sabato, Ottobre 1, 2022
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Salute mentale: nel Lazio si dimette in massa la Consulta Regionale

di Daniela Pezzi

La consulta regionale per la salute mentale, organismo permanente di partecipazione, tutela e promozione in materia di salute mentale, ha preso atto delle modifiche apportate dal consiglio regionale alla legge istitutiva della consulta stessa.

Le modifiche sono contenute nella legge regionale del 17 giugno 2022, n.10 “Promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilità”. Nel testo di tale legge viene più volte ribadito che “la regione intende promuovereun nuovo modello di intervento volto a favorire l’autodeterminazione e la piena partecipazione delle persone… e un cambiamento di paradigma culturale mettendo al centro i diritti delle persone, riconoscendo la loro capacità contrattuale di cittadini per l’esigibilità dei diritti socialicostituzionalmente garantiti”.

Obiettivi apprezzabili e condivisibili se non fosse che all’articolo 19, con totale incoerenza e contraddizione, si stabilisce che il presidente non verrà più eletto dai membri della consulta ma nominato dal consiglio regionale in assoluta discrezionalità, scegliendo in una rosa di nominativi di esperti, senza graduatorie di merito o attribuzioni di punteggio. Così l’Associazionismo degli utenti, delle famiglie e del volontariato viene privato del diritto ad esprimere il proprio voto, torna ad essere subalterno ai tecnici (psichiatra, psicologo, ecc) esi riporta l’ambito della salute mentale alla cultura e alla situazione antecedente la legge 180/1978.

Con l’entrata in vigore della nuova legge, la Consulta regionale per la salute mentale viene di fatto invalidata nelle sue funzioni di monitoraggio, rappresentanza e tutela, i membri considerati disugualie alcuni incapaci di “piena partecipazione”. Non potendo accettare come regola costitutiva di una Consulta la disuguaglianza, l’inferiorità, l’inadeguatezza e la sottomissione acritica, il presidente nella seduta odierna ha rassegnato le sue dimissioni seguite da quelle di tutti i membri presenti che hanno espresso sconcerto e dolore per la deriva assistenziale e valoriale che l’amministrazione regionale mostra ormai da troppo tempo.

Le associazioni dei familiari in modo particolare hanno ricordato come in campagna elettorale, in un incontro pubblico nel lontano gennaio 2013, Zingaretti avesse fatto promesse, poi disattese, con lo slogan “Immagina: un nuovo inizio per il Lazio”. L’ambito della salute mentale l’ha avuto il nuovo inizio: l’inizio della fine e un pericoloso ritorno ad un passato che si credeva cancellato per sempre. La drammatica realtà assistenziale psichiatrica è ben nota, si riaprono i padiglioni del manicomio di Roma Capitale, si riducono o svuotano Servizi, si fa sempre più un uso inappropriatodella contenzione meccanica, si sottraggono diritti costituzionali ad un’utenza già duramente ferita.

Sarebbe veramente colpevole per la Consulta regionale non rendere pubblico ciò che sta accadendo, non far sentire la propria voce nell’affermare che “un sistema di potere” sta calpestando i diritti dei più fragili invece di proteggerli e tutelarli invalidando un organismo di partecipazione democratica, sarebbe colpevole non chiedere uguali opportunità e uguale dignità, per tutti nessuno escluso.

Il presidente della Consulta Daniela Pezzi

Daniela Pezzi
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