giovedì, Giugno 20, 2024
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Per gli under 25 nel Lazio +45% di accessi al soccorso psichiatrico

A Roma e nel Lazio, gli episodi di soccorso ospedaliero per disturbi neuropsichiatrici fra i giovani sotto i 25 anni hanno registrato un incremento del 45%. Nonostante questa marcata crescita nella frequenza delle emergenze, le risorse e le infrastrutture sanitarie non hanno seguito un parallelo aumento.

Questa situazione allarmante è stata evidenziata da un’indagine della Uil Lazio, che ha esaminato i problemi di salute mentale tra gli studenti delle scuole superiori e le unità neuropsichiatriche degli ospedali e delle ASL nella capitale e nella regione.

L’analisi della Uil ha rivelato che, nella sola ASL Roma1, nel 2022 si sono verificati 9.700 interventi riguardanti giovani minori di 18 anni, un numero in crescita del 40% negli ultimi tre anni, una percentuale significativamente maggiore rispetto all’incremento nazionale.

In particolare, il balzo più notevole, del 45%, si è osservato nei casi di giovani tra i 18 e i 25 anni dal 2019 al 2022. Le principali problematiche riscontrate includono la disregolazione emotiva, le sindromi nevrotiche, la depressione, i disturbi alimentari e varie dipendenze, con un aumento notevole di quelle legate alla cannabis, all’alcool, alla cocaina e al cyberbullismo.

L’uso eccessivo di smartphone ha giocato un ruolo cruciale nell’intensificare questi disturbi, con molti adolescenti che perdono la consapevolezza del proprio corpo, identificandosi con i personaggi dei giochi online e sottovalutando i rischi legati a certi comportamenti patologici.

I neuropsichiatri del Bambino Gesù hanno messo in luce la crescente dipendenza dei giovani dai cellulari, con alcuni che arrivano a dormire con il dispositivo sotto il cuscino per non perdere aggiornamenti notturni. Questo impedisce un riposo adeguato ed è indice di una dipendenza pericolosa, paragonabile agli effetti di droghe e alcool.

L’incremento degli interventi neuropsichiatrici è iniziato già nel 2013, con la diminuzione dei costi degli smartphone e un’ulteriore escalation durante la pandemia di Covid, periodo di isolamento e uso intensificato dei dispositivi.

La disponibilità di medici e posti letto è criticamente bassa nel Lazio, con soli due ospedali, il Bambino Gesù e il Policlinico Umberto I, che offrono un totale di 20 posti letto. Altri posti sono disponibili al Policlinico di Tor Vergata e in due cliniche convenzionate, per un totale appena superiore ai 60 posti, insufficienti a coprire le esigenze regionali e spesso anche di altre aree del centro-sud Italia.

Alberto Civica, segretario generale della UIL Lazio, ha evidenziato l’allarmante sottovalutazione politica di questa crisi e l’urgenza di misure efficaci per migliorare la gestione e la prevenzione di queste patologie, criticando la mancanza di digitalizzazione e la carenza di strutture e personale qualificato.

Di fronte a questi dati preoccupanti, la Uil invita la Regione a trovare soluzioni urgenti per un reale miglioramento della situazione, enfatizzando la necessità di digitalizzare e integrare i dati, aumentare il personale medico e infermieristico, e creare nuovi posti letto per trattare sia le emergenze che le fasi post-critiche in un sistema di accesso che dovrebbe essere più trasparente e basato sulla gravità delle condizioni dei pazienti.

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