giovedì, Luglio 18, 2024
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Un milione di persone bisognose lasciate sole dal governo Meloni

“I dati dell’Inps certificano chiaramente che 600 mila famiglie e un milione di persone in condizioni di disagio e povertà, che un anno fa beneficiavano del Reddito di Cittadinanza, oggi sono escluse dall’accesso all’Assegno di Inclusione e lasciate sole dal Governo Meloni.

Numeri che dimostrano come le scelte di questo Esecutivo abbiano praticamente dimezzato la platea di coloro che potevano contare su una misura di contrasto della povertà”. È quanto dichiara Daniela Barbaresi, segretaria confederale della Cgil.

“Un Governo cinico – prosegue la dirigente sindacale – che risparmia su povertà, fragilità e disagio, fingendo di ignorare che in Italia una persona su dieci vive in condizioni di povertà assoluta”.

“Povertà – sottolinea – che colpisce maggiormente le famiglie numerose, le famiglie operaie, quelle del Mezzogiorno, quelle in affitto, i migranti, certificando le pesanti diseguaglianze nel nostro Paese.

Certificando – aggiunge ancora Barbaresi – che si è poveri pur lavorando quando le condizioni retributive e di lavoro sono inadeguate; che si è più poveri se si vive in affitto, ma il Governo ha azzerato i fondi per gli affitti e per la morosità incolpevole e non investe nell’edilizia pubblica. E – conclude – che si è più poveri nel Sud, ma con l’autonomia differenziata le diseguaglianze sono destinate a crescere inesorabilmente”.

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L’Assegno di Inclusione (Adi) è una misura di sostegno economico introdotta dal governo italiano per sostituire il Reddito di Cittadinanza. In vigore dal 1° gennaio 2024, questo assegno in teoria dovrebbe supportare le famiglie con difficoltà economiche, specialmente quelle con membri disabili, minorenni, anziani sopra i 60 anni o in condizioni di svantaggio sociale. Invece i requisiti per l’Adi sono molto restrittivi ed escludono più persone bisognose di quante ne includano.

Un breve ripasso. Il richiedente deve essere cittadino UE, familiare di un cittadino UE con diritto di soggiorno, o cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

Il nucleo familiare deve essere residente in Italia da almeno cinque anni consecutivi.
Il valore dell’ISEE del nucleo familiare deve essere inferiore a 9.360 euro, e il reddito familiare non deve superare i 6.000 euro annui, incrementati in base alla scala di equivalenza (per le famiglie con membri disabili o anziani, la soglia è elevata a 7.560 euro)​​.

Patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non superiore a 150.000 euro e patrimonio mobiliare inferiore a 6.000 euro, incrementato in base al numero di componenti del nucleo familiare​.

L’importo dell’Adi varia in base alla composizione del nucleo familiare e ai costi di locazione: L’importo base può arrivare fino a 6.000 euro annui, con un massimo di 7.560 euro per famiglie composte interamente da anziani o persone con disabilità grave​​.

È previsto un contributo per l’affitto fino a un massimo di 3.360 euro annui, ridotto a 1.800 euro per nuclei composti solo da over 67 o persone con disabilità​. Il beneficio viene erogato tramite una Carta di Inclusione, che permette di effettuare acquisti presso esercizi convenzionati e prelievi di contante entro certi limiti​.

La transizione dall’ormai soppresso Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione ha comportato cambiamenti significativi per molti beneficiari. Questo cambiamento ha suscitato dibattiti sulle nuove misure e sulle loro implicazioni sociali ed economiche, dato che una parte significativa della popolazione rischia di rimanere senza sostegno finanziario​.

Presentato dal governo Meloni come un tentativo di ottimizzare le risorse e indirizzarle verso i nuclei familiari più bisognosi, al contrario l’esclusione di molti precedenti beneficiari pone la necessità di monitorare attentamente l’efficacia della misura e l’impatto sulle famiglie escluse dal nuovo sistema di supporto economico.

L’Assegno di Inclusione non è soltanto un fallimento del governo in materia sociale d’iniziativa contro la povertà, è una scelta politica precisa che penalizza le persone più bisognose in Italia.

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