sabato, Settembre 24, 2022
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Oltre 160 mila pasti dalla Caritas a Roma nei primi sei mesi dell’anno

“È vero che ‘a Roma nessuno muore di fame’? È vero se guardiamo alla straordinaria solidarietà quotidiana di tanti volontari, impegnati la sera nel distribuire pasti ai senza dimora, il fenomeno più visibile e irrisolto da decenni della marginalità nella Città. C’è poi un ‘popolo’ meno visibile e appariscente che ha difficoltà e ritegno a mostrarsi: donne con bambini, anziani e adulti soli, profughi provenienti da terre martoriate, a cui si è aggiunta l’Ucraina, giovani coppie vittime di quel lavoro povero, il cui salario, come conferma l’Inps, spesso non arriva al reddito di cittadinanza”. Così Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma, che sull’ultimo numero della rivista “Amici Caritas”, dedicata alle mense sociali, fa il punto sull’attività a favore dei più poveri. La rivista ospita anche un focus sulle emergenze che l Caritas di Roma sta affrontando in questo periodo.

“Non serve dare i numeri del fenomeno – scrive Trincia -, basta recarsi alle nostre mense sociali in giro per Roma, basta chiedere agli animatori della carità delle Parrocchie romane, per rendersi conto che stiamo parlando di decine di migliaia di persone nella sola Capitale, per le quali è già un grande aiuto poter contare su un pasto regolare e dignitoso, su una busta della spesa con l’essenziale”.

Il dilagare della “pandemia sociale” e della crisi alimentare. “L’immagine è quella di un Paese in grande sofferenza per l’impatto combinato del protrarsi dell’emergenza Covid, di una ripresa non inclusiva e dell’aumento dei prezzi di cibo ed energia causati dalla guerra che sta scatenando una grave crisi alimentare globale – si legge -. Secondo Oxfam, organizzazione umanitaria no profit, nel rapporto “Dalla crisi alla catastrofe” (aprile 2022), entro l’anno ben 827 milioni di persone rischiano di soffrire la fame e salirebbero così a 860 milioni le persone che si ritroverebbero sotto la soglia di povertà. Questo effetto combinato è devastante e ha intaccato il tessuto sociale ed economico anche del nostro Paese. Un italiano su tre rischia l’esclusione e la marginalità sociale (dati ISTAT giugno 2022). Nei prossimi mesi le vittime ‘indirette’ di queste congiunzioni negative si ritroveranno nella condizione di dover scegliere tra mangiare, riscaldarsi o far fronte alle spese mediche”.

I numeri. Sono circa 350 mila i pasti distribuiti nel 2021 dalle mense Caritas a Roma (per la precisione 349.213); nei primi sei mesi del 2022 sono già 160.588.
Per ciò che riguarda proprio il primo semestre 2022, 135.507 pasti sono stati distribuiti a utenti uomini, 25.081 a donne; 58.416 sono italiani, 102.172 sono stranieri. Ed ancora: 58.380 sono i residenti che hanno usufruito dei pasti e ben 110.208 i non residenti.
Quanto alle mense sociali, sono 193.890 i pasti distribuiti dalla mensa “Giovanni Paolo II” a Colle Oppio, con l’impiego di 140 volontari a settimana; 20.845 i pasti distribuiti alla mensa “Gabriele Castiglioni” a Ostia, con l’impiego di 60 volontari a settimana. Infine, sono stati 134.478 i pasti distribuiti nella mensa “San Giovanni Paolo II” alla Stazione Termini, grazie all’impiego di 70 volontari a settimana.

Ma chi si rivolge alle mense della Caritas di Roma? “Disperati, rassegnati, soli con sé stessi. Un esercito silenzioso, costituito da uomini e donne che hanno perso il lavoro o non ce la fanno più a vivere con lo stipendio o la pensione, affianca i senza dimora, gli invisibili della povertà più cronicizzata, nelle lunghe file delle mense per chiedere un pasto gratuito – si legge ancora -. C’è poi la presenza di interi nuclei familiari che non rappresentano più un fenomeno isolato e occasionale, ma sono un segnale d’allarme che non possiamo trascurare. È la crisi vista anche attraverso gli occhi dei bambini”.

Ogni giorno le centinaia di persone che siedono alle mense della Caritas di Roma vengono accolte da operatori e volontari e, con loro, instaurano relazioni costruttive. “La mensa, oltre a garantire il diritto al cibo, rappresenta quel ‘luogo’ di riferimento sicuro, stabile, accogliente e dignitoso in cui si ha la sensazione di essere in famiglia, che conforta e aiuta a ridare serenità e certezza di avere in ogni momento una ‘spalla’ su cui contare e da cui ripartire. Le mense divengono il tassello di un progetto verso l’autonomia e il reinserimento sociale per chi ha bisogno di nutrire non solo il corpo ma anche l’anima. Per tutte queste ragioni abbiamo dovuto incrementare in maniera significativa il numero dei pasti offerti a pranzo e a cena, non solo nelle mense ma anche nei servizi, a fronte di impegno economico imprevisto e notevole”.

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