domenica, Aprile 14, 2024
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Tutti contro Erdogan. La sfida all’autoritarismo delle elezioni in Turchia

In Turchia, si avvicinano le elezioni, ma la campagna elettorale non sembra essere stata combattuta su un piano di parità. L’attenzione dei media è concentrata esclusivamente sul presidente Recep Tayyip Erdogan e sulla sua coalizione, a discapito degli altri candidati e delle loro proposte.

La libertà di stampa è stata seriamente compromessa in Turchia, con molte testate indipendenti costrette a chiudere o a ridurre la propria attività a causa delle restrizioni governative.

Ma la questione che preoccupa maggiormente la comunità internazionale riguarda l’ingerenza del governo di Erdogan sull’opposizione politica e nella società civile. Negli ultimi anni, il presidente turco ha messo in atto una serie di misure per limitare la libertà di espressione e di associazione, come l’arresto di giornalisti, accademici e attivisti per i diritti umani.

Erdogan ha piegato ai suoi voleri anche la banca centrale turca, che ha abbassato i tassi di interesse per suo ordine, alimentando un’inflazione che ha superato l’85 per cento l’anno scorso. La politica di Erdogan ha fatto perdere alla valuta turca l’80% del suo valore in cinque anni.

Il principale sfidante di Erdogan alle elezioni è Kemal Kilicdaroglu, che rappresenta una coalizione di sei partiti. Kilicdaroglu ha cercato di utilizzare la crisi economica e l’aumento dei prezzi come leva contro Erdogan, promettendo di creare posti di lavoro e di ridurre l’inflazione se venisse eletto.

Una novità importante della sua proposta è la promessa di essere presidente, in caso di elezione, per un solo mandato, in contrasto con le modifiche costituzionali che Erdogan ha forzato per consolidare il potere. I suoi video si propaganda sono girati nella cucina di casa, in evidente contrasto con lo sfarzo in cui vive l’attuale presidente.

Ma sulle elezioni in Turchia pesa anche il Partito Democratico del Popolo, Hdp, filo-curdo, che sta decidendo se sostenere la candidatura di Kilicdaroglu. La mattina del 25 aprile scorso Erdogan ha fatto arrestare, con la consueta accusa di terrorismo, 150 attivisti curdi, tra avvocati, giornalisti, artisti e politici.

L’Hdp è il terzo partito più grande del parlamento, chiede naturalmente a Kilicdaroglu e alla coalizione che lo sostiene di appoggiare le richieste per i diritti dei curdi, il cui voto sarà decisivo in questa tornata elettorale per determinare l’eventuale vittoria dell’opposizione. Collaborazioni tra Hdp e alcune forze di opposizione si sono già verificate nelle elezioni amministrative.

L’altro fattore importante del giudizio interno e internazionale su Erdogan riguarda il rapporto che ha stabilito con Russia e Cina. La Russia sta costruendo la centrale nucleare di Akkuyu, sulla costa meridionale turca.

La Turchia ha acquistato sistemi di difesa missilistica russi, nonostante le obiezioni degli alleati occidentali e la Russia, In cambio dell’appoggio politico, ha inondato la Turchia di aiuti, prestiti valutati in circa 20 miliardi di dollari tra il 2020 e il 2022.

Il governo turco è stato anche molto attivo nei rapporti con la Cina. Secondo un rapporto dell’Istituto per l’economia e la pace di Stoccolma, la Turchia è diventata il secondo paese in Europa per ricezione di investimenti cinesi nel 2020, con un aumento del 158% rispetto all’anno precedente.

L’importanza delle elezioni turche del 2023, per tutte le questioni elencate, non può essere sottovalutata: l’alternativa è tra un ritorno alla democrazia e l’approfondimento dell’autoritarismo di Erdogan. Se l’attuale presidente dovesse vincere le elezioni, ci sarebbero seri dubbi sulla trasparenza e l’equità del processo elettorale.

Tuttavia, se i turchi optassero per un cambiamento, ci sarebbe la speranza di un ritorno a una democrazia che rispetti i diritti umani e le libertà civili. L’Unione Europea e la comunità internazionale devono monitorare attentamente le elezioni e assicurare che il popolo turco abbia la possibilità di esprimere liberamente la propria volontà.

by Adam Jones, Ph.D. – Global Photo Archive

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