sabato, Ottobre 1, 2022
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Laila, vittima di guerra

di Alfredo Facchini

Laila ammazzata da una fustellatrice. Laila 40 anni. Madre di una bambina. Con tutta una vita davanti. Laila El Harim, di origini marocchine ma residente in Italia da 20 anni, ha perduto la vita nell’agosto di un’anno fa. Schiacciata da un macchinario.

È una delle vittime di una guerra chiamata lavoro. Tre morti al giorno è la media di un conflitto subdolo che uccide a fari spenti.

Sono lavoratori che muoiono in modo cruento e, sempre più spesso, ammazzati dalla fatica.

In Italia i caduti sul lavoro sono circa il triplo degli omicidi. Ma i primi sono funzionali alla propaganda della paura e bucano gli schermi dei Tg, mentre le “morti bianche”, anche se il sangue è rosso, fanno solo mera statistica.

Tant’è che non c’è partito che si intesti questa battaglia come la madre di tutte le battaglie. Chi lavora è solo, spiazzato, spesso vittima della negligenza.

Laila aveva più volte segnalato ai tecnici il cattivo funzionamento del macchinario che poi l’ha uccisa. Aveva scattato anche delle foto per denunciare la mancanza di manutenzione.

La fustellatrice su cui lavorava è stata modificata rispetto al manuale d’uso per rendere più performante l’attività.

Sono queste le conclusioni dell’indagine sulla tragedia avvenuta il 3 agosto dello scorso anno nello stabilimento “Bombonette”, di Camposanto, in provincia di Modena.

Assunta il 16 giugno 2021, Laila, non aveva neanche effettuato la formazione prevista per l’uso del macchinario cui era addetta, che a norma di legge deve avvenire entro 60 giorni dall’assunzione.

Perché ormai conta solo fare in fretta, produrre di più, sempre di più costi quel che costi.

I due imprenditori responsabili della ditta “Bombonette” dovranno rispondere di omicidio colposo.

Ma Laila ve la ricordate?

“Non è mica facile ricordarseli tutti, ‘sti morti ammazzati, rimasti mezzi sderenati, finiti incastrati, mutilati, schiacciati, trinciati, calpestati, investiti, annegati, soffocati, addormentati. Morti. Dico, ve li ricordate?” [Giulio Cavalli]

Alfredo Facchini

Laila El Harim
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