lunedì, Settembre 26, 2022
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Le lapidazioni nel 2022

a cura del Comitato Paul Rougeau*

Oggi come oggi si può essere ancora uccisi a colpi di pietra in Sudan, Iran, Afghanistan, Brunei, Pakistan, Mali, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Yemen . . .

La ventenne sudanese Maryam Alsyed Tiyrab è stata dichiarata colpevole di adulterio da un tribunale della sharia il 26 giugno e condannata a morte per lapidazione. Pare che le sia stato negato un avvocato e che il tribunale non avesse ottenuto una denuncia della polizia prima dell’inizio del processo. La donna sta impugnando la decisione presso l’Alta Corte del Sudan.

In Sudan la maggior parte delle condanne alla lapidazione – emesse prevalentemente contro le donne – viene annullata. Questo ad esempio accadde nel 2013, l’ultima volta che una donna era stata condannata alla lapidazione per adulterio.

Gruppi per i diritti umani chiedono l’immediato rilascio di Tiyrab, e l’African Center for Justice and Peace Studies (ACJPS), con sede in Uganda, descrive la sentenza come “una grave violazione del diritto internazionale”.

La lapidazione è una forma di pena capitale in base alla quale vengono lanciate pietre contro una persona colpendola fino a ucciderla. È un metodo di esecuzione radicato “nell’antica Grecia e nei testi religiosi giudeo-cristiani” ma paradossalmente è usata adesso nel mondo musulmano anche se non viene esplicitamente menzionata nel Corano.

È relativamente rara (ci mancherebbe altro!), ma è ancor’oggi considerata una forma di giustizia comunitaria per punire coloro che sono accusati di crimini come adulterio, prostituzione, omicidio e blasfemia.

I condannati alla lapidazione secondo la legge islamica sono sepolti in una buca e ricoperti di terra. Un gruppo selezionato lancia poi sassi e bastoni contro il condannato. Se questi riesce ad uscire dal buco durante la lapidazione può essere risparmiato. La dimensione delle pietre è specificata dalla sharia per fare in modo che l’esecuzione non richieda troppo tempo ma neppure che avvenga troppo rapidamente. Insomma, i condannati devono soffrire molto ma non molto molto…

Purtroppo, la lapidazione è prevista ancora in molti paesi. Oltre al già citato Sudan, troviamo almeno una decina di altre nazioni che la utilizzano o la prevedono senza applicarla.

L’Iran ha il più alto tasso di esecuzioni per lapidazione al mondo e fa regolarmente notizia per il suo impiego della pratica, entrata in vigore dopo la rivoluzione del 1979. La Library of Congress ritiene che circa 150 persone siano state lapidate in Iran tra il 1980 e il 2009, sebbene i numeri riportati siano probabilmente inferiori alle cifre effettive.

A maggio, The Sun ha ottenuto documenti riservati che rivelavano che l’Iran ha condannato a morte per lapidazione 51 persone, tra cui 23 donne.

La lapidazione è anche risorta in Afghanistan sotto il dominio dei Talebani. All’inizio di quest’anno, un uomo e una donna sono stati lapidati per aver avuto rapporti sessuali al di fuori del matrimonio.

Nel 2015, il filmato inquietante di una ragazza di 19 anni lapidata in un villaggio controllato dai Talebani è diventato virale. La donna era stata costretta a sposarsi contro la sua volontà ed era fuggita con un altro uomo prima di essere catturata e condannata alla lapidazione per adulterio.

La lapidazione viene inoltre utilizzata in diversi stati del nord della Nigeria “per punire i residenti per crimini che vanno dall’adulterio alla blasfemia”, ha affermato la Reuters. Il mese scorso, un tribunale islamico della sharia a Bauchi ha condannato a morte per lapidazione tre uomini dopo averli accusati di omosessualità.

Diverse donne in Nigeria sono state condannate a morte per lapidazione ma sono state liberate, inclusa Hajara Ibrahim, che aveva appena 18 anni quando fu condannata per adulterio alla lapidazione nel 2004. Il suo avvocato aveva sostenuto che la sentenza “non era valida perché Hajara non aveva consumato il suo matrimonio prima di andare a letto con il suo ragazzo e di concepire un figlio.”

Negli ultimi anni, i membri del gruppo islamista somalo al-Shabaab hanno cercato di riportare la lapidazione come punizione per aver violato la sharia. Nel 2017, una trentenne madre di otto figli è stata pubblicamente lapidata per aver tradito suo marito. “Il suo legittimo marito ha portato il caso in tribunale. La donna ha ammesso di aver sposato illegalmente un secondo marito”, ha detto alla Reuters il governatore di al-Shabaab per le regioni di Jubba della Somalia. “Secondo la sharia islamica è stata pubblicamente lapidata questo pomeriggio”.

Nel 2019, 5 anni dopo l’introduzione della sharia nel Paese, il Brunei ha approvato nuove leggi islamiche rigorose che hanno reso punibili con la lapidazione i reati di adulterio e sesso anale.

La mossa “ha suscitato la condanna internazionale”, ha affermato la BBC. George Clooney, Ellen DeGeneres e altri VIP hanno chiesto il boicottaggio degli hotel di lusso di proprietà della Brunei Investment Agency.

Secondo un rapporto di Human Rights Without Frontiers International nel 2012, diverse donne sono state condannate a morte per lapidazione in Pakistan, ma nessuna delle lapidazioni è stata portata a termine. Il rapporto ha aggiunto che casi di lapidazione extragiudiziale si sono verificati “più comunemente in aree sotto l’influenza o il governo dei talebani al confine con l’Afghanistan”.

All’inizio di quest’anno un uomo malato di mente è stato lapidato a morte da “una folla inferocita” nella provincia del Punjab quando corse voce che la vittima aveva “bruciato alcune pagine del Corano”, ha affermato The Guardian.

La lapidazione è stata utilizzata anche in Mali, dove una coppia che ha avuto rapporti sessuali fuori dal matrimonio è stata lapidata nel 2012, e negli Emirati Arabi Uniti, dove diverse donne sono state condannate a morte per lapidazione dopo essere state accusate di adulterio. La lapidazione è una punizione legale in Qatar e Yemen.

Chissà quando il mondo riuscirà a liberarsi da tanto orrore!

*Il Comitato Paul Rougeau è un’organizzazione senza scopo di lucro, che sostiene e aiuta in molti modi, anche attraverso il finanziamento della difesa legale, i detenuti in attesa di morire nei bracci della morte degli Stati Uniti d’America, nell’ambito della il movimento abolizionista. Ogni mese edita un bollettino internazionale di aggiornamento sullo stato della pena di morte in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni https://www.comitatopaulrougeau.org/

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