venerdì, Febbraio 3, 2023
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Ogro. Quando la dittatura va nello spazio

di Alfredo Facchini

“Non rinunciare mai ai tuoi sogni! Se ci credi nulla è impossibile!

A Luis dissero che non sarebbe mai diventato astronauta perché la Spagna non aveva un programma spaziale!

Ma lui voleva volare, e volò!”

Madrid 20 dicembre 1973. Un’esplosione di eccezionale potenza scaglia nel cielo della capitale l’auto sulla quale viaggia l’ammiraglio, Luis Carrero Blanco, detto «l’Orco», presidente del Governo fascista spagnolo e delfino del dittatore Francisco Franco.

L’attentato viene rivendicato dall’ ETA.

La preparazione dell’operazione battezzata “Ogro” (“orco” in italiano”) dura nove mesi ed è affidata al “Commando Txikia”.

In origine l’idea è quella di sequestrare, Carrero Blanco, per chiedere in cambio la liberazione di alcuni detenuti politici, ma quando a luglio “Ogro” diventa capo del governo la scorta militare viene rafforzata ed il piano di sequestro abbandonato.

I quattro militanti del commando di “Euskadi Ta Askatasuna” si convincono che il modo migliore per eliminare, Carrero Blanco, è quello di farlo brillare in aria con la dinamite.

Scavano una galleria sotto il manto stradale all’altezza di “calle Claudio Coello”. Tre cariche da 15 kg ciascuna vengono posizionate nella galleria e collegate attraverso un cavo elettrico, lungo 50 metri, per essere fatte esplodere contemporaneamente.

Carrero Blanco, esce dalla sua abitazione nel centro di Madrid per recarsi, prima in chiesa e poi in ufficio. I dittatori sono tutti molto religiosi.

Una “Morris 1300” viene parcheggiata in seconda fila in modo che il corteo di macchine dell’ammiraglio sia costretto a transitare al centro della strada.

La “Morris” è imbottita di dinamite. Quando l’auto di Carrero Blanco, una “Dodge Dart” blindata, raggiunge il punto stabilito, viene fatta brillare la carica esplosiva.

L’effetto è devastante.

L’auto del dittatore viene catapultata in aria per oltre 20 metri, scavalcando letteralmente un palazzo antistante atterrando su un balcone che da sul cortile interno.

Carrero Blanco, non muore all’istante, ma in ospedale dopo essere stato estratto agonizzante dal veicolo.

L’auto di scorta finisce contro un muro, e gli agenti che la occupano, feriti dall’esplosione, non si rendono immediatamente conto dell’accaduto. I guerriglieri baschi gli “etarra”, hanno tutto il tempo di allontanarsi indisturbati dalla scena della deflagrazione.

Operazione compiuta.

Vola, Carrero, vola.

Alfredo Facchini

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