sabato, Ottobre 1, 2022
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“Mezzo milione di nuovi poveri entro l’anno” secondo Banco Alimentare

A lanciare l’allarme è il presidente della Fondazione Banco Alimentare Giovanni Bruno, in un’intervista rilasciata all’Adn Kronos: “A marzo avevamo fatto un’osservazione: a fronte del 6,6% del Pil i poveri non erano diminuiti in Italia. Erano sempre 5,6 milioni, cresciuti di un milione nel corso della pandemia ed erano rimasti tali”

A impedire a oltre 350 mila persone di risalire la soglia, secondo Bruno, è stata l’alta inflazione. Le persone che si rivolgono agli enti caritativi sono 1 milione e 700 mila, ma è un numero in crescita che nelle previsioni del Banco Alimentare aumenterà del 10% le persone che fanno ricorso all’aiuto. Banco Alimentare ha una percezione in tempo reale dello stato della povertà, in quanto coordina una rete di 21 banchi alimentari regionali e ha raccolto oltre 126 mila tonnellate di cibo nel 2021, con oltre 7600 strutture caritative convenzionate.

La preoccupazione di Giovanni Bruno è che alla situazione esistente si aggiungano altri fallimenti di aziende, che quando colpiscono in particolare famiglie monoreddito. “Per una coppia con due figli – spiega Brunoi – si parla di una stangata di 2.600 euro in più, una cifra che per una famiglia monoreddito si sente e anche in modo pesante”.

Nel 2020 sono stati registrati un milione di nuovi poveri che nel 2021 nonostante la crescita non sono diminuiti. E questo vuol dire che quando uno scivola sotto la soglia di povertà difficilmente riesce a recuperare.

E, Bruno lo ribadisce, con l’inflazione in aumento e il caro bollette, non possono sentirsi al sicuro neanche le famiglie che un reddito ce l’hanno. “Sicuramente il caro bollette e la corsa dell’inflazione stanno pesando tanto anche su famiglie che hanno un reddito, non dobbiamo pensare che siano in difficoltà solo i barboni e i disoccupati”.

C’è anche un altro particolare, mai molto dibattuto sui giornali, a spaventare Banco Alimentare: “Cresce la richiesta presso le strutture caritative accreditate con il Banco alimentare, con i relativi problemi psicologici di chi non è abituato a chiedere”.

La stessa struttura del Banco non è immune dalla crisi con l’aumento dei costi dell’energia. Così come cresce la spesa degli acquisti nei discount cresce anche la richiesta presso le strutture caritative. Di conseguenza aumenta il lavoro necessario al Banco Alimentare per soddisfare una domanda in aumento con conseguenze sulla catena di recupero, stoccaggio e consegna degli alimenti, segnato dagli aumenti di carburante per il trasporto e corrente per la conservazione del cibo”.

Per questo Giovanni Bruno fa un appello alla società civile e alle istituzioni per sostenere l’azione del Banco alimentare. “Noi oggi chiediamo quello che chiediamo normalmente sempre: in primis l’essere aiutati e sostenuti da chi può. Dalle istituzioni e dal tessuto della società civile, che non manca di risorse. Un’osservazione che mi permetto di fare è che i dati della Banca d’Italia dicono che i risparmi degli italiani sono incrementati notevolmente. E questo fa ‘a pugni’ con la situazione della povertà. E questo vuol dire una cosa, che in Italia sono aumentate le diseguaglianze: chi stava bene continua a stare bene e anche meglio, e chi stava male sta sempre peggio”, sottolinea amaro Bruno. Per Bruno, “tra coloro che hanno aumentato i loro risparmi negli ultimi due anni un soprassalto di solidarietà sociale per il bene del Paese sia assolutamente indispensabile”. “Da parte di tutti, privati, istituzioni e fondazioni”, conclude.

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