mercoledì, Maggio 29, 2024
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Nestlé aggiunge zucchero nel latte per i bambini dei paesi poveri

Cinquant’anni dopo lo scandalo del latte artificiale, Nestlé ci ricasca. Un recente rapporto pubblicato da Public Eye ha sollevato preoccupazioni significative riguardo le pratiche di Nestlé nei mercati emergenti, evidenziando una discrepanza nelle formulazioni dei suoi prodotti per l’infanzia tra questi paesi e la Svizzera, la sua nazione d’origine.

Secondo le ricerche condotte dalle organizzazioni Public Eye e International Baby Food Action Network (IBFAN), alcuni dei prodotti più popolari di Nestlé destinati ai bambini in paesi a basso e medio reddito contengono quantità elevate di zuccheri aggiunti, una condizione non riscontrata nei corrispondenti prodotti venduti in Svizzera.

L’inchiesta ha analizzato circa 150 prodotti Nestlé venduti nei paesi a basso reddito, scoprendo che la maggior parte dei cereali Cerelac destinati ai bambini a partire dai sei mesi di età presentano zuccheri aggiunti, con una media di quasi 4 grammi per porzione, il che equivale all’incirca a una zolletta di zucchero.

Un prodotto venduto nelle Filippine ha mostrato il livello più alto con 7,3 grammi per porzione. Inoltre, è stato scoperto che la maggior parte dei latti in polvere Nido per bambini da uno a tre anni contiene anch’essi zuccheri aggiunti, con un picco di 5,3 grammi per porzione in un prodotto commercializzato a Panama.

Questi risultati contrastano marcatamente con le formulazioni dei prodotti venduti in Svizzera e altri mercati europei principali, dove questi prodotti per l’infanzia sono privi di zuccheri aggiunti.

Esperti di nutrizione infantile e pediatri hanno espresso preoccupazioni su questo doppio standard, che considerano non solo ingiustificabile dal punto di vista etico, ma anche pericoloso per la salute pubblica, specialmente in relazione all’epidemia di obesità che colpisce molti di questi paesi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che l’esposizione precoce allo zucchero può instillare una preferenza duratura per i cibi zuccherati, aumentando il rischio di obesità e malattie croniche. Di conseguenza, dal 2022, l’OMS ha sollecitato il divieto di zuccheri aggiunti nei prodotti alimentari destinati a neonati e bambini di età inferiore ai tre anni.

Nonostante Nestlé pubblicamente raccomandi di evitare alimenti per l’infanzia con zuccheri aggiunti, la ricerca di Public Eye e IBFAN ha rivelato che l’azienda continua a sfruttare le lacune nelle normative per mantenere queste formulazioni nei mercati meno regolamentati.

Inoltre, si è scoperto che la compagnia impiega tattiche di marketing ingannevoli, incluso il coinvolgimento di professionisti medici e influencer sui social media per promuovere questi prodotti tra i genitori.

Di fronte a queste scoperte, è stata lanciata una petizione che sollecita Nestlé a eliminare l’uso di zuccheri aggiunti nei suoi prodotti per l’infanzia globalmente e a uniformarsi ai più alti standard di sicurezza e etica alimentare, come già osservato nei suoi mercati svizzeri ed europei. Questa iniziativa raccoglie supporto nella speranza di cambiare una pratica che viene percepita come una minaccia per la salute dei bambini in tutto il mondo.

“Children playing in Kulaley” by Oxfam East Africa is licensed under CC BY 2.0.
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