venerdì, Febbraio 3, 2023
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Nel Sud d’Italia si vive un anno e sette mesi in meno. La foto dell’Istat

In Italia la speranza di vita alla nascita nel 2021 era di 82,4 anni ma l’aspettativa cambia nei territori con il Sud che ha circa 1,7 anni in meno rispetto al Nord. E’ quanto emerge dal Report Istat Misure del Benessere equo e sostenibile dei territori secondo il quale tra il 2020 e il 2021 la speranza di vita è cresciuta al Nord e diminuita al Sud fissandosi rispettivamente a 82,9 e a 81,3 anni.

L’Istat pubblica l’aggiornamento annuale del sistema di indicatori del Benessere equo e sostenibile dei territori, riferiti alle province e alle città metropolitane italiane, coerenti e integrati con il framework Bes adottato a livello nazionale. A spiegare il divario di aspettativa di vita è il diverso impatto della pandemia da covid e i diversi modi e tempi con cui si è diffuso in Italia.

Il Sud è penalizzato anche nel settore scolastico. Su una media nazionale del 43,6% di ragazzi della terza media che non hanno un’adeguata competenza numerica, troviamo che la percentuale è del 35,8% al Nord, dell 40% a l centro dell 60% al Sud. Invece la percentuale di persone tra i 25 e i 64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione, è più alta a Vibo Valentia, Enna, Brindisi, Cagliari e Ragusa.

Alla base di tutto naturalmente il benessere economico. Il reddito medio nazionale è di 20.658,10 euro. Nella provincia di Milano di 29.631,40 euro, ben 2,7 volte quello di Vibo Valentia, di 10.828,90 euro. Come media nazionale i dipendenti uomini guadagnano più delle dipendenti donne, 23.858,50 euro contro 16.285,40 euro.

Per quanto riguarda la criminalità in Italia sono denunciati 336,2 reati predatori ogni 100 mila abitanti. Le città metropolitane del Sud hanno valori sotto la media, anche se il dato non è omogeneo in tutto il Meridione.

Qualche passo in avanti si registra sulla digitalizzazione fermo restando un grande ritardo sulla media europea. Il 44,4% delle famiglie ha avuto accesso a reti internet veloci nel 2021, con una crescita del 14,4% rispetto al 2019 e del 10,7% rispetto al 2020. Al Centro e al Sud la percentuale delle famiglie con accesso a internet veloce sale rispettivamente al 13,6% e all’11,7%. La percentuale più bassa di crescita nel sud della Sardegna con l’8,2%.

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