umani non sono rispettati.

Il sistema digitale ideato ha reso però più facile, ad esempio, l’apertura di conti bancari per chi ne era escluso in precedenza. Con l’Id digitale chi vive lontano da grandi centri o dalle banche non deve più spostarsi per gestire i propri conti e ha più facilità di accesso al credito.

Questo sforzo richiede un investimento da parte del governo in alfabetizzazione digitale della popolazione e sta dando un grosso impulso all’economia indiana .anche se le infrastrutture fisiche sono in ritardo su quelle digitali. Gli effetti sul mercato mondiale saranno visibili in breve tempo.

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