domenica, Giugno 16, 2024
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Solo il 28% degli italiani risparmia, il 55% non ha fiducia nel governo

È stato pubblicato il Rapporto Italia 2024 di Eurispes, che si articola in sei capitoli, ciascuno dei quali offre un’analisi dualistica della realtà. Ogni sezione è illustrata tramite sei saggi e sessanta schede fenomenologiche. Vengono affrontati, con una visione bipolare, temi considerati cruciali da Eurispes per l’attualità politica, economica e sociale del Paese.

“Nel rapporto dell’anno scorso, avevamo sottolineato come stessimo vivendo tempi straordinari che, in molti aspetti, erano inattesi e imprevedibili, richiedendo un adattamento culturale, politico, economico e sociale,” afferma Gian Maria Fara, presidente di Eurispes. “Questi tempi straordinari, a cui ci riferiamo da anni, hanno creato una situazione in cui incertezza e instabilità sono diventate normali, influenzando ogni possibilità di sviluppo futuro. Abbiamo capito che il mondo è interconnesso e che siamo informati in tempo reale su ogni evento negativo: il punto critico è il divario crescente tra la nostra consapevolezza informata e la nostra capacità di gestire cognitivamente tutte queste informazioni.”

Secondo Fara, “l’Italia si trova a un bivio nelle scelte culturali, politiche ed economiche. È necessario avere coraggio. Non ci stancheremo mai di ripetere che la prima risposta possibile è il ‘coraggio di avere coraggio’.”

Il rapporto include indagini campionarie che quest’anno hanno esplorato temi come la fiducia nelle istituzioni, i conflitti internazionali, la crisi energetica, la situazione economica delle famiglie, il conflitto israelo-palestinese, l’intelligenza artificiale e i social, le opinioni su temi etici, nuovi stili alimentari, il rapporto con gli animali e molti altri argomenti di attualità.

I dati mostrano che la maggioranza degli italiani (55,5%) ritiene che l’economia del Paese sia peggiorata nell’ultimo anno; il 18,6% pensa che sia rimasta stabile, mentre solo il 10% vede segnali di miglioramento. Il 15,6% non ha un’opinione o non risponde. Guardando al futuro, il 33,2% degli italiani crede che la situazione economica resterà stabile nei prossimi dodici mesi. I pessimisti, che prevedono un peggioramento, sono il 31,6%, mentre il 10,8% spera in una crescita economica. Il 40,9% afferma che la propria situazione economica personale e familiare è rimasta stabile negli ultimi 12 mesi. Complessivamente, il 35,4% denuncia un peggioramento, mentre il 14,2% parla di miglioramento.

Solo il 28,3% degli italiani riesce a risparmiare, mentre il 36,8% deve attingere ai risparmi per arrivare a fine mese. Alcuni hanno chiesto aiuto a amici, colleghi o parenti (17,2%); il 16% ha richiesto un prestito in banca e il 13,6% ha chiesto soldi a privati, rischiando l’usura. La vendita online di beni è diffusa (27,5%). Il 37,6% ha rinunciato alla babysitter e il 24,3% alla badante. Il 15,3% ha venduto o perso beni come casa o attività commerciale.

Molti acquistano a rate (42,7%), spesso su piattaforme online a interessi zero (21,3%). Il 14,6% ha noleggiato abiti e accessori per cerimonie, e l’11,7% è tornato a vivere con la famiglia d’origine. Il 28,3% delle persone ha difficoltà a coprire le spese mediche, rinunciando a visite specialistiche (23,1%), terapie/interventi (17,3%) e medicinali (15,9%).

“Come Istituto,” sottolinea Eurispes, “continuiamo a promuovere l’introduzione del quoziente familiare come supporto al reddito delle famiglie italiane. Diversamente dall’attuale tassazione individuale, il quoziente familiare ridurrebbe le tasse per le famiglie con figli, favorendo la natalità. Le aliquote progressive verrebbero applicate sul reddito medio pro capite, comportando risparmi fiscali per le famiglie.”

La fiducia nelle istituzioni mostra un incremento per alcune, ma in calo per partiti e sindacati. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gode del 60,8% di fiducia (+8,6% rispetto al 2023). La fiducia nel Parlamento è aumentata dal 30% al 33,6%, ma la maggioranza rimane delusa (58%). La Magistratura ha una fiducia del 47%, mentre il 44% è sfiduciato. I Presidenti di Regione sono apprezzati dal 41,2% e non apprezzati dal 47,4%.

Il Governo ha la fiducia del 36,2% degli italiani, con il 55,4% che rimane sfiduciato. Tra le forze dell’ordine, l’Arma dei Carabinieri è al 68,8% di fiducia (+16% rispetto al 2023). La Guardia di Finanza è cresciuta dal 55,1% al 66,1% (+10%) e la Polizia di Stato dal 52,8% al 63,5% (+10,7%). L’Esercito Italiano ha visto un aumento della fiducia dal 64,3% al 69,4% (+5,1%), l’Aeronautica Militare dal 64% al 73,7% (+9,7%) e la Marina Militare dal 67,5% al 73,9% (+6,4%). La nostra Intelligence ha raccolto il 62,8% di fiducia (+7,3%).

Tra i nuovi corpi rilevati, i Vigili del Fuoco hanno un’ampia fiducia (84,1%), la Guardia Costiera il 71,8%. La fiducia nella Polizia penitenziaria è salita dal 53,4% al 59,5%, e nella Polizia locale dal 53,2% al 54,3%.

Altre istituzioni che hanno guadagnato fiducia includono la Chiesa Cattolica (52,1%), la Scuola (66%) e il Sistema Sanitario (58,3%). Le Associazioni dei consumatori sono salite dal 46% al 48,1%, la Pubblica Amministrazione dal 39,6% al 44,4%, e le Associazioni degli imprenditori dal 39% al 46%. La Protezione Civile ha visto un aumento significativo dal 69,9% al 78,5%. L’Università è salita dal 64,9% al 71,8%, e le Associazioni di volontariato dal 60,6% al 68,7%.

Solo tre istituzioni hanno perso fiducia: i partiti (dal 32,5% al 29,8%), i sindacati (dal 43,1% al 42,7%) e le confessioni religiose diverse dalla cattolica (dal 38% al 34,5%).

L’indagine sul conflitto israelo-palestinese rivela che il 60,7% degli italiani riconosce il diritto di Israele a esistere, con il 32,1% che aggiunge l’importanza del riconoscimento di uno Stato palestinese. Il 18,8% nega il diritto di Israele a esistere, mentre il 20,5% non esprime un’opinione. Rispetto al 2004, quando solo il 2,8% negava tale diritto, si osservano differenze significative.

Il terrorismo islamico è considerato la maggiore minaccia per la pace in Medio Oriente (21,7%). Segue la politica del governo Netanyahu (12,8%), quella degli Stati Uniti (12,5%) e il conflitto tra moderati e fondamentalisti in alcuni paesi arabi (10,9%).

I sostenitori degli aiuti a Israele sono una minoranza (15,9%), mentre il 50,1% si oppone. Un terzo degli intervistati (33,9%) non esprime un’opinione. Un terzo (33,4%) crede che gli ebrei controllino il potere economico e finanziario; il 30% pensa che controllino i media e il 27,5% ritiene che determinino le scelte politiche occidentali.

Il 15,9% degli italiani minimizza l’impatto della Shoah, il 14,1% la nega. Il 54% vede l’antisemitismo come un problema reale, mentre il 55,4% lo attribuisce alla diffusione di un linguaggio di odio e razzismo.

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