sabato, Ottobre 1, 2022
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Negli Usa il reddito universale non è più un tabù

Tra i grandi cambiamenti introdotti dalla pandemia negli Stati Uniti, Diogene ha rilevato subito questo diverso agire, c’è l’approccio alla povertà da parte dello stato. Negli Usa il governo non aveva mai dato prima i soldi direttamente alle persone. Privilegiava la riduzione delle imposte, ovvero un meccanismo di alleggerimento delle tasse in busta paga.

Il limite principale di questo sistema naturalmente è di escludere chi ha ancora più bisogno e non ha un lavoro, che viene completamente escluso. Ma l’altro rischio evidente è che lo Stato, e gli enti che maneggiano il denaro assegnato per l’assistenza, spenda di più e male per sostenere la povertà

Se ne sono accorti anche i grandi giornali Usa, a partire dal New York Times. dove il dibattito seppur lentamente sta prendendo forma. La pietra dello “scandalo”, il provvedimento che ha dato il via a un cambio di marcia nella politica Usa di assistenza ai ceti deboli, è Child Credit Tax, varato da Joe Biden durante la sua presidenza.

Per i sei mesi in cui è rimasto in vigore lo scorso anno, il provvedimento ha fornito ai genitori della maggior parte dei bambini americani assegni mensili di 250 e 300 dollari per bambino. Al momento della dichiarazione dei redditi quest’anno, alle persone è stata assegnata un’altra somma forfettaria di assistenza in contanti.

Gli studi di settore rilevano come per milioni di persone quel denaro sia stato una benedizione. A parlare sono le cifre e ci dicono che quel denaro contante ha ridotto significativamente il tasso molto alto di povertà infantile della nazione.

Per questo motivo l’ampliamento del Child Tax Credit ha segnato anche un cambiamento più grande nella politica sociale americana. Il Child Tax Credit ampliato è stato una sorta di reddito di base quasi universale: circa il 90% dei bambini americani aveva diritto a ricevere pagamenti nell’ambito del programma.

61 milioni di bambini ne hanno tratto beneficio. E inoltre si è cominciato a parlare anche negli Usa del reddito di base universale, una busta paga nazionale per coprire le basi della vita. Il NYT parla anche del reddito garantito correlato, un modo per riformare i programmi di welfare esistenti con un’assistenza direttamente in contanti.

A portare avanti questa battaglia negli Usa è l’ Economic Security Project, che ha sostenuto 100 progetti pilota in tutto il paese per testare il reddito garantito. E’ stato anche uno dei principali sostenitori politici dell’ampliamento del credito d’imposta per bambini.

I progetti pilota e l’ampliamento del credito d’imposta per bambini stanno aiutando a dimostrare un’idea fondamentale: dare soldi alle persone funziona. Un reddito garantito è logisticamente fattibile e che può avere effetti di vasta portata sulla riduzione della povertà, sul miglioramento della sicurezza alimentare e abitativa e, più in generale, può migliorare la vita delle persone.

Un fattore da considerare, per noi che viviamo dall’altra parte dell’oceano, è che a rendere attraente il programma di erogazione diretta di denaro in questo momento è anche il particolare sistema burocratico degli Usa. La semplicità si sostituisce ai complicati requisiti di ammissibilità che allontano molte persone dai benefici.

A differenza dei tradizionali programmi di welfare che non permettono alle persone di decidere come spendere i loro soldi in base alle esigenze del momento. Il modello del Child Tax Credit soddisfa i bisogni effettivi delle persone. A Biden va il merito di averlo ampliato all’interno dell’American Rescue Plan.

Biden ha aumentato l’importo massimo dell’assistenza, 3.600 dollari l’anno per i bambini di età pari o inferiore a 5 anni e 3 mila dollari per i bambini di età compresa tra 6 e 17 anni, dai precedenti 2 mila dollari per bambino. Ha anche ampliato l’idoneità e ha reso mensili anzichè in una sola soluzione i pagamenti.

Prima di questa espansione erano 27 milioni i bambini americani ritenuti non idonei per il programma. E quando i benefici del precedente programma di aiuti stavano per terminare, il pagamento è stato rinnovato in automatico per 59 milioni di bambini.

I ricercatori della Columbia University hanno scoperto che dopo il pagamento del primo mese del Child Tax Credit, il tasso mensile di povertà infantile in America è sceso del 25%, rappresentando circa tre milioni di bambini che sono stati mantenuti al di sopra del livello di povertà a causa del credito.

I pagamenti iniziali hanno anche portato a un calo del 25% della “insufficienza alimentare” nelle famiglie a basso reddito con bambini. Il numero di beneficiari ha continuato a crescere: nei mesi successivi del programma il numero di bambini tenuti fuori dalla povertà grazie al credito è cresciuto di altri 800 mila.

C’è da sottolineare anche che molte madri rimaste disoccupate a causa della pandemia, grazie al sostegno economico del programma, sono riuscite a trovarne un altro alla fine della grande crisi. Il numero di donne all’interno del programma che aveva perso il lavoro è lo stesso di quante lo hanno ritrovato dopo.

Il punto è molto semplice: dare i soldi alle persone è un’idea che ormai è entrata nel circuito ufficiale delle politiche di contrasto alla povertà negli Usa.

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