domenica, Giugno 16, 2024
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Quando la tua assicurazione ti spia mentre guidi rubando informazioni

Negli Stati Uniti, le compagnie assicurative hanno sviluppato un sistema di punteggio per valutare le abitudini di guida, simile al punteggio di credito. Questo punteggio riflette la sicurezza del conducente, analizzando comportamenti come frenate brusche, accelerazioni, l’uso del telefono alla guida e la guida notturna.

Sebbene sia difficile per i conducenti conoscere il proprio punteggio, le compagnie assicurative possono accedervi e usarlo per determinare le tariffe.

Negli ultimi due decenni, gli assicuratori hanno cercato di convincere le persone a iscriversi a programmi basati sull’utilizzo, che monitorano la guida quotidiana per offrire tariffe che riflettano meglio il rischio reale.

Tuttavia, molti conducenti, preoccupati per la privacy, hanno esitato ad aderire a questi programmi. Di conseguenza, l’industria ha iniziato a ottenere i dati direttamente dalle case automobilistiche o dalle app sui telefoni dei conducenti.

Molti utenti non sono consapevoli che queste app, come Life360, MyRadar e GasBuddy, raccolgono e condividono dati di guida con aziende come Arity, che li vendono alle compagnie assicurative.

L’analisi del comportamento di guida, nota come telematica, potrebbe portare a tariffe più giuste e incentivare una guida più sicura. Tuttavia, questo avverrà solo se gli automobilisti sono consapevoli di essere monitorati. Il processo di consenso per la raccolta dei dati è spesso poco chiaro, lasciando molti utenti all’oscuro di ciò che stanno accettando.

Alcune app per smartphone utilizzano i dati di guida per offrire funzionalità aggiuntive, come il monitoraggio dell’efficienza del carburante o notifiche in caso di incidente, ma queste funzioni sono spesso collegate alla raccolta e vendita di dati per scopi assicurativi.

Le compagnie assicurative possono utilizzare questi dati per fornire tariffe personalizzate basate sul comportamento di guida reale, promettendo sconti ai guidatori prudenti.

La trasparenza e la protezione della privacy sono cruciali. I consumatori devono essere più consapevoli delle informazioni condivise e delle loro implicazioni. Le autorità di regolamentazione chiedono alle compagnie assicurative di essere chiare riguardo all’utilizzo dei dati per determinare le tariffe, al fine di garantire che i consumatori possano prendere decisioni informate e proteggere la propria privacy.

In Italia, il mercato delle assicurazioni auto si sta evolvendo con l’adozione di tecnologie simili. Sempre più compagnie offrono polizze basate sull’utilizzo, utilizzando dispositivi telematici per monitorare la guida e proporre tariffe personalizzate.

Secondo l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), nel 2023 circa il 20% delle polizze auto in Italia includeva l’uso di dispositivi telematici. Questi dispositivi registrano dati come velocità, frenate, accelerazioni e orari di guida, consentendo alle compagnie di offrire sconti ai guidatori prudenti e di adattare le tariffe in base al comportamento di guida reale.

Nonostante i benefici potenziali, come tariffe più eque e incentivi per una guida sicura, anche in Italia esistono preoccupazioni riguardo alla privacy e alla trasparenza.

È essenziale che le compagnie assicurative comunichino chiaramente ai consumatori come verranno utilizzati i loro dati e garantiscano che il consenso sia ottenuto in modo esplicito e informato.

In sintesi, sia negli Stati Uniti che in Italia, la telematica rappresenta una promettente evoluzione nel settore assicurativo, con il potenziale di migliorare la sicurezza stradale e offrire tariffe più giuste, purché venga rispettata la privacy dei conducenti e garantita la trasparenza nel trattamento dei dati.

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