mercoledì, Luglio 17, 2024
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Viva la Francia Antifascista!

Macron può non piacere ma ha fatto una mossa intelligente e democratica. Che segna marcatamente una differenza, fondamentale tra una destra democratica e liberale e la destra reazionaria. E non è una sfumatura, è il cuore della Politica con la P maiuscola.

Anche il nuovo Fronte Popolare può non piacere, di sicuro è un’accozzaglia di partiti e personaggi di difficile gestione. Ma è nato con uno scopo preciso e quello scopo ha raggiunto: fermare i fascisti che ruotano intorno a Marine Le Pen. Obiettivo raggiunto e superato. La politica, appunto.

Oggi i politologi si esercitano con il bilancino per spiegarci l’impossibilità di un governo tra i vincitori delle elezioni francesi, tra i “macronisti” e i “frontisti”. Ma non riescono a spiegarci il fattore più importante delle elezioni francesi: come sono riusciti gli elettori, soltanto in un mese, a trasformare l’onda nera reazionaria in un trionfo della sinistra.

Orgoglio, dignità, lungimiranza. Parole ormai dimenticate dalla politica italiana, troppo impegnata a dedicare aeroporti prestigiosi a un pluripregiudicato, corruttore, puttaniere e in odore di mafia, per avere il tempo di affrontare i problemi del Paese.

In Francia ha trionfato la Politica. Erano passati soltanto pochi minuti dal risultato delle elezioni europee, che sembrava consegnare quel Paese alla destra reazionaria del Rassemblement National, che il Presidente della Repubblica, rifiutando di trasformarsi in ostaggio della destra per il tempo rimasto fino alle prossime elezioni politiche, ne convocava di anticipate per chiedere ai francesi un referendum netto: o con la Francia democratica o con i reazionari fascisti di Marine Le Pen.

Se avesse vinto la Le Pen prendendo la guida del Paese, Macron contava sull’incapacità della destra di risolvere i problemi sociali per logorarla. Se fosse andata come poi è andata, la Francia avrebbe trovato nell’Eliseo e nel Presidente un punto fermo contro la deriva “sfascista” e antidemocratica che oggi è maggioritaria in Europa.

Le Pen ha aiutato la propria sconfitta commettendo un errore fatale, nonostante sia ormai da diversi decenni in politica. Mentre il Nuovo Fronte Popolare scriveva nero su bianco nel suo programma di sostenere la lotta degli ucraini contro i russi, Marine Le Pen si dimostrava al servizio del Cremlino sostenendo senza ritegno la disinformazione e la rete di propaganda di Vladimir Putin. E ai francesi puoi toccargli tutto ma non l’orgoglio nazionale.

L’idea di sottomettere il proprio Paese a un’altra potenza straniera e alla sua leadership anti occidentale è stata bocciata nelle urne dagli elettori. Accorsi in massa a votare, intuendo la necessità del momento, per riaffermare che, seppur con molti sbandamenti, a Parigi si è compiuta una rivoluzione illuminista la cui eredità pesa ancora nella cultura europea.

La Francia, pochi giorni dopo il Regno Unito, ha mostrato la via all’intera Europa per liberarsi di questa onda reazionaria che domina il vecchio continente con l’esercizio della politica e della democrazia. Con il coraggio, con la necessità di allearsi tra tutte le forze antifasciste quando l’emergenza nazionale lo richiede.

Una lezione al presidente di turno dell’Unione Europea Viktor Orban, che pochi giorni fa, infischiandosene, a proposito di democrazia, delle sanzioni alla Russia decise da Bruxelles è andato a incontrare Vladimir Putin come un vecchio amico.

Una lezione alla ducetta nostrana e al suo alcolico alleato leghista, impegnati a togliere credibilità all’Italia nell’Unione Europea con la loro corte serrata a partiti e partitini europei che hanno come unico programma politico la violenza, il razzismo, la xenofobia, il nazionalismo, l’egoismo sociale, la morte della democrazia.

Una lezione alla sinistra nostrana, quel coro che si è levato ieri sera da Place de la Republique, migliaia di uomini e donne libere che scandivano in perfetto italiano, non in francese ma in italiano: “Siamo tutti antifascisti”.

Una mano tesa, un ponte da attraversare per ritrovare le ragioni della democrazia e della partecipazione. Uniti si vince. Se si vuole mettere fine all’idea di mondo intollerante, antisolidale e razzista di Meloni, Salvini e Tajani, tutti gli altri devono allearsi e isolarli. Non c’è altra via. Si litiga dopo averli cacciati, ma intanto ci si unisce.

Oggi i politologi nostrani, gli ex “intellettuali” diventati lecchini del potere, di qualsiasi potere, sono impegnati a dimostrarci che in realtà adesso la Francia è nel caos, sarà difficile governarla. Ma il caos è l’essenza della democrazia. Ordine e disciplina sono la melma culturale di “quegli altri”.

Ce la faranno i francesi a fare un governo, perchè c’è stata una partecipazione popolare che ha sancito un voto senza scambio con un messaggio chiaro: affanculo i fascisti. Da oggi possono litigare ferocemente senza la spada di Damocle di un governo filorusso nel cuore dell’Europa. Si chiama democrazia, una parola che per mantenere intatto il suo valore deve essere sempre associata alla partecipazione popolare.

Parigi ha gettato un ponte verso l’inversione di tendenza, ha dimostrato che la destra reazionaria si può fermare con la democrazia. Adesso sta a noi italiani gettarci nella mischia e raccogliere il testimone.

Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est arrivé !
Contre nous de la tyrannie,
L’étendard sanglant est levé, [bis]
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces féroces soldats ?
Ils viennent jusque dans vos bras
Égorger vos fils, vos compagnes !

Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons, marchons !
Qu’un sang impur
Abreuve nos sillons !

Que veut cette horde d’esclaves,
De traîtres, de rois conjurés ?
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps préparés ? [bis]
Français, pour nous, ah ! quel outrage
Quels transports il doit exciter !
C’est nous qu’on ose méditer
De rendre à l’antique esclavage !

Aux armes, citoyens…

Quoi ! des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos foyers !
Quoi ! ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers guerriers ! [bis]
Grand Dieu ! par des mains enchaînées
Nos fronts sous le joug se ploieraient
De vils despotes deviendraient
Les maîtres de nos destinées !

Aux armes, citoyens…

Tremblez, tyrans et vous perfides
L’opprobre de tous les partis,
Tremblez ! vos projets parricides
Vont enfin recevoir leurs prix ! [bis]
Tout est soldat pour vous combattre,
S’ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit de nouveaux,
Contre vous tout prêts à se battre !

Aux armes, citoyens…

Français, en guerriers magnanimes,
Portez ou retenez vos coups !
Épargnez ces tristes victimes,
À regret s’armant contre nous. [bis]
Mais ces despotes sanguinaires,
Mais ces complices de Bouillé,
Tous ces tigres qui, sans pitié,
Déchirent le sein de leur mère !

Aux armes, citoyens…

Amour sacré de la Patrie,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs
Liberté, Liberté chérie,
Combats avec tes défenseurs ! [bis]
Sous nos drapeaux que la victoire
Accoure à tes mâles accents,
Que tes ennemis expirants
Voient ton triomphe et notre gloire !

Aux armes, citoyens…

Nous entrerons dans la carrière
Quand nos aînés n’y seront plus,
Nous y trouverons leur poussière,
Et la trace de leurs vertus, [bis]
Bien moins jaloux de leur survivre,
Que de partager leur cercueil,
Nous aurons le sublime orgueil,
De les venger ou de les suivre.

Aux armes, citoyens…

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