domenica, Giugno 16, 2024
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Procedimento UE contro la Germania per i redditi da piattaforme digitali

La Commissione Europea ha avviato un procedimento contro la Germania per la mancata gestione trasparente delle entrate generate tramite piattaforme digitali. Anche Ungheria, Polonia e Romania sono coinvolte per non aver scambiato tempestivamente informazioni sui redditi provenienti da queste piattaforme, secondo quanto annunciato giovedì dall’autorità di Bruxelles. La Commissione ha inviato una lettera di contestazione a Berlino e alle altre capitali, dando loro due mesi per rispondere.

Dal 2023, nell’Unione Europea si applicano nuove norme sulla trasparenza fiscale per le transazioni effettuate su piattaforme digitali come Amazon e Booking.com. Queste piattaforme digitali, utilizzate sempre più da persone e aziende per vendere beni e offrire servizi, sono state al centro dell’adozione di regolamenti da parte dei paesi dell’UE nel 2021.

Tuttavia, i redditi generati tramite queste piattaforme spesso non vengono dichiarati e le relative tasse non pagate, specialmente quando le piattaforme operano in più paesi. Questo provoca perdite fiscali negli Stati membri e offre un vantaggio sleale agli operatori commerciali digitali rispetto alle aziende tradizionali.

Le norme richiedono alle piattaforme online di raccogliere dati sui redditi generati da imprese e privati e di comunicarli allo Stato membro di residenza. Gli Stati membri dovevano poi scambiarsi queste informazioni entro una scadenza precisa, fissata al 29 febbraio 2024 per il periodo d’imposta 2023. Germania, Ungheria, Polonia e Romania non hanno adempiuto a questo obbligo, impedendo l’applicazione completa delle rispettive leggi fiscali, ha affermato la Commissione Europea.

Se i paesi non rispondono alla lettera di messa in mora entro due mesi, la Commissione può emettere un parere motivato e avviare la fase successiva della procedura. Questo potrebbe culminare in un ricorso alla Corte di Giustizia Europea e in sanzioni pecuniarie.

Le piattaforme digitali fiscali a cui si riferisce il testo sono strumenti e sistemi che facilitano la raccolta e lo scambio di dati fiscali relativi alle transazioni effettuate online. Questi includono sia marketplace che consentono la vendita di beni (come Amazon) sia portali per la prenotazione di servizi (come Booking.com).

L’obiettivo di tali piattaforme è garantire che le transazioni online siano tracciabili e tassabili, prevenendo l’evasione fiscale e promuovendo l’equità fiscale tra le diverse modalità di commercio.

Closeup of a businessman accessing his digital tablet PC
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