lunedì, Aprile 15, 2024
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Lavori domestici, calano i regolarizzati

In Italia si registra una diminuzione dei lavoratori domestici regolarizzati, come evidenziato dal quinto rapporto annuale sull’argomento, diffuso dall’Osservatorio Domina. Questo studio ha analizzato i dati relativi all’anno 2022, constatando una riduzione dei lavoratori domestici regolari a meno di 900.000 unità, con un calo del 7,9% rispetto all’anno precedente, equivalente a 76.548 persone in meno. La ricerca attribuisce tale diminuzione all’esaurirsi degli effetti di una sanatoria che aveva permesso la regolarizzazione di numerosi lavoratori domestici stranieri, portando il numero degli assunti regolari ai livelli registrati nel 2016.

Nonostante questa contrazione, il settore del lavoro domestico continua a svolgere un ruolo significativo per l’economia italiana, contribuendo per l’1% al Pil nazionale. La Lombardia da sola genera il 21,5% di tale contributo. Le spese sostenute dalle famiglie italiane per questo tipo di servizi ammontano a 14,3 miliardi di euro, di cui 7,7 miliardi destinati alle badanti e 6,6 miliardi alle colf. Queste cifre si traducono in un notevole risparmio per lo Stato, che altrimenti dovrebbe affrontare un esborso di 19,8 miliardi per la cura di quasi un milione di anziani in strutture apposite. L’assistenza domiciliare offerta dai lavoratori domestici rappresenta, dunque, un importante fattore di risparmio per le finanze pubbliche.

Dal punto di vista demografico, i lavoratori domestici stranieri rappresentano il 69,5% del totale, anche se si nota un incremento della quota di lavoratori italiani, che ora raggiunge il 30,5%. Tra i lavoratori stranieri, quelli provenienti dall’Est Europa costituiscono la maggioranza (35,4%), seguiti da quelli asiatici (17%).

Il rapporto sottolinea inoltre la presenza di oltre 121.000 lavoratori domestici maschi nel 2022, pari a più del 13% del totale, segnando una deviazione dalla tradizionale associazione del settore al genere femminile in Italia.

L’Osservatorio Domina fornisce anche un profilo dei datori di lavoro nel settore domestico, stimati in circa 978.000, il che si traduce in 109 datori di lavoro ogni 100 lavoratori. La maggior parte dei datori di lavoro ha meno di 60 anni (31,2%) o più di 80 anni (36,1%), con una predominanza di italiani (93,8%), seguiti da cittadini di paesi dell’Unione Europea (2,5%) e da quelli extra UE (3,7%).

Alla luce di questi dati, Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di Domina, ha sottolineato l’urgenza di introdurre una governance capace di convertire il lavoro nero in lavoro regolare, offrendo incentivi finanziari ai datori di lavoro. Gasparrini ha enfatizzato la necessità di una riforma complessiva del settore che coinvolga le parti sociali e che risponda efficacemente alle sfide demografiche, sociali ed economiche che l’Italia sta affrontando.

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