domenica, Giugno 16, 2024
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L’UE smaschera i dati taroccati dal governo Meloni sulla povertà

Non è che ci volesse un genio, bastava un ragioniere, sta di fatto che nonostante i dati “taroccati” dell’Istat di due giorni fa, secondo cui la povertà sta diminuendo in Italia, l’Unione Europea ha fatto due conti e ha scoperto che il nuovo assegno d’inclusione del governo Meloni aumenta la povertà assoluta.

Nonostante la presenza di alcune politiche di supporto favorevoli, l’introduzione di criteri di eleggibilità più severi limita l’efficacia di questo programma nel contrastare la povertà, come evidenziato dalla Commissione europea nel suo recente rapporto riguardante l’impiego, le capacità professionali e l’inclusione sociale in Italia.

Il ministero del Lavoro ha immediatamente risposto, descrivendo l’analisi come incompleta. Il governo Meloni è un po’ come la Juventus di qualche anno fa: quando giocava in Italia protetta dagli falsificava i risultati (ci sono delle sentenze) e appena giocava all’estero, dove il suo potere d’influenza era ed è pari a zero, si rivela in tutta la sua prepotenza e arroganza e, soprattutto, dannosità sociale.

Secondo la Commissione Europea, l’Assegno di Inclusione, se valutato senza considerare i benefici indiretti come gli incentivi all’impiego, provocherà un aumento significativo della povertà assoluta e infantile, rispettivamente dello 0,8% e dello 0,5% rispetto al sistema precedente.

Da quest’anno, il programma di sostegno al reddito non si basa solo sulla verifica del reddito per determinare chi può riceverlo, ma è accessibile esclusivamente a determinate categorie demografiche, inclusi minori, persone oltre i 60 anni o con disabilità e coloro che sono assistiti dai servizi sociali. E soltanto per la durata di otto mesi.

Anche se la Commissione riconosce come positivi l’ammissibilità a cumulare le prestazioni con un reddito da lavoro fino a 3.000 euro all’anno e la riduzione del requisito di residenza a cinque anni, sottolinea che queste modifiche hanno diminuito notevolmente l’ambito di applicazione del sostegno al reddito.

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Attenzione però: il reddito d’inclusione di Meloni & Co non ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, come sostiene il governo e come sembra accettare la Commissione Europea. Il Reddito di Cittadinanza è stato abolito, che è una cosa molto diversa.

Per risparmiare circa 700 milioni l’anno, il governo di macelleria sociale di estrema destra ha privato un milione di cittadini dell’unica fonte di sussitenza che aveva garantito, in particolare durante il periodo della pandemia da Covid, di portare il cibo in tavola un paio di volte al giorno.

L’effetto finale delle politiche anti sociali di Meloni è, vale la pena ripeterlo, “una maggiore incidenza della povertà assoluta e infantile rispettivamente di 0,8 punti percentuali e 0,5 punti percentuali rispetto al regime precedente”.

Un elemento che non è stato considerato dall’Unione Europea è però relativo al monitoraggio dei dati in Italia. L’Istat, da quando il governo Meloni è in carica, ha provato a fornire una lettura falsificata dei dati sulla povertà in ben due occasioni negli ultimi mesi.

L’ultima volta due giorni fa, annunciando, ripresa dai titoli dei giornali, una diminuzione della povertà generale in Italia, dato ottenuto senza citare l’aggravarsi della povertà estrema.

Il rapporto “Condizioni di vita e reddito delle famiglie 2023” dell’Istat compie un miracolo matematico: di fronte al calo del potere d’acquisto degli stipendi aumenta la ricchezza dell’Italia. Attenzione i dati Istat non sono falsi, sono semplicemente presentati in forma “governativa”.

Alla particolare benevolenza dell’Istat verso il governo si aggiunge quella di una stampa incapace di autonomia dal potere politico. Il gioco è semplice quando riguarda i poveri, la cui sorte non interessa altri che gli stessi poveri. Il declino dell’Italia procede inarrestabile sotto il governo di estrema destra di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

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