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Le scuole delle zone ricche di New York prendono più soldi pubblici di quelle povere

Alcune tra le scuole più ricche di New York City hanno raccolto per anni milioni di dollari federali destinati a sostenere gli studenti a basso reddito, mentre le scuole con concentrazioni di povertà molto più elevate hanno visto ridursi drasticamente il finanziamento. Lo dimostra uno studio dei bilanci effettuato da Chalkbeat, testata d’informazione sulle scuole e organizzazione no profit, reso noto dal giornalista Michael Elsen-Rooney.

Nel distretto delle scuola elementari di Brooklyn, Park Slope, dove un quarto circa delle famiglie ha un reddito basso e il Pta, associazione genitori-studenti ha raccolto quasi 1 milione di dollari nel 2019, quest’anno ha raccolto soltanto 630 mila dollari in fondi federali.

Centinaia di migliaia di dollari sono andati anche a Greenpoint, dove 1 famiglia su 4 ha un reddito basso, e a Windsor Terrace, che lo scorso anno ha registrato un tasso di povertà del 30%, secondo il censimento annuale del dipartimento dell’istruzione.

Ma esistono grosse disparità. Ad esempio la Dock Street School, subito dsopo che il suo tasso di povertà è sceso sotto il 60% ha perso i soldi pubblici. Stessa cosa alla Brooklyn Collaborative Studies, che ha un tasso di povertà del 60% quest’anno, ma ha perso il contributo di sostegno.

La ragione delle disparità è una stranezza poco nota nel sistema del dipartimento dell’istruzione della città per il calcolo dell’ammissibilità ai fondi pubblici.

Normalmente, le scuole di Brooklyn, Queens, Manhattan e Bronx perderebbero l’idoneità se scendono al di sotto del 60% di povertà studentesca. Ma il gruppo di scuole identificate da Chalkbeat ha continuato a segnalare tassi di povertà molto alti, come riconosciuto anche dai funzionari del dipartimento dell’istruzione.

Park Slope, ad esempio, è elencata con una percentuale di aventi diritto al pranzo gratuito del 69%, ma nella rilevazione demografica annuale del dipartimento scolastico, il tasso di povertà segnalato è del 22%.

Le scuole di quelle zone sono state le prime ad adottare un programma che forniva il pranzo scolastico gratuito a tutti i bambini nel loro edificio. Dall’anno scolastico 2017-18, tutte le scuole cittadine partecipano a programmi universali di pasti gratuiti.

Quest’anno i fondi pubblici hanno erogato 500 milioni di dollari a più di 1.200 scuole.

Ma i critici affermano che la stranezza nella distribuzione dei fondi federali contro la povertà, indipendentemente dalle dimensioni, rappresenta un evidente doppio standard e mina lo scopo esplicito del finanziamento.

“È molto sconvolgente” che il denaro proveniente da un pool limitato destinato a sostenere le scuole più povere della città “venga in scuole che non si avvicinano neanche lontanamente al raggiungimento della soglia necessaria”, ha detto a Chalkbeat Reyhan Mehran, genitore di Brooklyn e membro della Coalizione per le scuole eque.

Il taglio è particolarmente preoccupante per le famiglie nelle scuole che hanno recentemente perso il sostegno del finaziamento pubblico, anche con tassi di povertà molto più alti rispetto ad alcune delle scuole che hanno continuato a riceverlo.

Alla Dock Street School la perdita di circa 140 mila dollari pubblici è stata un duro colpo per una scuola in cui il 59% delle famiglie ha ancora un reddito basso e il Pta non può raccogliere abbastanza per compensare la perdita.

Nel frattempo, un’altra scuola nello stesso distretto scolastico, nonostante avesse un tasso di povertà del 40% e un Pta che ha raccolto 760 mila dollari nel 2019, quest’anno ha raccolto ben 470 mila dollari di fondi pubblici.

Gi esempi sono molti ma i genitori degli studenti che hanno reso nota la situazione chiariscono che non c’è nessuna polemica verso le scuole che tentano di attingere a qualsiasi finanziamento disponibile, specialmente in un ambiente in cui i budget scolastici si stanno contraendo in tutta la città. Chiedono però che sia i benefici che gli eventuali tagli siano uguali per tutte le scuole.

Il titolo I della legge sulla scuola pubblica di primo e secondo grado negli Usa è la più grande fonte di finanziamento federale per i distretti scolastici locali. Risale alla lotta alla povertà dell’amministrazione del presidente Lyndon Johnson a metà degli anni ’60. I distretti scolastici hanno una certa libertà di stabilire le proprie soglie su come distribuire il denaro, sebbene la legge federale stabilisca che le scuole devono avere un tasso di povertà di almeno il 40% per qualificarsi ai fondi pubblici.

Un funzionario del dipartimento dell’istruzione contattato da Chalkbeat non ha spiegato perché diverse scuole con tassi inferiori al 40% continuino a ricevere i fondi.

A New York City, il limite per la qualificazione è stato a lungo vicino al 60% per le scuole dei quattro distretti più grandi. Il tasso di povertà in tutta la città è del 72% e più di 8 scuole pubbliche cittadine su 10 hanno almeno un tasso di povertà del 60%.

Ma il modo in cui i funzionari calcolano i tassi di povertà scolastica si è complicato. Per molti anni, il dipartimento dell’istruzione si è affidato alle scuole per raccogliere i moduli per il pranzo degli studenti per misurare la povertà.

Man mano che sempre più distretti e scuole iniziarono a partecipare a programmi universali per il pranzo gratuito e rendevano obsolete le forme del pranzo scolastico, i distretti dovevano trovare altri modi per misurare la povertà degli studenti. Molti distretti ora abbinano automaticamente i nomi degli studenti ai database statali e federali delle famiglie che ricevono sussidi governativi.

I funzionari del dipartimento dell’istruzione hanno spiegato che le scuole coperte dalla stranezza del titolo I sono rimaste sostanzialmente congelate per il titolo I al livello di povertà che hanno riportato quando hanno adottato per la prima volta pasti universali gratuiti, tra il 2004 e il 2008.

I funzionari del dipartimento dell’istruzione non hanno però spiegato perché i tassi di povertà registrati ogni anno nella “istantanea demografica” dell’agenzia non vengono utilizzati per l’ammissibilità al titolo I.

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