domenica, Giugno 16, 2024
HomeMondoMessico: il voto dei cartelli della droga. Elezioni segnate dalla violenza

Messico: il voto dei cartelli della droga. Elezioni segnate dalla violenza

Domenica 2 giugno i cittadini messicani si recheranno alle urne per partecipare a elezioni di grande rilevanza, nazionali e locali, che metteranno alla prova temi cruciali come genere, democrazia e populismo, mentre il paese cerca di delineare il proprio futuro in un contesto segnato dalla violenza dei cartelli della droga.

Con due donne in cima alla corsa elettorale, il Messico è sulla buona strada per eleggere la sua prima presidente donna, un cambiamento significativo in una nazione storicamente dominata dalla cultura del “macho”. Queste elezioni rappresentano inoltre le più imponenti della storia messicana, con oltre 20 mila posti in palio, tra amministrazioni locali e governo centrale.

L’ampio numero di cariche in gioco ha contribuito a un clima di violenza durante le campagne elettorali, poiché i gruppi criminali hanno visto in queste elezioni locali un’opportunità per consolidare il loro potere. Una combinazione di cartelli e bande ha combattuto per il controllo territoriale, risultando nell’uccisione di oltre 20 candidati politici quest’anno.

Il risultato delle elezioni influenzerà anche l’eredità politica del presidente uscente Andrés Manuel López Obrador e il complicato rapporto del Messico con gli Stati Uniti, dominato dalle politiche sui migranti e di confine, oltre che dalla criminalità. E proprio per questo motivo la stampa statunitense sta dedicando particolare attenzione alla violenta campagna elettorale messicana.

In almeno in 28 dei 36 omicidi di candidati alle varie cariche in ballo, ha calcolato il NYT, c’è il coinvolgimento della criminalità organizzata. Il tentativo dei cartelli è quello di influenzare le decisioni politiche soprattutto al livello locale. Il Laboratorio Electoral, un gruppo di ricerca messicano, ha identificato almeno 272 casi di violenza in ambito elettorale, provocati da 87 gruppi armati di livello regionale e 586 gruppi criminali sparsi per il Paese. A questi bisogna aggiungere i due cartelli nazionali, quello di Sinaloa e Jalisco.

Andrés Manuel López Obrador foto di ProtoplasmaKid, CC BY-SA 3.0.

L’ultimo tra i casi più eclatanti raccontati dai media messicani è l’omicidio del sindaco del comune di Santiago Amoltepec e di altre 5 persone a lui vicine, tra cui il figlio. A Jimenez sono stati invece feriti altri 5 appartenenti a Movimiento Ciudadano. Nello stato di Guanajuato invece, dopo l’omicidio della sindaca, la candidata a governatrice ha ricevuto minacce di morte. Un lungo elenco che potrebbe continuare per pagine intere.

Il risultato di questa grande onda di violenza è che molti candidati si ritirano e i partiti in alcune zone del Messico si guardano bene dall’affrontare nelle strade la campagna elettorale, limitandosi alla propaganda online.

Claudia Sheinbaum, ex sindaca di Città del Messico, è al momento la candidata più accreditata, con un ampio vantaggio nei sondaggi. Appoggiata dal partito Morena al governo, promette di continuare la politica populista del presidente uscente López Obrador, considerato il suo mentore, del quale però non ha lo stesso carisma.

La sfidante Xóchitl Gálvez, senatrice dell’opposizione e imprenditrice tecnologica, rappresenta invece una coalizione di partiti uniti principalmente dall’opposizione a López Obrador. Critica accanita del presidente uscente, Gálvez non riesce però a suscitare grande entusiasmo per la sua coalizione.

C’è anche un terzo candidato, Jorge Álvarez Máynez, ex deputato del partito Movimento Cittadino, che punta a raccogliere il voto giovanile, ma con scarsi risultati, anche perchè non era molto conosciuto prima di candidarsi.

A influenzare la competizione elettorale è la figura del presidente López Obrador, eletto nel 2018, che ha mobilitato ampi segmenti della popolazione, specialmente i lavoratori e le comunità rurali, con un programma centrato sulla lotta alla corruzione. Nonostante la sua popolarità, López Obrador ha mostrato intolleranza verso le critiche e le istituzioni di controllo, ricevendo numerose critiche per la sua gestione della magistratura e per il ricorso sempre più frequente ai militari nel controllo della vita civile.

La politica di López Obrador “abbracci, non proiettili” ha tentato di affrontare le cause sociali della violenza, ma i cartelli hanno ampliato il loro controllo, mantenendo alto il tasso di omicidi. stati di Chiapas, Guerrero e Michoacan sono stati quelli particolarmente colpiti dalla violenza.

Eleggere una presidente donna non cancella omicidi e ferimenti, ma rappresenta comunque un grande passo avanti in un paese con crescenti livelli di violenza di genere e disparità. Il “machismo” pervasivo ha portato in Messico a profonde disuguaglianze economiche e sociali, e in casi estremi a femminicidi e attacchi con l’acido. Tuttavia, sempre più donne stanno assumendo ruoli di leadership grazie a leggi che garantiscono la parità di genere in politica. Sheinbaum e Gálvez hanno entrambe promesso di affrontare le disparità di genere e la violenza contro le donne se elette.

“Claudia Sheinbaum” by EneasMx is licensed under CC BY-SA 4.0.
RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ARTICOLI CORRELATI