venerdì, Febbraio 3, 2023
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Mali: gruppi armati costringono migliaia di civili alla fuga

Nel villaggio di N’Tillit, nel Mali settentrionale, le violenze e le minacce perpetrate da gruppi armati hanno costretto 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in direzione di Gao, la città più vicina, distante 120 km.

Ne dà notizia oggi l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, chiedendo di assicurare maggiore sostegno a tutti gli sfollati all’interno del Paese.

Le aggressioni in corso a N’Tillt, dove i rifugiati burkinabé avevano trovato riparo negli ultimi anni dopo essere fuggiti dal Burkina Faso, hanno costretto le persone a fuggire per la seconda o la terza volta, causando loro traumi ancora maggiori.

Dal 2018, i rifugiati burkinabé hanno varcato il confine facendo ingresso in Mali, nonostante l’instabilità sul piano della sicurezza in entrambi i Paesi. Al 31 dicembre 2022, il Mali accoglieva più di 60.000 rifugiati, dei quali 25.000 dal Burkina Faso.

Attualmente, circa 440.000 maliani restano sfollati all’interno del Paese a causa delle continue violenze e minacce da parte dei gruppi armati.

È probabile che il numero di arrivi a Gao continuerà ad aumentare, dal momento che la popolazione rimasta a N’Tillit teme rappresaglie dopo aver ricevuto ultimatum per mano di un gruppo armato.

“Per mettersi in salvo, la maggior parte delle persone in fuga – donne e minori – ha camminato per ore senza aver cibo con sé – riferisce l’agenzia Onu -. Sfollati e rifugiati hanno trovato riparo sotto gli alberi o in alloggi di fortuna, con poco cibo o acqua a disposizione. Donne incinte e madri in periodo di allattamento con figli a carico, persone anziane, persone con disabilità, e minori separati hanno urgentemente bisogno di ricevere assistenza medica”.

Unhcr e partner stanno assicurando supporto alle autorità locali nelle attività di rilevamento e risposta alle esigenze delle famiglie rifugiate a Gao.

L’Agenzia, inoltre, sta coordinando le attività di risposta umanitaria a favore di rifugiati e sfollati interni maliani in tutto il Paese mediante l’erogazione di servizi quali alloggi di emergenza, istruzione, cibo ed approvvigionamento idrico, aiuti in contanti e programmi finalizzati allo sviluppo di competenze in campo economico.

Unhcr chiede alla comunità internazionale di mostrare “maggiore solidarietà nei confronti delle persone in fuga in Mali e nei Paesi limitrofi: è necessario erogare con urgenza sostegno finanziario per permettere alle organizzazioni umanitarie di assicurare aiuti salvavita”.

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