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Korogocho, tra povertà, discariche e mancanza di acqua potabile

Situato nel distretto di Kasarani, a 11 km dal centro di Nairobi, Kenya, il sobborgo di Korogocho rappresenta una delle molte periferie informali alle prese con disparità socioeconomiche inaccettabili.

Sorto negli anni ’60 come insediamento di lavoratori delle cave, Korogocho ha visto un aumento della sua popolazione negli anni ’80, diventando casa per 34.152 persone distribuite su una superficie di 0,53 chilometri quadrati.

La vicinanza alla discarica di Dandora e la posizione tra due riserve fluviali aggiungono ulteriori danni ambientali per gli abitanti.

La densità abitativa elevata in Korogocho porta a condizioni di vita difficili, con la maggior parte delle abitazioni costruite con materiali di recupero e prive di accesso a servizi basilari come acqua potabile, igiene e infrastrutture sanitarie.

Questo scenario contribuisce a una serie di problemi di salute pubblica, tra cui malattie della pelle, disturbi respiratori e diarrea.

La povertà diffusa aggrava queste condizioni, con le famiglie che spendono la maggior parte del loro reddito per l’alimentazione, lasciando poco spazio per altre necessità fondamentali.

La scarsità di acqua potabile è un’altro problema drammatico, con solo il 41% dei residenti che può accedere all’acqua entro 100 metri dalle proprie abitazioni.

La vicinanza alla discarica di Dandora non fa che peggiorare la situazione sanitaria degli abitanti di Korogocho, esponendoli a rischi maggiori per la salute a causa dell’inquinamento.

“KOROGOCHO” by mattia.gaido is licensed under CC BY 2.0.

Le politiche economiche e la povertà si intrecciano strettamente con l’accesso al cibo.

L’incremento dei prezzi degli alimenti essenziali, come la farina di mais, ha messo a dura prova la capacità delle famiglie di mantenere una dieta equilibrata, incidendo in modo significativo sulle condizioni di vita.

La povertà alimentare colpisce in particolare gli individui affetti da HIV, per i quali una dieta adeguata è essenziale per l’efficacia del trattamento antiretrovirale.

Un’indagine del Centro per i diritti umani e gli studi politici (CHRIPS) ha esaminato le condizioni di insicurezza e conflitto nelle baraccopoli di Kawangware e Korogocho a Nairobi, scoprendo che i residenti mostrano scarsa fiducia nelle istituzioni statali e si affidano principalmente a meccanismi di sicurezza non ufficiali.

Nonostante l’alta incidenza di criminalità, molti abitanti non esprimono un elevato senso di paura, indicando una normalizzazione dell’insicurezza nella loro vita quotidiana.

Il rapporto, basato su 800 interviste, rileva anche una bassa familiarità e fiducia nei confronti della polizia di prossimità, nonostante questa sia una strategia chiave del governo per la sicurezza locale.

Inoltre, si nota una differenza di genere nella percezione delle condizioni di vita e della sicurezza, con le donne che riportano esperienze più negative e un maggiore livello di paura rispetto agli uomini.

Negli insediamenti informali di Nairobi, inclusi Kibera e Korogocho la povertà è diffusa e radicata, con oltre il 60% delle famiglie a Korogocho che vivono in condizioni di estrema difficoltà economica, mentre a Kibera la metà della popolazione è disoccupata e l’altra metà guadagna meno di 1 dollaro al giorno.

Questo contesto contribuisce a un’alta incidenza di criminalità, spesso motivata dalla necessità di sopravvivenza, con i giovani disoccupati che rappresentano la maggior parte degli autori di reati, che non vengono percepiti come tali da gran parte della popolazione, come dimostrato dal questionario CHRIPS.

I problemi educativi sono particolarmente critici, con strutture scolastiche che non rispettano gli standard minimi e famiglie costrette a scegliere tra nutrire i propri figli e mandarli a scuola. Ciò perpetua un ciclo di povertà intergenerazionale, con i bambini costretti a lavorare o persino a impegnarsi in attività illegali.

Le condizioni sanitarie sono aggravate dalla vicinanza a fonti di inquinamento come il fiume Nairobi e dalla mancanza di sistemi di drenaggio e fognari adeguati, portando a tassi elevati di malattie infettive. La povertà, inoltre, limita l’accesso alle cure sanitarie e ai servizi di salute riproduttiva, con donne e ragazze particolarmente vulnerabili.

Infine, l’assenza di sistemi di gestione dei rifiuti solidi efficienti porta a uno smaltimento incontrollato che inquina l’ambiente, ostacola i canali di drenaggio e aumenta i rischi di inondazioni e malattie. Questa complessa rete di sfide richiede soluzioni integrate e sostenibili per migliorare la vita degli abitanti di questi insediamenti.

“Dumping of faecal sludge into the river” by Doreen Mbalo is licensed under CC BY 2.0.
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