sabato, Settembre 24, 2022
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Xi Jinping e il ventesimo congresso del Pcc

La leadership del presidente cinese Xi Jinping deve affrontare il vaglio del ventesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, previsto per la fine del 2022. Nulla è scontato, vista la complessa situazione cinese sul piano interno e internazionale. Proviamo a elencare i numerosi problemi che Xi Jinping dovrà convincere il congresso di essere in grado di affrontare.

La visita della presidente della Camera degli Stati Uniti Nancy Pelosi a Taiwan ha provocato la forte reazione della Repubblica Popolare Cinese, con una dimostrazione di forza militare che non si vedeva da molto tempo, costringendo gli analisti a ventilare una riedizione della guerra fredda tra Cina e Usa con la prima al posto dell’Urss.

Xi Jinping, alla ricerca del terzo mandato come segretario generale del Partito, prima dell’invasione dell’Ucraina compiuta dalla Russia, stava giocando la partita su Taiwan senza perdere di vista le future relazione con gli Usa, una visione che non lasciava prevedere quanto avvenuto dopo.

La Cina, in seguito al rimescolamento internazionale provocato dalla guerra e all’allargamento della Nato nell’est e nel nord dell’Europa, ha semplicemente interrotto tutti i legami con gli Stati Uniti mettendo a rischio le relazioni diplomatiche precedentemente intessute. Ma nonostante l’asprezza del momento Xi ha mantenuto contatti telefonici con Joe Biden, mostrando forza unita a capacità di controllo.

Xi non può permettersi di commettere errori nella gestione delle relazioni con Taiwan, diventata la questione interna centrale per la Cina oggi, e la sua gestione determinerà la sua posizione politica all’interno del Partito Comunista, dopo aver avuto la conferma che gli Stati Uniti sono rimasti fedeli a Taiwan e altre mosse aggressive di Pechino porterebbero a un’escalation militare direttamente con gli Usa.

Forse anche in questa chiave vanno letti gli incontri con vari membri del Partito che Xi sta affrontando in queste settimane, a cominciare da quello con gli anziani del partito in pensione in una località balneare della provincia di Hebei. Cercando di recuperare il rapporto con la base dei “saggi”, quella che assicura, o almeno così è nell’immaginario, la continuità tra tutti i leader comunisti che si succedono dall’avvento di Mao.

Sia gli Stati Uniti che la Cina sono consapevoli delle possibilità di incidenti militari e dei rischi che comporterebbero nelle relazioni future. Alla fine dello scorso luglio 2022, un gruppo d’attacco di una portaerei statunitense, guidato dalla portaerei Ronald Reagan, è tornato nel Mar Cinese Meridionale dopo aver fatto scalo a Singapore.

by Wesley Fryer

L’esercito cinese da parte sua sta conducendo esercitazioni anche nelle zone costiere. L’ampio dispiegamento da parte degli Stati Uniti, secondo fonti militari cinesi, sarebbe servito come un utile riferimento per i militari di Pechino, che durante le loro manovre simulano molto spesso situazioni che potrebbero verificarsi con le invasioni di Taiwan.

Da questo punto di vista l’esibizione cinese di forza militare nello Stretto di Taiwan serve anche a ricordare al resto del Partito che il Presidente controlla l’esercito che a sua volta gli dà pieno sostegno.

Xi Jinping però deve anche dimostrare di essere stato e di essere in futuro un “businessman”, un leader in grado di concludere affari. In questo senso ha cercato di dimostrare più volte di aver superato Jiang Zemin, segretario dal 1989 al 2002, e Hu Jintao, il diretto predecessore di Xi come segretario dal 2003 al 2013. I risultati economici sembrano dargli ragione, anche se la crisi demografica incombente, potrebbe mettere in crisi la supremazia economica cinese e fornire un argomento agli avversari interni

Sul piano dei riconoscimenti politici e del prestigio ottenuto non si deve dimenticare che Xi ha riscritto cent’anni di storia cinese facendo approvare dal Partito la “Terza risoluzione sulla Storia”. La prima fu sotto Mao Tse Tung nel 1945 e la seconda sotto Deng Xiaoping nel 1981. Il documento riscrive i principali fatti della storia cinese ma soprattutto definisce il presidente Xi Jinping come uno dei leader fondamentali della storia recente della Cina,

Sulla riconferma di Xi Jinping pesa però la gestione della pandemia da Covid. Forte del consenso ottenuto nei primi anni del suo mandato, quando condusse con polso di ferro una campagna anti corruzione ripulendo il partito, un’occasione per liberarsi anche dei nemici politici, ha riproposto lo stesso metodo durissimo nella gestione dei lockdown.

La strategia “contagi zero”, con la militarizzazione di intere province, a cominciare da quella di Shangai, ha provocato un forte scollamento con la popolazione, costretta a misure severissime di restrizione delle libertà. Shangai è un luogo chiave per la politica cinese. Costituisce la base politica dell’ex segretario Jiang Zemin, che non sembra, insieme alla sua cordata che forma una fazione politica di una certa forza dentro al Pcc, aver abbandonato del tutto la volontà di riprendere il controllo del partito e del Paese.

by Rutger van der Maar
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