venerdì, Febbraio 3, 2023
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La “sceriffa” Locatelli

di Alfredo Facchini

Quelli che abitano a Como e dintorni la chiamano: “sceriffa”.

Lei è Alessandra Locatelli, la nuova ministra della “Disabilità”, del governo messo in piedi dalla Meloni.

Nata a Como, 46 anni, single e senza figli, fedelissima di Matteo Salvini, in passato è stata vice-sindaca di Como, ministra durante il governo “Conte I” e assessora alla “Regione Lombardia”.

Si è guadagnata la nomea di “sceriffa” per la sua avversione, al limite della crudeltà, nei confronti, in particolare, dei più vulnerabili: clochard e migranti.

Il suo, a sfogliarlo, è un album degli orrori.

È quella che vieta l’elemosina durante le festività di Natale.
Quella che multa il sacerdote che porta la colazione ai poveri.
Quella che manda le idropulitrici alle 5 di mattina a sparare getti d’acqua sui senza fissa dimora che dormono sotto i portici di “San Francesco”.

O ancora è quella che dice no alla concessione di spazi pubblici per chi vuole pregare durante il Ramadan.

Rifiuta la richiesta delle associazioni di aprire un dormitorio per riparare i senza tetto dal freddo. Fa rimuovere le panchine dove si siedono i migranti. Nel giorno della “Festa della donna” fa sequestrare centinaia di mazzi di mimose e definisce quelli che li vendono per strada degli accattoni.

Sui social si scaglia con parole al veleno contro, Carola Rackete e le “Ong”.

La sua carriera politica inizia nel 1998, quando diventa consigliera di Como per la “Lega Nord”, fino al 2006.
Nel 2016 la “Lega” la propone come segretaria cittadina a Como, successivamente viene eletta nel consiglio comunale della città, di cui diventa assessora e vicesindaca.

La sua carriera prosegue con l’elezione alla “Camera dei deputati” nel 2018 e nel 2019, durante il “Governo Conte I” viene designata come “Ministra per la famiglia e le disabilità”.

Nel 2021 viene nominata come Assessora alla “Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità”, dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Fa scalpore un suo post su “Facebook”, dove chiede a tutti gli amministratori della “Lega lombarda” di rimuovere dagli uffici pubblici la foto di Sergio Mattarella, reo di non essere garante di imparzialità.

Dal “Medioevo” è tutto, passo e chiudo.

Alfredo Facchini

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