mercoledì, Luglio 17, 2024
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Le lingue biforcute

Nessun sussulto. niente. Ci ho provato, eh, ma niente. A me questo fatto che i fascisti facciano i fascisti proprio non mi turba più di tanto. Sarei più stupito, e mi è persino capitato un paio di volte in oltre 60 anni, di assistere al caso di un fascista che fa il contrario di quello che dice nei suoi slogan da nemico dell’umanità un tanto al chilo.

Avevo un vicino di casa, quello classico col busto di Mussolini e i libri di Julius Evola in camera, che portava da mangiare tutti i sabati al campo Rom sulla Tiburtina accanto a dove vivevamo. Ma che ci fai qua, gli ho domandato una volta. E lui, abbassando il capo, vergognandosi quasi, mi rispondeva che c’erano bambini che morivano di fame.

Ecco sì, quella volta e un’altra ancora, simile, mi sono stupito della differenza tra i luoghi comuni fascisti che professava il tizio di notte e la profonda umanità che dimostrava di giorno, seppur vergognandosi per la sua “debolezza”. Ma nell’inchiesta che ci mostra cosa dicono tra di loro i fascisti quando stanno tra loro, di cosa mi dovrei stupire esattamente?

Ah, già, voi vi stupite perchè siete persone perbene e ci avevavate creduto che non erano più fascisti. Magari siete quegli elettori di destra che votando Meloni o Salvini pensano di fermare la sinistra e vi accontentereste di quello. E invece no, governate con i fascisti e adesso avete scoperto, fatto finta di scoprire, che quella fiamma nel loro simbolo non sta lì a rappresentare un’alternativa energetica ai combustibili fossili.

Oppure vi stupite perchè fate finta di non sentirle nemmeno a sinistra le porcherie antisemite nei cortei che non chiedono soltanto uno Stato per i palestinesi ma una bella ripulita “from the river to the sea”, ovvero la distruzione dello Stato d’Israele appoggiando Hamas e gli altri invasati che odiano gli ebrei.

Parlare con lingua biforcuta. Un tempo nei film western di quando ancora non sapevamo della fluidità di John Wayne, l’indiano saggio spiegava così perchè non si fidava dell’uomo bianco. La lingua biforcuta permette di dire due cose diverse tra loro contemporaneamente, probabilmente false entrambe.

La lingua biforcuta, forse l’ultimo sistema logico binario ancora in piedi in tempi di attacco al binario fuori dal western, ha tante declinazioni. Da quelle più leggere: “non dire la verità per non offendere”, ovvero di non dire a uno storpio che è storpio, ribattezzare con nomignoli improbabili le cose brutte, ritenere che cambiare i nomi cambi i fatti. A quelle più pesanti: “ti riempio di bugie e ti fotto”, simbolo di intelligenza, furbizia in realtà, e affermazione sociale, in politica soprattutto.

Questi ragazzotti e ragazzotte che blaterano inni al fascismo e all’antisemitismo sono i conformisti del terzo millennio. Sono già classe dirigente prima ancora di essere qualsiasi altra cosa, hanno rinunciato da subito a utilizzare la loro gioventù per cancellare le schifezze che ancora oggi il ventesimo secolo ci ha lasciato.

Vigliacchi, di fondo, come i loro coetanei ugualmente antisemiti e attratti da hamas, ignoranti, ma soprattutto conformisti, già inseriti nel sistema che li accoglie a braccia aperte, perchè siccome sanno che parlare con la lingua biforcuta è la chiave delle classi dirigenti si esercitano fin dalla tenera età a farlo.

Perchè tanto scandalo allora per le frasi fasciste, xenofobe, razziste e antisemite dei giovani fratellitalioti? Perchè quello scandalo fa comodo a chi dentro quel partito ha problemi a presentarsi in Europa con così tanto fango sui vestiti. Eliminare un po’ di rami secchi, che valgono un uno o due per cento alle elezioni, infatti lo scandalo esce dopo le elezioni europee e non prima, aiuta a ritagliarsi qualche strapuntino di potere a Bruxelles.

Con così tanti fascisti in giro per l’Europa, come in Austria, Germania, Francia e Ungheria, denunciare i propri dall’interno ti fa sembrare meno triste e cupo di quanto sei davvero, un conservatore apprezzato e non un rigurgito della storia. Più Wiston Churchill che Oswald Mosley, più von der Leyen che Orban.

Era la nascita di Alleanza Nazionale, circa trent’anni fa, e Gianfranco Fini portò al congresso di Verona il figlio di Giorgio Perlasca, l’eroe italiano che salvò migliaia di ebrei fingendosi console spagnolo in Ungheria pur essendo fascista. Fu sommerso di fischi dai militanti ex missini, perchè quello era ed è l’humus culturale del Msi/An/FdI. Non è che se la televisione azzera il volume dei fischi questi poi spariscono davvero.

Quei ragazzetti, che durante il fascismo sarebbero finiti per saltare nel cerchio di fuoco a calci in culo, altro che Tolkien e il campeggio Hobbit con docce calde, sono i dirigenti di domani. Anche le due che si sono dimesse, rispunteranno fuori domani, vedrete, perchè una volta fatte le finte pulizie estive, la vita di FdI andrà avanti come prima, premiando le lingue biforcute già allenate per la politica di domani.

Ma come dicevamo, la lingua biforcuta è la cifra della politica del nostro tempo. La destra ne è la massima esponente storica ma pure in quel che rimane della sinistra c’è poco da scherzare, con tutta l’ipocrisia che ruota intorno ai migranti, tanto per fare un esempio, rimandati a morire in Libia da un governo di centrosinistra.

Come accennato, colpisce la tempistica di questo “scandalo” che scandalo non è. Lo sapevamo che erano fascisti, se ne vantavano non è che lo nascondevano. Così come si stanno rimescolando nel Rassemblement National in Francia e in Alternative für Deutschland.

Le lingue biforcute si propagano in varie direzioni, comprese le varianti rosso brune dei Bombacci d’Italia, per rendersi più presentabili e togliere la democrazia usando le elezioni, come già avvenuto negli anni ’20 del secolo scorso.

A proposito: la lingua biforcuta è una tendenza che elettrizza gli appassionati di tatuaggi e body piercing, ci dicono i periodici di moda. Gli esperti però avvisano: attenzione, può causare anche danni neurologici. Perchè gli esperti, si sa, arrivano sempre quando ormai è troppo tardi.

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