martedì, Settembre 27, 2022
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La tragedia dell’Etiopia nel silenzio del mondo

Le famiglie etiopi lottano con una siccità che colpisce il Paese da mezzo secolo, aumentando povertà estrema e fame, con lo sforzo dell’Onu per sostenere le autorità locali della regione somala dell’Etiopia, unico mezzo per fornire aiuti urgenti a migliaia di persone costrette a fuggire in cerca di acqua. Non è però l’unica crisi che sta affrontando la popolazione, con le continue tensioni con il Sudan e la guerra civile che per circa due anni si è svolta nella regione settentrionale del Tigray. A questo si aggiunge adesso la violenza etnica nella regione dell’Oromia. I morti sarenbbero centinaia.

Il primo ministro Abiy Ahmed, originario dell’Oramia, non riesce a tenere sotto controllo la situazione e si accavallano le accuse per quest’ultima strage tra il governo e l’Esercito di liberazione dell’Oromo, che rivendica di essere trascurato dal governo nonostante sia il gruppo etnico più consistente del Paese. Al di là delle reciproche accuse è un fatto certo che il governo abbia represso le proteste nella regione e arrestato gli oppositori politici. La tensione è salita e anche i manifestanti per l’autonomia dell’Oromo sono passati a forme organizzate di ribellione, organizzati dall’Esercito di Liberazione Oromo.

Il governo li accusa di aver commesso l’ultimo massacro la scorsa settimana uccidendo civili di etnia Amhara in due villaggi nell’area di Qellem Wollega, 400 chilometri circa a ovest di Addis Abeba. Non esiste al momento però un bilancio ufficiale delle vittime. Fonti locali parlano di trecento persone uccise e altre decine rapite di cui non si ha più notizia. Accuse al governo per la strage vengono anche dall’interno dell’esecutivo, ma al momento sono voci isolate. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, si è detta “inorridita” per il massacro di molti civili nell’Etiopia occidentale, chiedendo alle autorità di svolgere indagini tempestive e imparziali.

L’Etiopia come dicevamo sta vivendo una delle più gravi siccità. Dopo quattro stagioni consecutive di piogge mancate dalla fine del 2020. Particolarmente colpita è la regione somala, che già ospitava milioni di sfollati interni, compresi quelli costretti a fuggire a causa del conflitto, nonché circa 246.000 rifugiati dalla vicina Somalia in otto campi, che hanno già accolto circa 16.000 nuovi arrivi. Altre regioni del Paese colpite dalla siccità sono Afar, Oromia, dove è appunto in corso uno scontro violento tra autonomisti e governo, e la Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud. L’Unicef nei giorni scorsi ha denunciato che i matrimoni precoci in Etiopia sono più che raddoppiati nell’ultimo anno nelle regioni più colpite dalla siccità perché i genitori stavano sposando le loro ragazze per motivi finanziari.

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