mercoledì, Maggio 29, 2024
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Sudan, distrutta a Khartoum la fabbrica che produce alimenti terapeutici per i bambini

La fabbrica di Khartoum che produce alimenti terapeutici per i bambini sudanesi colpiti dalla forma più pericolosa di malnutrizione è stata incendiata. L’incendio ha distrutto 14.500 scatole di alimenti terapeutici pronti all’uso (Rutf: ready to use therapeutic food). Il cibo era destinato a essere trasportato in luoghi per cure salvavita per 14.500 bambini.

Questa è l’immagine più cupa e chiara, fino ad oggi, di come questo conflitto minacci la vita dei bambini attraverso molteplici mezzi. È un altro duro colpo per i bambini più vulnerabili del Sudan. L’anno scorso, la fabbrica Samil ha prodotto il 60% del Rutf utilizzato per curare i bambini colpiti da malnutrizione acuta grave in Sudan.

L’incendio ha provocato anche la distruzione totale dei macchinari della fabbrica, con un arresto totale della produzione. Questo inciderà in modo significativo sulla consegna tempestiva delle forniture nutrizionali a migliaia di bambini.

In risposta alla crisi di malnutrizione in Sudan, l’Unicef ha fornito attualmente 34 mila scatole di Rutf in una spedizione in arrivo dalla Francia, mentre altri 81 mila cartoni sono pronti per essere inviati dalla Francia alla fine del mese. Un po’ miracolosamente, grazie al coraggio degli operatori, l’80% dei programmi terapeutici ambulatoriali sono attualmente operativi in Sudan.

Questo è merito dei partner dell’Unicef e degli operatori sanitari del Sudan.Nonostante questi sforzi altruistici, il conflitto continua a impedire ai bambini di raggiungere le cure; il conflitto continua a distruggere le strutture sanitarie e ora ha distrutto un’ancora di salvezza per i bambini più vulnerabili del Sudan.

Pur non potendo confermare le stime a causa dell’intensità della violenza, i rapporti pervenuti alle organizzazioni umanitarie calcolano che dal 25 aprile 190 bambini sono stati uccisi e altri 1.700 feriti. Queste segnalazioni di bambini uccisi o feriti riguardano solo quelli che sono entrati in contatto con una struttura medica. Quindi, come sempre, è probabile che la realtà sia molto peggiore. In media, ogni singola ora sette bambini sono stati uccisi o feriti. Sette bambini. Ogni ora.

I bambini vivono da tre settimane in Sudan in mezzo a violenze terrificanti. I luoghi in cui dovrebbero semplicemente essere al sicuro come case, scuole e ospedali, sono stati ripetutamente attaccati e continuano ad esserlo. Vani gli appelli delle orgaqnizzazioni umanitarie di fermare gli attacchi ai centri sanitari, alle scuole e ai sistemi idrici e igienici su cui i bambini fanno affidamento.

Anche gli operatori umanitari sono stati attaccati, mentre le strutture, i veicoli e le forniture umanitarie, comprese quelle dell’Unicef, sono state saccheggiate o distrutte.

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