domenica, Aprile 14, 2024
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Protesta dei trattori: Confagricoltura tenta la strada del dialogo con l’UE

Un Green Deal che potrebbe non tradursi in realtà ma restare un sogno irrealizzato, legato a una prospettiva ideologica e non sufficientemente attenta alle necessità operative delle imprese. Le normative ambientali recentemente introdotte dall’Unione Europea rappresentano una sfida per il settore agricolo, costretto a fronteggiare spese proibitive per allinearsi ai requisiti europei senza un adeguato supporto.

Secondo Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, è fondamentale ridare concretezza all’approccio delle istituzioni europee, ad esempio, rivisitando la regolamentazione che impone ai terreni un periodo di riposo biennale. Alla luce delle manifestazioni di protesta che hanno coinvolto agricoltori in tutta Europa, e in Italia in particolare, è urgente trovare soluzioni che rispondano alle esigenze del settore. La chiave per risolvere queste tensioni risiede in un dialogo costruttivo con l’Europa, al fine di illustrare a Bruxelles le modalità per armonizzare le ambizioni ecologiche con le realtà e le difficoltà quotidiane di chi lavora la terra e si dedica all’allevamento.

il consiglio di Confagricoltura, la più antica delle associazioni di agricoltori in Italia, ha deciso quindi di promuovere una serie di azioni a Bruxelles per sollecitare un trattamento più rapido delle richieste degli agricoltori, al fine di proteggere un settore vitale per l’economia che sta affrontando le sfide poste da un contesto globale turbolento. In questo quadro rientra la proposta dell’estensione di una deroga che esenterebbe dall’obbligo di destinare una quota dei terreni coltivabili a fini non produttivi.

L’obiettivo è di garantire un reddito dignitoso agli agricoltori, incrementare la sostenibilità ambientale senza ridurre la produzione, promuovere l’adozione di innovazioni tecnologiche per affrontare i problemi legati al cambiamento climatico, proteggere i prodotti agricoli italiani ed europei da una concorrenza che non rispetta le normative dell’Unione in materia di sicurezza alimentare, tutela delle risorse naturali, diritti dei lavoratori e benessere degli animali.

Sempre guardando a Bruxelles Confagricoltura ha sottolineato come la recente intesa tra il Parlamento Europeo e il Consiglio sull’istituzione del primo sistema volontario di certificazione per la cattura del carbonio a livello europeo rappresenti un importante avanzamento nel riconoscimento dell’importanza dell’agricoltura nel contrasto ai cambiamenti climatici”. La riserva espressa riguarda l’esclusione dalla certificazione della riduzione delle emissioni di metano, un aspetto che, secondo la Confederazione, limita le aziende zootecniche dall’implementare metodologie volte a minimizzare il loro impatto ambientale.

Per l’associazione è di estrema importanza includere, nel sistema di certificazione, le strategie di mitigazione per tutte le categorie di gas serra, facendo riferimento anche a iniziative già avviate con successo in altri paesi membri dell’UE, quali la Francia.

Il carbon farming, spiega Confagricoltura, gioca un ruolo cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici, attraverso l’impiego di tecniche di agricoltura rigenerativa che favoriscono l’assorbimento di carbonio nel terreno, la gestione sostenibile delle foreste e la riduzione delle emissioni, auspicando che la proposta venga opportunamente modificata per riflettere queste priorità.

Foto di Ralph da Pixabay
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