martedì, Aprile 16, 2024
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La Sea Watch 5 sbarca a Pozzallo. Nel 2023 morti 8600 migranti

In un cambio di rotta dell’ultimo momento, la Sea Watch 5 non ha proseguito verso Ravenna, come inizialmente previsto. Guidata dalle direttive del Ministero dell’Interno, la nave, a bordo della quale si trovavano circa cinquanta migranti e il corpo senza vita di un adolescente di 17 anni, è stata dirottata verso il porto siciliano di Pozzallo, risparmiando all’equipaggio un lungo viaggio fino in Emilia-Romagna.

La situazione di emergenza a bordo della Sea Watch 5 era diventata di pubblico dominio il giorno precedente, quando era stata comunicata la tragica scomparsa del giovane. L’equipaggio aveva lanciato un allarme subito dopo il salvataggio, alle 14 ora locale, segnalando la necessità urgente di assistenza medica per alcuni dei naufraghi.

Queste persone, inclusa la vittima adolescente, avevano trascorso diverse ore esposte alle nocive esalazioni di carburante nel fondo della loro imbarcazione di legno, aggravate dall’irritazione causata dall’acqua di mare mescolata al carburante.

La situazione si è complicata a causa di una serie di indecisioni sul piano delle responsabilità: Sea Watch ha riportato che l’Italia aveva giudicato impraticabile l’intervento via elicottero e che Lampedusa non fosse attrezzata per gestire l’emergenza, mentre Malta non ha fornito risposte e la Tunisia ha rifiutato di intervenire.

La tragica conseguenza è stata la morte del ragazzo. Solo dopo più di otto ore, quando la Sea Watch 5 si trovava vicino a Lampedusa, è intervenuta la Guardia Costiera italiana. Tuttavia, si è generata un’ulteriore controversia quando è stato rifiutato il trasporto del corpo del giovane, decidendo che questo dovesse rimanere a bordo fino al porto di destinazione, inizialmente identificato in quello distante di Ravenna.

La nave, priva di un’appropriata cella frigorifera, ha dovuto ricorrere a soluzioni di emergenza per preservare il corpo nel modo più dignitoso possibile.

“Migrants illegally enter U.S. crossing” is marked with CC0 1.0.

Nel 2023, un tragico totale di 8.565 individui ha perso la vita tentando di attraversare le vie migratorie globali, segnando l’anno più mortale mai registrato. Questo allarmante aumento del 20% rispetto alle vittime dell’anno precedente è stato evidenziato dal progetto Missing Migrants dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Questo numero supera il precedente massimo di 8.084 decessi registrato nel 2016, evidenziando la crescente pericolosità dei percorsi migratori e la mancanza di opzioni sicure e legali per chi cerca una vita migliore.

Più della metà di queste morti sono state causate da annegamenti, mentre incidenti stradali e violenze nei paesi di transito hanno rappresentato rispettivamente il 9% e il 7% delle cause. Il Mediterraneo Centrale rimane la rotta più pericolosa, con 3.129 morti e dispersi. Nel deserto del Sahara in Africa e sulla rotta verso le Canarie si contano almeno 1.866 vittime, mentre in Asia, 2.138 persone tra afghani e rohingya hanno perso la vita cercando di scappare dalle loro nazioni.

Negli ultimi dieci anni, il conteggio globale dei migranti deceduti supera i 63.000, con stime che suggeriscono un numero effettivo molto più elevato data la difficoltà nel raccogliere dati completi, specialmente per le imbarcazioni scomparse in mare senza lasciare traccia.

Il bilancio delle vittime del 2023 richiama con urgenza l’adozione di misure concrete per fermare la perdita di vite umane, persone in cerca di salvezza da conflitti, violenze e abusi dei diritti umani.

“Portopalo di Capo Passero” by DavideGorla is licensed under CC BY 2.0.
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