giovedì, Maggio 23, 2024
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In Africa 1,5 milioni di ragazze rimangono senza il vaccino HPV

Una crisi di fornitura di vaccini colpisce duramente alcuni dei paesi più poveri del mondo, impedendo a quasi 1,5 milioni di ragazze adolescenti di essere protette dal cancro cervicale. Merck, la casa farmaceutica responsabile della distribuzione del vaccino HPV, ha annunciato una significativa riduzione delle consegne previste per il 2024, comunicando a Gavi, l’Alleanza Globale per Vaccini e Immunizzazione, e all’UNICEF di poter distribuire solo 18,8 milioni delle 29,6 milioni di dosi inizialmente promesse.

La produzione ridotta ha forzato Merck a rimandare la distribuzione di più di 10 milioni di dosi, lasciando senza protezione molte adolescenti che, a causa dell’avanzare dell’età, potrebbero non qualificarsi più per la vaccinazione nei prossimi anni. Patrick Ryan, portavoce di Merck, ha attribuito la scarsità a un’interruzione della produzione che ha necessitato una riconsiderazione manuale di molte dosi, ma non ha fornito ulteriori dettagli su ciò che ha causato il ritardo.

Questo problema si manifesta in un momento critico, dato che i paesi interessati avevano già pianificato campagne di vaccinazione dopo anni di attesa, contando sulle forniture di Merck per combattere il papillomavirus umano, responsabile di circa il 90% dei casi di tumore cervicale.

La dottoressa Aurélia Nguyen di Gavi ha sottolineato l’importanza del vaccino HPV, che presenta un impatto significativo nella prevenzione del cancro cervicale, soprattutto nei paesi a basso reddito dove le possibilità di screening sono rare.

La situazione è aggravata dall’annuncio che alcune delle dosi promesse quest’anno sono in realtà un recupero delle forniture mancate già nel 2023, portando a un deficit di 10,7 milioni di dosi per Gavi.

Molti paesi ora devono rinviare le campagne di vaccinazione previste e già ritardate, aggravando ulteriormente la pressione sui sistemi sanitari locali, già sovraccarichi e scarsamente finanziati.

Gli effetti di queste mancanze si ripercuotono non solo sulla salute delle giovani donne, ma anche sulla fiducia nei programmi di vaccinazione pubblica, essenziali per combattere malattie prevenibili.

La dottoressa Cathy Ndiaye ha espresso preoccupazione per l’impatto di queste interruzioni sui tassi di mortalità per cancro cervicale in paesi dove le cure mediche e gli screening sono limitati.

Questo ritardo ha sollevato questioni urgenti riguardo la gestione delle forniture di vaccino e l’impatto delle politiche commerciali sulle capacità di risposta alla salute pubblica globale, soprattutto in contesti di basso reddito.

La sfida continua per Gavi e l’UNICEF nel garantire che le ragazze nei paesi più vulnerabili ricevano il vaccino HPV in tempo, un compito reso più arduo dalla competizione sul mercato globale e dalla produzione limitata.

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