giovedì, Maggio 23, 2024
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Salute: 9 italiani su 10 insoddisfatti dal Servizio Sanitario Nazionale

Tra tempi di attesa insostenibili e difficoltà a sottoporsi a visite specialistiche valutate adeguate, gli italiani si dicono insoddisfatti del Servizio sanitario nazionale: quasi 9 su 10 ritengono che il principale problema sia legato ai tempi di attesa per una prima visita (per l’88% degli italiani si aspetta troppo), per esami diagnostici specifici o per esami di controllo (85%) e per le liste d’attesa per eventuali interventi chirurgici (84%).

Inoltre, quasi 7 italiani su 10 considerano difficile reperire uno specialista, mentre 5 su 10 lamentano di non riuscire a trovare sempre medici competenti. Il 49% ripone piena fiducia nel Ssn, mentre il 51% non si fida. Quasi 8 italiani su 10 sono critici sulla qualità del sistema sanitario regionale, che salgano a 9 su 10 se si guarda a quello nazionale. Quale dato positivo oltre metà degli italiani si sente in buona salute.

Questo, in estrema sintesi l’esito del “check-up” sulla salute degli italiani e sul Ssn emerso da EngageMinds Hub, Centro di ricerca dell’Università Cattolica, campus di Cremona diretto dalla professoressa Guendalina Graffigna. L’indagine, diffusa oggi, rivela che gli italiani sono sempre più attenti nella gestione della loro salute, ma che non per tutti il personale sanitario risponde adeguatamente alle esigenze e soprattutto il Sistema sanitario nazionale sembra non stare al passo con le richieste dei cittadini.

La survey, su un campione rappresentativo del Paese, mostra una spaccatura tra gli italiani per quanto riguarda la percezione della competenza dei medici: più critiche le donne (55%), coloro che si orientano politicamente a destra (59%) e chi ha una bassa fiducia nel Ssn (54%).

Rispetto alle difficoltà sui tempi di prenotazione per una prima visita espressa da 9 italiani su 10, le donne manifestano maggiormente questo disagio (90%), forse perché tradizionalmente sono loro a farsi maggiormente carico delle iniziative di cura della famiglia. A seguire troviamo le persone che vivono nel Sud Italia e nelle Isole (90%), gli over 59 (94%) e gli italiani che hanno una malattia cronica (95%).

In compenso, secondo la stessa ricerca, circa il 60% degli italiani afferma di godere di una salute soddisfacente, mentre approssimativamente il 20% si vanta di una condizione fisica eccellente. D’altra parte, però, un analogo 20% ammette di avere problemi di salute.

La maggioranza degli italiani (67%) si considera capace di gestire autonomamente la propria salute e ritiene fondamentale la collaborazione con i professionisti sanitari, con circa l’80% che sottolinea l’importanza di tale sinergia per un’ottimale gestione della salute.

Preoccupa invece il fatto che solo il 40% degli italiani discuta di sintomi insoliti o cambiamenti di salute con il proprio medico. Tra coloro che regolarmente interagiscono con i medici, predominano gli anziani (68%), coloro che hanno elevata fiducia nel sistema sanitario nazionale (73%) e nella ricerca scientifica (65%).

Nonostante ciò, quasi la metà degli italiani (47%) non condivide le proprie preoccupazioni sanitarie con il medico di famiglia. Interessante notare che dal gennaio 2022 al 2024, la percentuale di italiani che valorizza la collaborazione con il personale sanitario è aumentata significativamente, passando dal 71% all’80%.

Le conclusioni del recente Engagement Monitor suggeriscono che gli italiani sono sempre più consapevoli e proattivi riguardo alla propria salute. Tuttavia, esistono delle frustrazioni dovute alla mancanza di disponibilità o prontezza del personale sanitario a partecipare in una relazione più coinvolgente e a considerare l’aspetto psico-sociale della cura.

Inoltre, oltre il 70% degli italiani ritiene che il governo dovrebbe aumentare gli investimenti nel settore sanitario pubblico, contro solo il 20% che favorirebbe maggiori risorse per il settore privato.

L’opinione pubblica mostra anche un ampio scetticismo riguardo all’efficacia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nel realizzare riforme sanitarie, con più dell’80% che esprime dubbio sull’impatto di tali riforme.

La ricerca evidenzia una divisione di opinioni tra chi, tendenzialmente più giovane, vede positivamente il settore sanitario privato, e chi, invece, auspica maggiori investimenti nel pubblico. La professora sottolinea l’importanza di promuovere un coinvolgimento consapevole dei cittadini nel sistema sanitario, enfatizzando il suo valore come bene comune e la corresponsabilità dei cittadini nella sua efficienza e sostenibilità.

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