martedì, Settembre 27, 2022
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Prezzi: 2,6 milioni d’italiani a rischio alimentare in autunno.

Con i rincari d’autunno sono a rischio alimentare oltre 2,6 milioni di persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare. Ma a trovarsi in difficoltà è un numero crescente di famiglie otlre quelle già colpite dalla crisi. Lo afferma Coldiretti nel suo ultimo report “L’autunno caldo degli italiani a tavola fra corsa prezzi e nuovi poveri”.

Con l’aumento dei prezzi cresce anche il numero di persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari che, sottolinea la Coldiretti, hanno aiutato tra gli altri 538.423 bambini, 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora, 31.846 disabili, secondo un’analisi basata sui dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti.

Il balzo dell’inflazione spinto dalle quotazioni record del gas costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022. Le cause sono tra l’aumento dei costi energetici e il taglio dei raccolti per la siccità, che aumentando la dipendenza dall’estero alimenta i rincari. Pane, pasta e riso i generi più colpiti dagli aumenti, con un costo aggiuntivo annuale di quasi 115 euro. Seguono carne e salumi, 98 euro in più rispetto al 2021, e le verdure con 81 euro.

A spingere i rincari e l’aumento della dipendenza alimentare dall’estero sono gli aumenti del 29% dei costi per le importazioni di prodotti agroalimentari dell’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, con rischi inoltre di un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare.

A questi problemi si aggiungono i bassi compensi degli agricoltori, costretti a ridurre di quasi un terzo la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni, durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati.

Secondo Coldiretti oltre alla scelta strategica di istituire il Ministero dell’agroalimentare è necessario affermare in Europa un netto no al cibo sintetico, al Nutriscore e all’accordo Mercosur che rischia di aprire le porte a prodotti che utilizzano più di 200 pesticidi non autorizzati da noi e ad aumentare la deforestazione e l’inquinamento, mettendo in ginocchio le imprese agricole europee.

Al contrario, sostiene Coldiretti, sarebbe fondamentale imporre l’origine in etichetta per tutti gli alimenti, favorendo la sostenibilità con bioeconomia circolare, biocarburanti, biogas e digestato.

C’è poi la questione dell’incremento del fotovoltaico, che riguarda circa 20 mila tra stalle e cascine, contribuendo alla transizione green e riducendo la dipendenza energetica del Paese, superando il gap che ci separa dagli altri Paesi europei.

L’ultima proposta di Coldiretti riguarda i cambiamenti climatici, suggerendo di costruire una rete di invasi per catturare l’acqua quando cade e distribuirla quando non c’è.

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