giovedì, Ottobre 6, 2022
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Sri Lanka, finito il carburante

La crisi del combustibile in Sri Lanka non recede: meno di un giorno di autonomia al termine delle scorte di carburante. Il ministro dell’Energia del paese, Kanchana Wijesekera, ha dichiarato ieri che le scorte di combustibile del Paese sono esaurite. Per il prossimo carico bisognerà attendere fino alla fine di luglio 2022: “Abbiamo contattato altri fornitori, ma non possiamo confermare alcuna fornitura prima del 22 luglio”, annuncia il Ministro.

Il governo singalese ha stabilito che le poche giacenze rimaste saranno destinate ai settori primari per l’economia, come l’industria tessile che avrà riserve a disposizione per una manciata di giorni in più. Ad annunciarlo è stato Bandula Gunewardena, portavoce del governo, mentre dal Ministero dell’Istruzione arriva l’annuncio della chiusura di tutte le scuole private a Colombo e nelle principali città, in vista della crisi, per almeno una settimana, a partire dal 4 luglio.

Il Segretario del Ministro dell’Istruzione, Nihal Ranasinghe, ha annunciato che la chiusura avverrà a partire dalle scuole il cui servizio di scuolabus incide meno sulla partecipazione scolastica, tentando di assicurare il servizio per coloro con poche possibilità di spostamento. Ha chiesto a chi ne ha la possibilità di svolgere le lezioni online e per garantirne il regolare corso la Commissione per l’Utilità Pubblica ha accettato di non imporre tagli all’energia, strumento usato dal Paese per salvaguardarsi dalla crisi economica senza precedenti che lo ha colpito nel marzo scorso, dalle 8 di mattina fino all’una del pomeriggio.

Diventa sempre più difficile per lo Sri Lanka, colpito duramente anche dalle inondazioni di maggio che hanno aggravato la crisi, assicurarsi i rifornimenti di beni primari, cibo soprattutto, con l’inflazione salita al 43,5% da maggio e l’inflazione alimentare salita fino al 58%. Questo avviene parallelamente all’arricchimento delle grandi corporazioni private dello Sri Lanka che producono sia beni primari come il cibo, bevande e trasporti che servizi finanziari e di prestito. In linea con la tendenza imposta dalla pandemia, molte aziende hanno registrato i profitti più alti di sempre senza dimostrare di essere una presenza di sostegno all’economia reale del paese e ai più poveri.

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