giovedì, Luglio 18, 2024
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Uk, diventa definitiva la legge per deportare i migranti in Ruanda

Il governo britannico di estrema destra guidato da Rishi Sunak ha raggiunto un tragicamente importante traguardo politico con l’approvazione del suo controverso disegno di legge sull’immigrazione che prevede la deportazione di alcuni richiedenti asilo verso il Ruanda.

Questa misura, che ha suscitato un’intensa opposizione da parte degli attivisti per i diritti umani, gli esperti di immigrazione e i critici legali, mira a trasferire i richiedenti asilo in Ruanda, dove le loro domande saranno esaminate localmente. Se approvati come rifugiati, questi individui saranno reinsediati non nel Regno Unito, ma in Ruanda.

Questa politica è stata proposta per la prima volta nel 2022 dall’allora primo ministro Boris Johnson. Da allora, è stata oggetto di critiche per le sue presunte violazioni degli obblighi internazionali e nazionali del Regno Unito in materia di diritti umani.

Nonostante l’approvazione della legge, la strada verso l’implementazione del programma è costellata di sfide legali anticipate, che rendono incerto il trasferimento effettivo di molti richiedenti asilo.

Il Primo Ministro Rishi Sunak ha dichiarato, poco prima del voto finale, che il governo avrebbe organizzato voli charter mensili per il trasferimento, descrivendo la politica come innovativa e potenzialmente trasformativa, nonostante le molteplici resistenze.

Tuttavia, questa legge ha accentuato le divisioni interne al Partito Conservatore, evidenziando un tentativo di sfruttare le preoccupazioni sull’immigrazione per recuperare terreno contro i laburisti di opposizione.

La nuova legislazione ora classifica il Ruanda come “paese sicuro” per i rifugiati, in contrasto con le valutazioni giuridiche basate su prove concrete che suggeriscono il contrario.

Il governo ha anche limitato la capacità di giudici e funzionari dell’immigrazione di contestare questa designazione in futuro, anche se le condizioni in Ruanda dovessero cambiare.

Critici evidenziano che, nonostante i progressi del Ruanda in termini di sviluppo politico e sociale, il paese è stato segnato dal genocidio del 1994 e è oggi governato da un regime sempre più autoritario sotto Paul Kagame.

Chi osa sfidare il governo rischia arresti, torture o la morte. Queste preoccupazioni sollevano dubbi sulla sicurezza dei rifugiati trasferiti in un contesto così problematico.

La politica ha stimolato un ampio dibattito sulla direzione delle leggi e delle politiche nell’era post-Brexit nel Regno Unito, con molti che interpretano questa mossa come un simbolo del fallimento del governo nel gestire efficacemente e umanamente i confini nazionali.

Inoltre, i costi economici e di reputazione per il Regno Unito continuano a salire, mentre l’opinione pubblica e il panorama politico interno rimangono profondamente divisi su questa questione controversa.

Il percorso legislativo della legge ha riflettuto tensioni significative all’interno del sistema politico britannico. La Camera dei Comuni e la sua controparte non eletta, la Camera dei Lord, hanno trasmesso il disegno di legge avanti e indietro, con i Lord che hanno tentato, senza successo, di inserire emendamenti, incluso uno che avrebbe richiesto un gruppo di monitoraggio indipendente per verificare la sicurezza del Ruanda come destinazione per i rifugiati. Alla fine, i Lord hanno ceduto sugli ultimi emendamenti.

Il governo ha sostenuto di aver affrontato le preoccupazioni della Corte Suprema con un trattato firmato con il Ruanda a dicembre. Tuttavia, i critici sostengono che non è ancora chiaro come il governo garantirà che i rifugiati non possano essere riportati nei loro paesi di origine, dove potrebbero subire violenze o maltrattamenti.

Nonostante il sostegno di Boris Johnson al piano, la sua adozione rischia di essere ricordata più come un argomento di dibattito politico che come uno sforzo pratico per frenare i pericolosi attraversamenti del Canale. La politica riflette un problema più ampio per i paesi occidentali nel controllo della migrazione, e il dibattito sul suo successo o fallimento continua a evolversi.

“Chancellor of Exchequer Rishi Sunak Spring Statement” by UK Prime Minister is licensed under CC BY 2.0.
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