giovedì, Ottobre 6, 2022
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Sea-Watch, Italia sconfitta sul fermo alla Corte Europea

La Ecj, la Corte di Giustizia Europea, ha stabilito oggi a Lussemburgo che un paese dell’UE che ha una nave di soccorso nel proprio porto può ispezionarla per verificarne la conformità alle norme di sicurezza. Per fare ciò, tuttavia, deve dimostrare indicazioni affidabili di un pericolo.

Il contorno è la causa intentata alle autorità italiane da Sea-Watch, organizzazione umanitaria tedesca, dopo che due sue navi con bandiera tedesca nel 2020, dopo aver salvato la vita di centinaia di profughi nel Mediterraneo, erano state bloccate nei porti italiani.

Secondo le autorità italiane le navi non erano attrezzate per avere a bordo centinaia di persone e questo giustificava il fermo nei porti siciliani di Palermo e Porto Empedocle. Sea-Watch si era difesa con la giustizia italiana sostenendo che le navi sottostavano alle regole del Paese di provenienza, la Germania. I giudici italiani avevano girato la questione alla Corte Europea sospendendo il procedimento.

Oggi la Corte ha stabilito che lo Stato di approdo, l’Italia appunto, non può richiedere alcuna prova di certificati diversi da quelli emessi dallo stato di bandiera, cioè la Germania.

Tuttavia, uno stato di approdo può ispezionare le navi all’ancora per verificare che la nave sia conforme alle norme di sicurezza in mare. “A tal fine, tuttavia, questo Stato deve fornire prove concrete e dettagliate dell’esistenza di indicazioni affidabili di un rischio per la salute, la sicurezza, le condizioni di lavoro a bordo o l’ambiente”, afferma un comunicato stampa della Corte di giustizia .

Tuttavia, il numero delle persone a bordo soccorse in pericolo in mare, anche se è di gran lunga superiore al numero consentito, “non può rappresentare di per sé un motivo che giustifichi un’ispezione”. Da un punto di vista legale, questi devono essere disattesi.

Se l’ispezione di una nave rivela delle carenze, dovrebbero essere adottate misure correttive. Tuttavia, questi devono essere adeguati, necessari e appropriati. Il rilascio del fermo non dovrebbe essere subordinato al fatto che la nave non sia in possesso di certificati dello stato di approdo. La Corte di giustizia sottolinea invece che gli Stati membri interessati, ovvero Italia e Germania, dovrebbero collaborare.

by Daniel Arrhakis
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