venerdì, Febbraio 3, 2023
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Mama Zawadi, resistere e rinascere dalla violenza subita tra Ruanda e Congo.

di Graziamaria Baracchi

La narrazione intima sulla condizione femminile, attraverso Mama Zawadi, si fonde con la resilienza
umana.

“Persi le scarpe. Le gocce d’acqua cominciarono a cadere prepotenti sulle foglie. La terra era diventata in poco tempo fango e mi era entrato tra le dita e nelle unghie dei piedi quando i ribelli ruandesi mi violentarono prima di rapirmi. Ero con la mia amica Nema sulla strada principale e stavamo lasciando la scuola un tardo pomeriggio. Siamo state aggredite dalle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (F.D.L.R.), non ci hanno lasciato passare; ci hanno portate nella giungla”

A causa della situazione di instabilità per i continui conflitti armati la regione di Lwiro tra la Repubblica
Democratica del Congo (RDC) e il Ruanda è una delle zone più pericolose del globo.

“Di notte ci legavano agli alberi e ci lasciavano con le guardie e anche loro hanno cominciato a violentarci. Ci portarono nel profondo della giungla e fecero con noi quello che volevano“

Il Congo è il paese con il maggior numero di rangers uccisi: in Virunga, in Garamba, in Kahuzi-
Biega. Donne e bambini sono spesso oggetti di tratta. La maggior parte di questo traffico è interno e gran parte di esso è perpetrato da gruppi armati al di fuori del controllo del governo.

“Mi ripetevo cosa faccio in questo posto. Mi guardavo intorno disorientata, ero stanca, spossata, le braccia e le gambe mi pesavano come se fossero di pietra. Ogni giorno mi sembrava inutile e avrei voluto solo la forza di fuggire”

Nella parte orientale del Congo al confine con il Ruanda si trova il Primate Rehabilitation Center una
delle strutture di riabilitazione per scimpanzé traumatizzati e non solo. Il Centro di ricerca in scienze
naturali a Lwiro è stato costruito dai belgi negli anni ’50. Era un centro di ricerca per tutta l’Africa centrale con delegazioni in altri paesi. Negli anni ’60 i belgi lasciarono la gestione alla Solidarietà
Internazionale Nazioarteko Elkartasuna.

“Erano passati tre mesi. Se una vita non si piega può essere solo spezzata. Solo allora ho realizzato cosa avrebbero fatto di noi; in quel momento abbiamo deciso di scappare. La mia amica Nema è morta la”

Il gruppo di gestione del Centro di riabilitazione di Lwiro s’impegna per acquisire finanziamenti che
rendano possibile l’eliminazione della povertà affrontandone le cause economiche, religiose, culturali e ambientali.

“Quando sono tornata a casa i miei genitori hanno pianto di gioia e mi hanno portato in ospedale. Ero incinta e ho pensato tra me e me ora cosa devo fare, non so chi tra tutti quegli uomini sia suo padre? Ovunque andassi ero diventata: la ragazza violentata”

La situazione di assoluta precarietà della Repubblica Democratica del Congo ha influito sul livello di istruzione, soprattutto femminile. Il livello di alfabetizzazione delle donne adulte è molto basso rispetto a quello degli uomini adulti. Al Centro di Lwiro si opera per sradicare la povertà in tutte le sue forme e si affrontano le diverse cause nel quadro dell’uguaglianza di genere e dei diritti umani.

“Quando mio figlio ha compiuto un anno i miei genitori mi hanno fatto tornare a scuola ma a scuola era peggio. Mi definivano La donna delle F.D.L.R.. Se mi sedevo accanto a qualcuno mi dicevano: No, non posso sedermi con una donna violentata.
In Dicembre un gruppo armato è tornato una notte. Abbiamo aperto la porta; mia zia ha cercato di scappare ma l’hanno spinta a terra. C’erano squadroni di soldati fuori e molti sono entrati in casa. Hanno iniziato a prendere ogni cosa mentre aiutavo la zia ad alzarsi. Lei voleva andarsene. Quello fu il momento che diedero a mio padre una lanterna che lo costringeva a guardare mentre mi violentavano ancora. Presero da parte mia madre e la zia e violentarono anche loro. La zia ha avuto sfortuna ed è stata uccisa”

Di fronte alla situazione di violazione dei diritti dei bambini, causato altresì da un controllo economico del Cobalto, il nuovo oro dell’era tech, e altre materie prime nella zona, l’Associazione Solidarietà
Internazionale Nazioarteko Elkartasuna ha cercato di fornire una risposta urgente per il recupero
psicosociale dei bambini.

“Sono stata in ospedale per almeno sei mesi e mi dissero che raccontare la mia storia mi avrebbe fatto bene. Ho lasciato l’ospedale e sono tornata a casa. C’erano giorni che raccoglievo degli stracci per andarmi ad impiccare da qualche parte, poi il Centro Lwiro mi propose di lavorare come terapista con i piccoli orfani di Scimpanzé”

Il Centro collabora con prestigiose associazioni internazionali. Attualmente ospita più di 50 scimpanzé e più di 80 scimmie di specie diverse. L’obiettivo finale è la reintroduzione di questi animali nel loro habitat naturale.

“Anche qua al Centro si sentono spesso spari di notte. Forse sono scontri a fuoco tra gruppi ribelli e l’esercito. Durante il primo mese ero molto triste poi, ho iniziato a prendermi cura degli orfani baby di schimpanzé. Quello è stato un nuovo inizio”

Uno dei successi del Centro è stato non solo quello di salvare i piccoli di scimpanzé dal commercio
illegale ma creare intorno a loro quel legame d’amore che esperienze come quella di Mama Zawadi possono offrire.

“Non puoi giocare se sei traumatizzato e non puoi nemmeno sorridere. Ho iniziato a dire a me stessa, questi scimpanzé sono vittime come me. Hanno bisogno d’amore in modo che possano dimenticare quello che hanno passato. Mi prenderò cura di loro finchè non s’integreranno nel gruppo”

Lo stupro di donne e ragazze continua ad essere usato sistematicamente come arma di guerra. L’ONU
stima che ogni giorno 20 donne vengano violentate nella provincia del Sud Kivu che ha definito il peggior posto al mondo per essere donna.

Qui potete trovare un mini documentario in lingua inglese che racconta la storia di Mama Zawadi

Graziamaria Baracchi

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