domenica, Maggio 19, 2024
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Tagliare le tasse per creare occupazione: Fmi contro Rishi Sunak

Non è un buon periodo per il ricchissimo premier britannico Rishi Sunak, alle prese con una povertà senza precedenti nel Regno Unito, la più alta da 40 anni a questa parte, le gaffes in pubblico e i risultati delle politiche liberiste sfrenate messe in atto dal suo e dai governi conservatori che lo hanno preceduto

Stavolta però ad attaccarlo, seppur indirettamente, non sono i nemici del Labour party, quasi certi di vincere le prossime elezioni politiche. La strigliata arriva direttamente dal Fondo Monetario Internazionale.

Un autorevole istituto di analisi economica ha recentemente sollevato l’attenzione sull’impellente necessità di implementare politiche mirate per stimolare l’occupazione e promuovere la crescita economica. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha delineato, attraverso un rapporto dettagliato, un piano d’azione urgente per incentivare l’ingresso nel mercato del lavoro di milioni di individui attualmente disoccupati.

Stando agli ultimi dati, si registra un preoccupante aumento del numero di cittadini britannici economicamente inattivi, che ha raggiunto il picco storico di 9,25 milioni di individui. L’Office for National Statistics (ONS) evidenzia che questo gruppo rappresenta oltre un quinto della popolazione adulta britannica di età compresa tra 16 e 64 anni.

Rishi Sunak

Secondo il FMI, per incoraggiare gli uomini a reintegrarsi nel mondo del lavoro, sarebbe efficace procedere con il taglio dei benefici statali e con la riduzione della tassazione sui redditi. Parallelamente, il rapporto sottolinea come miglioramenti nell’assistenza all’infanzia e nella formazione professionale potrebbero aumentare significativamente il tasso di occupazione femminile. Un altro suggerimento strategico include l’incremento dell’età pensionabile per mantenere più a lungo nel circuito lavorativo i lavoratori anziani.

Va precisato che queste raccomandazioni non mirano esclusivamente al contesto britannico, ma si inseriscono in una problematica globale di inattività economica. Nonostante in passato il FMI abbia ricevuto critiche per le sue valutazioni pessimistiche sull’economia britannica, i recenti ritrovamenti potrebbero offrire spunti di riflessione pertinenti alla situazione del Regno Unito, dove milioni di cittadini rimangono fuori dalla forza lavoro.

L’ex vicepresidente del Partito Conservatore, Brendan Clarke-Smith, ha accolto con favore le conclusioni del rapporto: “È incoraggiante notare che il FMI dimostri buonsenso in questo ambito. Le iniziative del Dipartimento del Lavoro e delle Pensioni per ridurre i benefici hanno già raccolto consensi.”

Tra i 9,25 milioni di inattivi nel Regno Unito, 2,8 milioni sono impediti al lavoro da malattie di lungo termine – il dato più alto registrato dagli anni ’90 – e 1,1 milioni hanno optato per la pensione anticipata. L’Istituto per gli affari economici ha osservato: “La pandemia sembra aver indotto un ritiro dal lavoro, facilitato dai benefici, in alcuni settori della popolazione.”

L’ONS rileva un aumento di 700.000 individui che richiedono sussidi rispetto al periodo pre-pandemico, con un marcato incremento di coloro che soffrono di disturbi mentali.

Il Ministro per il Lavoro e le Pensioni, Mel Stride, ha annunciato piani per reintegrare 150.000 individui con lievi disturbi mentali nel mercato del lavoro, sottolineando come il trattamento dei problemi di salute mentale possa essere stato eccessivo.

La Taxpayers’ Alliance ha commentato che il sistema fiscale attuale disincentiva il lavoro duro, e Sir John Redwood, veterano deputato conservatore, ha concordato sulla necessità di ridurre le tasse, ma ha esortato a non tagliare i benefici, sostenendo invece l’importanza di incrementare i salari per stimolare l’occupazione locale.

Freeze Prices – Not the Poor CC BY-SA 2.0 DEED

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