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Parigi sgombra le strade da migranti e senzatetto per le Olimpiadi

nicolas michaud CC BY-NC-ND 2.0 DEED

Il gruppo di associazioni Revers de la médaille ha pubblicato oggi un rapporto che mette in luce un significativo aumento delle espulsioni, soprattutto di migranti a Parigi in vista delle Olimpiadi del 2024. Il rapporto denuncia il progressivo svuotamento della regione di Parigi di parte della sua popolazione più vulnerabile, sotto la “pressione” dei preparativi olimpici, con l’obiettivo di “nascondere” la povertà.

Secondo il collettivo, composto da circa 80 associazioni che assistono le persone più bisognose, c’è stata un aumento delle cosiddette “pulizie sociali” in previsione dei Giochi Olimpici estivi di Parigi. Nel periodo 2023-2024, si sono verificati 138 sfratti nell’Ile-de-France (64 dei quali da insediamenti informali, 34 da tendopoli e 33 da occupazioni abusive), rispetto ai 121 di due anni fa e ai 122 dell’anno scorso.

Queste espulsioni hanno coinvolto 12.545 persone, principalmente migranti, con un aumento del 38,5% rispetto al periodo 2021-2022, tra cui 3.434 minori, il doppio rispetto all’anno precedente e il triplo rispetto al biennio 2021-2022.

Le persone coinvolte sono state disperse al di fuori dell’Ile-de-France per essere ospitate in centri di accoglienza temporanei regionali, creati nel marzo 2023, con l’obiettivo di fornire un alloggio a lungo termine al termine di un periodo massimo di tre settimane.

Tuttavia, il collettivo ha osservato che queste spedizioni sono avvenute senza un consenso “veramente libero e informato”, con molte persone lasciate in strada a causa della loro situazione amministrativa. Inoltre, lamenta la mancanza quasi totale di una valutazione sociale prima delle espulsioni, che ha portato a una “disumanizzazione” e al non considerare le circostanze individuali.

Il collettivo ha anche criticato le “molestie” e i “controlli amministrativi ripetuti” nei confronti delle lavoratrici del sesso, con l’intento di “rimuoverle dagli spazi pubblici”.

L’associazione Aides, che gestisce un centro di accoglienza e supporto per la riduzione del rischio per tossicodipendenti (Caarud) vicino a Les Halles a Parigi, ha segnalato anche “numerosi sfratti” nelle stazioni della metropolitana e una “forte” presenza della polizia nei dintorni interessati da un’ordinanza contro gli assembramenti, con conseguenze negative sulla frequenza al centro.

Azioni che secondo il collettivo Reverse minano anche il lavoro delle associazioni, ha denunciato il collettivo Sfondo del Medaglione.

A gennaio, la garante dei diritti, Claire Hédon, ha annunciato che avrebbe affrontato questo problema. Ha sollevato il problema del rispetto dei diritti e delle libertà, citando anche la questione del ricollocamento degli studenti durante i Giochi Olimpici.

Le operazioni di sgombero sono iniziate la primavera scorsa. In particolare a Seine-Saint-Denis, L’Ile-Saint-Denis e Saint-Denis, dove sono stati evacuati squat e baraccopoli, poiché si trovavano in prossimità di siti olimpici come il villaggio degli atleti.

A essere presi di mira sono persone che spesso soffrono di dipendenze o problemi psicologici,con o senza permesso di soggiorno. La maggior parte dei migranti che sopravvivono negli accampamenti urbani soggiornano legalmente o cercano asilo. Al contraio le persone in situazione irregolare non corrono il rischio di trovarsi esposte alla polizia perchè evitano i rifugi presi di mira.

Reverse ha calcolato che a circa il 40% di loro vengono offerte tre settimane di alloggio, poi devono lasciare la nuova sistemazione. Il restante 60% invece cambia soltanto zona in cui rifugiarsi per poi ritornare nell’Île-de-France.

A fronte di 9 miliardi di euro stanziati per i Giochi Olimpici e 16 milioni di turisti previsti sono stati predisposti soltanto 200 posti per accogliere i bisognosi. A quelli già per strada vanno poi aggiunti i molti sfrattati causati dalla crisi economica e degli alloggi. Secondo Reverse con 10 milioni di euro sarebbe possibile assistere e alloggiare settemila persone.

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