giovedì, Febbraio 29, 2024
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Omicidio senzatetto in metro a New York: la procura costretta a imputare l’assassino dopo la mobilitazione della società civile

Vi avevamo raccontato su Diogene la vicenda incredibile dell’omicidio di Jordan Neely, il senzatetto strozzato nella metropolitana di New York da un ex marine, aiutato da due passeggeri che tenevano fermo Neely, perchè disturbati dagli schiamazzi dell’uomo. La polizia non aveva arrestato il marine, Daniel Penny e un giudice aveva deciso che non era imputabile perchè aveva agito legittimamente.

Dopo le proteste di moltissimi cittadini e degli attivisti per i diritti umani, tra cui la deputata democratica Ocasio-Cortez, che accusavano le autorità di aver evidenziato l’incapacità della città di prendersi cura dei suoi residenti più vulnerabili ed emarginati, l’ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan ha deciso di accusare Penny con l’accusa di omicidio colposo di secondo grado.

Un video, girato da un giornalista indipendente, Juan Alberto Vazquez, aveva documentato l’agghiacciante episodio, tre lunghissimi minuti durante i quali Penny praticava una presa al collo di Jordan Neeely, mentre due passeggeri tenevano fermo il senzatetto, che lentamente si accasciava al suolo privo di vita, incitati dalle urla di altri passeggeri.

I testimoni hanno detto alla polizia che Neely aveva urlato contro i passeggeri, ma non c’era alcuna indicazione che avesse aggredito fisicamente qualcuno. Gli operatori che tutti i giorni lavorano con i senzatetto di New York e le malattie mentali di molti di essi erano insorti contro una comunità incapace di riflettere sulle proprie frustrazioni e paure, al punto di giustificare l’episodio criminale come legittimo.

Oltretutto Il numero di reati gravi in ​​metropolitana è diminuito negli ultimi mesi, sebbene i tassi di criminalità siano più alti rispetto a prima della pandemia, quando il numero di passeggeri era più alto. Sul banco degli imputati, non giudiziario ma politico, il sindaco Eric Adams, ex poliziotto, per la sua risposta iniziale in sordina all’omicidio.

Gli avvocati dell’ex marine Penny hanno affermato che il loro cliente “non ha mai avuto intenzione di fare del male al signor Neely e non avrebbe potuto prevedere la sua morte prematura”, ma a smentirli c’è il video, nel quale si vede che Penny continua a strozzare il senzatetto per altri 50 secondi dopo che questi è ormai privo di conoscenza.

Neely era stato un artista conosciuto nella metropolitana per la sua imitazione di Michael Jackson, ma in seguito è stato colpito da malattia mentale e abuso di droghe. Nel suo passato c’erano stati episodi di violenza, di cui però i passeggeri della metropolitana del treno non potevano sapere quando hanno incitato l’ex marine Penny nella sua azione omicida.

Quel giorno Neely stava inveendo ad alta voce contro i passeggeri, ma senza avvicinarsi a nessuno in particolare nè costituendo minaccia fisica per alcuno. Lo hanno testimoniato sia altri passeggeri che il giornalista che ha ripreso con un video i fatti. Vazquez ha spiegato che Neely ha iniziato a urlare, dicendo che aveva fame e sete, e poi si è tolto la giacca e l’ha gettata sul terra.

Il filmato di Vazquez inizia dopo che Penny avvolge Neely in una stretta soffocante e mostra Neely che si contorce a terra, cercando di liberarsi di Penny, che aveva anche avvolto le gambe intorno a lui, insieme ad altri due uomini, mollando la presa 50 secondi dopo che Neely era ormai immobile.

L’omicidio colposo di secondo grado richiede di dimostrare che Penny ha causato la morte di Neely sapendo che il soffocamento poteva ucciderlo e ha scelto irragionevolmente di proseguire la sua azione. La pena massima prevista è di 15 anni in prigione.

Gli avvocati di Penny sosterranno che la forza usato dal loro cliente giustificata dal “danno” che Neely rappresentava per Penny e altri passeggeri. Fondamentale nello scuotere le coscienze dei newyorkesi e costringere la procura di Manhattan a imputare Penny è stata la mobilitazione della società civile, con numerose manifestazioni proprio all’interno delle stazioni della metropolitana di New York.

Foto di Wes Hicks su Unsplash

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