lunedì, Aprile 15, 2024
HomeCulturaL'Isis e i rapporti con le altre organizzazioni jihadiste nel mondo

L’Isis e i rapporti con le altre organizzazioni jihadiste nel mondo

L’Isis riesce a unire quel poco che resta di umanità nel mondo. Dinanzi all’Isis l’unica cosa che il mondo civile dovrebbe fare è allearsi, anche tra peggiori nemici, finchè gli assassini seriali del sedicente Stato Islamico non verranno ricacciati nel pozzo nero e maleodorante della storia da cui provengono i suoi ideologi.

In modo indiretto questa “alleanza” avvenne durante la guerra in Siria una decina di anni fa, quando per contrastare il califfato dello Stato Islamico tra parti della Siria e dell’Iraq si formò una coalizione militare arabo occidentale che portò alla fine dello Stato Islamico di Al Baghdadi, ma non della sua attività terroristica.

In quell’occasione, seppur in maniera autonoma dall’occidente, anche la Russia, che appoggiava il governo siriano del macellaio Bashar Assad, bombardò le postazioni del califfato.

Diogene ha descritto sabato scorso in cosa consiste l’Isis-Khorasan che ha portato a compimento la strage di Mosca. Vediamo adesso i rapporti dell’Isis con le altre formazioni integraliste di matrice islamica.

L’Isis propaganda un’interpretazione dei testi sacri dell’Islam letterale e al di fuori della storia. Altre organizzazioni jihadiste, la parola jihad ha una gamma di traduzioni che vanno dalla “perfetta fede” fino alla “guerra santa”, lasciano invece la possibilità d’interpretare i testi.

L’Isis, sunnita, salafita-jihadista, ha come nemici anche i tagliagole di Hamas, sunniti ed emanazione della Fratellanza Musulmana, l’organizzazione autrice del pogrom del 7 ottobre in cui vennero uccisi, torturati e stuprati oltre 1200 israeliani, altri duecento rapiti e più della metà ancora nelle mani di Hamas, dando vita alla rappresaglia d’Israele, costata decine di migliaia di morti tra i palestinesi della striscia di Gaza.

Li ritiene troppo moderati. l’Isis ha definito Hamas e la sua interpretazione dei libri sacri dell’Islam “deviante”. Hamas viene considerato un movimento nazionalista che mina le basi del jihadismo globalesu cui si basa l’Isis.

Restando nella strisica di Gaza, la Jihad Islamica condivide alcune somiglianze ideologiche con l’Isis, ma le sue priorità e obiettivi sono distintamente focalizzati sul contesto palestinese, e non c’è evidenza di una collaborazione significativa tra le due organizzazioni. l’Isis ha tentato di stabilire una presenza nella Striscia di Gaza, sebbene questi sforzi siano stati ampiamente respinti da Hamas e Jihad.

L’Isis combatte anche i Talebani afgani, sunniti, sul cui territorio, nel nord-est del Paese, ha le sue basi l’Isis-Khorasan, dal nome della regione occupata, da cui lancia attentati e compie stragi tra i civili afgani.

Al Quaeda, da una cui costola è nata l’Isis, è presente anch’essa sul territorio afgano, con numerosi campi di addestramento, ma molti suoi esponenti, in combutta con i gerarchi talebani, sono maggiormente dediti ad arricchirsi con contrabbando e narcotraffico che a ripristinare la purezza dell’interpretazione dei testi del Corano.

L’odio esercitato dall’Isis verso il regime degli ayatollah iraniani, sciiti, ha portato all’attentato terroristico che all’inizio di gennaio di quest’anno aveva ucciso oltre 80 iraniani, in maggioranza civili, durante un pellegrinaggio alla tomba del generale Soleimani a Kerman, quattro anni dopo il suo assassinio per mano statunitense.

Nel messaggio di rivendicazione di questo attentato l’Isis per bocca del portavoce Abu Huthaifa al-Ansari, in un audio di 30 minuti ha tuonato contro l’alleanza tra l’Iran sciita e le fazioni palestinesi sunnite, ovvero Hamas.

Soleimani aveva contribuito a sviluppare l’“Asse della Resistenza” regionale dell’Iran, cioé era stato il principale responsabile dell’alleanza tra milizie irachene sciite in funzione anti Isis durante la guerra duarata dal 2014 al 2017, quando lo Stato Islamico era stato dichiarato sconfitto in Iraq.

L’Isis considera anche Hezbollah come un altro nemico giurato. Sempre all’interno dello snodo irrisolto del conflitto siriano Hezbollah ha combattuto battaglie significative contro l’Isis, in particolare lungo la frontiera libano-siriana e in aree siriane come Aleppo e Deir ez-Zor. Hezbollah, sciita e filo iraniana, oltre a sostenere le forze di Assad ha protetto i siti religiosi sciiti.

L’Isis ha stabilito da tempo una sua influenza in Africa.

La Provincia dell’Africa Occidentale dello Stato Islamico, conosciuta anche come Iswap, opera principalmente nel nord-est della Nigeria e nelle aree circostanti del Lago Ciad. Originariamente emerso come una fazione di Boko Haram, il gruppo ha dichiarato fedeltà all’Isis nel 2015.

La Provincia del Sinai dello Stato Islamico, anche se tecnicamente si trova nel Medio Oriente, conduce operazioni che influenzano il Nord Africa. È attivo nella penisola del Sinai in Egitto e ha dichiarato fedeltà all’Isis nel 2014.

La Provincia dell’Africa Centrale dello Stato Islamico o Iscap include gruppi attivi nella Repubblica Democratica del Congo e in Mozambico.

Il Gruppo di Supporto per l’Islam e i Musulmani, conosciuto come Jnim è operativo nel Sahel, in particolare in Mali, Burkina Faso e Niger, Il Jnim è una coalizione di gruppi militanti che ha espresso sostegno all’Isis, sebbene la sua principale affiliazione sia con Al Qaeda.

Alcuni commentatori sunniti come Zayd Hamis, e anche muftī jihadisti e salafiti come Adnan al-Arūr e Abu Basir al-Tartusi, ritengono che lo Stato Islamico e altri gruppi terroristici a esso correlati non siano affatto salafiti, ma eretici kharigiti, al servizio di un’agenzia imperiale anti-islamica.

La Conferenza islamica mondiale a Groznyj del 2016 ha dichiarato il salafismo ed il wahhabismo (Secondo lo studioso Bernard Haykel, il wahabismo è “il parente più stretto dello Stato Islamico”) ideologie non sunnite, nel qual caso queste sarebbero classificate frange kharigite.

Una differenza con l’Isis che è stata rilevata da alcuni ricercatori rispetto ad Al Quaeda, che rivendicò gli attentati alle torri gemelle e al Pentagono negli Usa l’11 settembre 2001, è che mentre per Al Quaeda la violenza è un mezzo per arrivare a un fine, per l’Isis è un fine in sé.

Naturalmente sull’Isis fioccano le teorie complottiste. Per alcuni cospirazionisti dietro lo Stato Islamico ci sarebbero gli Stati Uniti, allo scopo di destabilizzare l’area mediorientale e quella orientale. Altri sostengono che invece dietro l’Isis ci sia Israele, portando a sostegno dei documenti scoperti da Edward Snowden, nonostante l’avvocato di quest’ultimo abbia definito tutta la vicenda una bufala.

RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ARTICOLI CORRELATI