giovedì, Ottobre 6, 2022
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L’Agenda Diogene

In un Paese dove uno o più botoli ringhiosi, direttamente mafiosi o dalla mafia sostenuti, decidono chi ha diritto a usufruire della spiaggia e del mare, cioè di aria terra e acqua pubblici, impedendo ai cittadini di accedervi se non pagano il pizzo, si penserebbe che il principale problema sia mettere in condizione di non nuocere gli autori di questa e altre prepotenze. Invece non è così e i partiti che si preparano al voto del 25 settembre si dividono tra chi vuole l’agenda Draghi e chi no.

Cos’è l’agenda Draghi? Come fosse Antani l’agenda di Mario Draghi, chiamato a guidare un governo tecnico “senza formula politica”, così specificò il Capo dello Stato nell’affidargli l’incarico, non esiste o, meglio, quella che viene definita agenda Draghi era un tentativo di realizzare le riforme collegate ai finanziamenti europei, riformando le norme della concorrenza, del fisco, del catasto e, alla faccia dei botoli ringhiosi che hanno rubato le spiagge di tutti, delle concessioni balneari. Cioè di riportare sui binari della normalità un Paese dove una volta che hai sistemato un tavolino per strada dinanzi al tuo negozio la strada diventa tua. Ha fallito Draghi, sulla sua agenda ormai puoi disegnarci i fiorellini.

Nella redazione di Diogene guardiamo ai liberali classici come Draghi quasi con tenerezza. Perchè pur denunciando ogni giorno i guasti e la criminalità del sistema economico liberista legato alla politica liberale, pensiamo che sarebbe già un passo avanti fornire ai cittadini un quadro legislativo di tutele, dove una volta che hai scritto una norma e ottenuto la maggioranza in Parlamento quella legge diventerà esecutiva per tutti. I liberali però dovrebbero sapere più di ogni altra scuola di pensiero politico che nella vita i rapporti di forza reali si fanno beffe dei proclami dei politici.

Draghi ha fallito. E’ caduto senza riuscire a riformare l’Italia. La legge delega fiscale è morta senza neanche la seconda lettura al Senato e con quella la riforma del catasto, che non rientra negli affari correnti rimasti al governo uscente. Morta anche la riforma fiscale e per quanto riguarda la concorrenza i tassisti possono tranquillamente continuare a decidere se caricarti a bordo e rifiutare il pos. Salario minimo ancora sotto il minimo, reddito di cittadinanza ancora da ridiscutere, superbonus in sospeso. L’unica missione portata a termine da Mario Draghi è stata di convincere l’Unione Europea a darci i soldi o almeno a prometterli, visto che per ottenere la terza rata da 21,8 miliardi di euro l’Italia deve raggiungere altri 55 obiettivi entro il 31 dicembre 2022 e tra questi ci sono la riforma della Concorrenza e il salario minimo.

Due forze politiche, Pd di Letta e Azione di Calenda, hanno come programma di governo per le elezioni l’agenda Draghi, già fallita con un governo di unità nazionale. Tre forze politiche, Fratelli d’Italia di Meloni, Lega di Salvini e Forza Italia di Berlusconi hanno lo stesso programma da sempre, fregarsene della collettività e dell’ambiente per garantire interessi di corporazioni e potenti. Qualche frattaglia si aggira intorno a questi due blocchi, poca roba. All’esterno dei due schieramenti principali, insieme al dissolvimento dei grillini/contiani/dibattistiani, si aggira lo spettro non del comunismo ma di alcuni vecchi arnesi che a quel mondo appartengono, che il programma al momento neanche lo hanno scritto, avrebbero litigato sul font da usare per il titolo, ma sono comunque contro, il che fa sempre piacere.

Poi ci siamo noi, voi, quasi tutti, il 90% della popolazione, quello che non detiene ricchezze e non vive di politica. Anche noi siamo soltanto “contro”, non è che abbiamo soluzioni ai problemi, ma in compenso nemmeno siamo un partito. “Questa volta non voto” è la frase più gettonata in questi giorni. Lungi da noi dare consigli, ci limitiamo a evidenziare limiti e contraddizioni di tutti, facciamo giornalismo. Di certo, per chi ha scelto la povertà come campo di azione informativa, nè il corporativismo delle destre nè il liberismo con qualche brioche gettata ai meno abbienti di Letta e Calenda rispondono ai problemi gravi di un Paese dove il 10% della popolazione vive al di sotto della linea di povertà. Questo è un problema al quale nessuno offre risposte concrete ed era l’unica risposta a cui eravamo interessati.

by Billy Wilson Photography
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