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Accuse di spionaggio ai Confucius Institutes

Gli Istituti Confucio, Confucio Institutes, sarebbero un cavallo di Troia tramite cui la Cina violerebbe la sicurezza delle nazioni in tutto il mondo. Non solo strumento di propaganda dunque, ma accuse di vero e proprio spionaggio per i 530 Istituti Confucio in tutto il mondo, almeno per quanto riporta The Hong Kong Post.

Questi istituti, presenti in molte nazioni, minerebbero a sovvertire la sicurezza nazionale dei paesi che li ospitano, sempre secondo il quotidiano di Hong Kong. Gestiti dall’ufficio del Chinese Language Council International, noto anche come Hanban nel mondo, vengono interamente gestiti dalla sede di Pechino.

Secondo il giornale, molti istituti Confucio in Europa e Nord America sono stati avviati attraverso joint venture con università straniere che offrono corsi di lingua e cultura cinese.

Interessanti sovvenzioni straniere per la creazione di infrastrutture, corsi e istruttori cinesi locali hanno spinto molte rinomate università ad avviare la loro collaborazione congiunta con gli Istituti Confucio. Istituti non solo finanziati, ma anche consigliati, amministrati e guidati dal Partito Comunista Cinese.

Nel 2019, una grave accusa di spionaggio nei confronti del professore capo dell’Istituto Confucio associato alla Vrije Universiteit Brussel, Vub, ha portato alla chiusura dell’Istituto Confucio in Belgio. Svezia e Danimarca hanno interrotto i loro legami locali con gli istituti Confucio nel 2020, mentre la Norvegia ha concluso la sua associazione locale nel 2021.

Anche l’Università svedese di Helsinki ha deciso di recente di rescindere il suo contratto a causa di una serie di accuse di spionaggio riscosse contro l’Istituto, riferisce The Hong Kong Post.

Tra le serie preoccupazioni sollevate dall’università c’era la censura accademica che ha portato a evitare argomenti sulla rivoluzione culturale, discussioni su Taiwan e atrocità commesse dal PCC all’interno della nazione cinese.

Ci sono almeno 190 istituti nell’Unione Europea attualmente dove viene ridiscussa la partnership con Pechino in questo settore.

Rishi Sunak, candidato alla carica di primo ministro del Regno Unito, è arrivato al punto di promettere di bandire tutti e 30 i Confucio Institute che funzionano nel paese se eletto. Sunak ha accusato Liz Truss, la sua avversaria nella campagna per sostituire Boris Johnson come premier, di aver facilitato l’ascesa degli Istituti Confucio nel Regno Unito aprendone nove quando era ministra dell’istruzione nel 2012-2014.

Questo tipo di dichiarazioni e azioni serrate da parte dei paesi europei sono una testimonianza del pericolo che queste nazioni vedono nel continuare a stringere relazioni accademiche con il governo cinese.

Inoltre, anche gli Stati Uniti sono stati pesantemente penalizzati dai finanziamenti che questi partner locali ricevono da fonti cinesi. A partire dal 2022, il numero di Confucius Institutes negli Stati Uniti è sceso a 18 da più di cento anni di qualche anno fa.

Il 13 agosto 2020, Mike Pompeo, l’allora Segretario di Stato, designò tutti gli Istituti Confucio come missioni estere della Repubblica popolare cinese. Gli istituti venivano definiti “un’entità che promuoveva la propaganda globale di Pechino e la campagna di influenza maligna sui campus statunitensi”.

Nel marzo 2021, la Camera Usa ha approvato all’unanimità un disegno di legge che taglierebbe i fondi federali alle università e ai college che non rispettano le nuove regole e i regolamenti di sorveglianza.

Nel 2018, il National Defense Authorization Act ha vietato alle università che ospitano i Confucio Institutes di ricevere finanziamenti dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Più recentemente, un professore di chimica di Harvard è stato condannato per aver mentito contro i finanziamenti cinesi che aveva ricevuto come parte del suo lavoro di ricerca. Questi esempi sono alcuni dei tanti casi in cui la Cina e il suo insieme di Istituti Confucio hanno allungato le mani sul mondo accademico attraverso il suo presunto approccio di soft power.

Il governo di Pechino per il momento ha deciso di non replicare alle accuse.

Confucius (551BC – 479BC)
by Franco Folini
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