martedì, Settembre 27, 2022
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Motore … Ciak … eeeehhh … Azione!

Lei si chiama Doha Zaghi, ha 31 anni, un’intelligenza spiccata in controtendenza con la morte cerebrale che sembra avvolgere da tempo i politici nostrani. Era candidata nelle liste di Carlo Calenda che affronteranno le elezioni comunali a Como, sostenendo la candidata a sindaco di centrosinistra Barbara Minghetti. La quale difende la sua candidatura spiegando che “Doha ha contribuito con serietà e ricchezza di proposte al nostro lavoro sul programma”. Ovvio, si potrebbe pensare, che la difenda visto che fa parte del suo schieramento, ma l’ovvio qui lascia il posto al provincialismo, non di chi vive in provincia, ma di chi vive in città. La polemica è scoppiata a causa delle attività di Zaghi, performer attiva nel campo Bdsm, dominatrice con lo pseudonimo di Lady Demonique, spesso in giro per l’Italia a incontrare aspiranti schiavi desiderosi di lucidarle le scarpe o sottomettersi in altro modo. Spesso dirigenti d’azienda, persone cioè che ne sottomettono altre che però non hanno questa aspirazione a lucidare le scarpe del padrone, ma devono farlo in senso figurato per mettere insieme il pranzo con la cena.

Doha è conosciuta e non ha mai fatto mistero della sua attività collaterale con i coordinatori della lista di Calenda a Como. Non è una escort, non riceve soldi dai suoi adoratori, semmai questi le fanno regali che appartengono alla logica dello stesso rapporto dominatrice/dominato. Possiamo, forzando un po’ la mano al termine, definirla una Sex Worker. Ma quando Calenda è venuto a sapere della sua presenza elettorale con Azione ha fatto marcia indietro: “Ragazzi, scherzi a parte, come ovvio non conoscevo i trascorsi della signora in questione. Se si trattasse di fatti privati nulla questio, ma direi che non ci sono i presupposti perché sia una candidata di Azione”. Risultato è che Doha Zaghi non sarà candidata alle elezioni comunali di Como. Eppure, ci spiegava Calenda dalla pagina web del suo partito, “I mali che affliggono l’Italia e l’Occidente sono le fratture tra progresso e società”. Forse per questo ha voluto dimostrare che è vero, riproponendo quella frattura tra progresso e società a Como.

Commenta la candidata a sindaco Barbara Minghetti: “Capisco il bisogno di colorare la campagna elettorale, ma sarebbe bello che nel 2022 ci concentrassimo su cose serie”. Le proprie preferenze sessuali, ha spiegato Minghetti ed è difficile darle torto al di fuori di ambienti confessionali minoritari anche tra i confessanti, le scelte delle persone nella loro vita privata appartengono a un’altra sfera rispetto all’esercizio costituzionale dei diritti politici. E non devono certo impedire di portare un contributo costruttivo alla comunità civile cui apparteniamo. Anche La lista Azione di Como sconfessa il suo leader, invocando i princìpi liberali.

La memoria storica delle redazioni affronta invece il tema sesso in politica a corrente alternata. Ci ricordano infatti: che la pornostar Malena era piddina corrente Renzi; che Cicciolina fu deputata radicale; che Moana Pozzi si candidò con il Partito dell’Amore. Tutte donne. Non ci ricordano invece gli scandali di Cosimo Mele, deputato Udc, di Silvio Sircana, portavoce di Prodi, di Piero Marrazzo, governatore del Lazio, di Emilio Colombo, storico esponente Dc, di Luca Morisi, assistente social di Salvini e la Lega. Tutti uomini. E cattolici.

L’ipocrisia della vicenda e l’arretratezza culturale e anti laica del fondatore di Azione sono facilmente attaccabili ed è compito di chi fa politica. Ma per chi invece vuole sottolineare il costume dei nostri tempi l’annotazione da mettere in evidenza è un’altra. In realtà la vocazione a dominare di Lady Demonique provoca gelosia nel mondo della politica. Tra partiti e movimenti in cui ogni giorno il primo che si alza mette in crisi la leadership del momento, pensate che invidia che deve fare una che dà ordini e basta, con gli schiavi che li eseguono, felici di essere schiavi. Sarebbe sbagliato quindi definire soltanto frutto di moralismo l’esclusione di Doha Zaghi dalla lista di Azione: è invidia pura.

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