domenica, Giugno 16, 2024
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La voglia di fascismo che caratterizza gli anni ’20 degli ultimi due secoli

In questa ondata di voti a destra per formazioni esplicitamente naziste, di estrema destra e di destra che è il tratto evidente delle elezioni europee 2024 in tutta Europa, si legge un’inquietante analogia con quanto avvenuto negli anni ’20 del secolo scorso.

Con una differenza fondamentale: a est c’era stata la rivoluzione d’ottobre e la paura del comunismo turbava i sonni dei partiti liberali e cattolici di allora, disposti a tutto pur di scongiurare l’avvento dei partiti che difendavano i diritti dei lavoratori in tutto il mondo.

L’Europa usciva dalla prima guerra mondiale e la Germania smembrata provava a rialzarsi con la Repubblica di Weimar, dal cui fallimento politico ed economico prese il via la corsa del partito nazionalsocialista di Adolf Hitler.

La prima guerra mondiale si era rivelata un trionfo del nazionalismo nell’Europa centrale e orientale, portando a una crisi economica di vasta portata, che sarebbe culminata con le conseguenze oltre oceano del crollo di Wall Strett nel 1929.

Ciò che caratterizza la nostra epoca e la rende simile agli anni ’20 del secolo scorso è innanzitutto l’incertezza delle persone nel futuro. Nel proprio futuro, singolo, individuale ed egoistico, incapace di vedere oltre l’orizzonte dei propri bisogni.

Da anni assistiamo alla reazione che propongono le forze di estrema destra alla crisi economica e culturale del liberalismo, diffondendo la paura negli altri, dai migranti a qualsiasi forma di diversità, in assenza di un pensiero alternativo della sinistra, che in questi anni dove ha governato non ha saputo fare altro che scimmiottare l’idea di società chiusa delle destre, accettando la demolizione delle regole che avevano fissato i diritti dei lavoratori qualche decennio fa.

Ad accompagnare le analogie con la diffusione del fascismo tra gli anni ’20 del ‘900 e quelli che viviamo, la forte ondata di antisemitismo che avvolge il mondo intero, nascosta dietro la guerra in Medio Oriente, che caratterizza anche movimenti che si definiscono di sinistra.

Il “popolo”, poveri compresi, quelli di cui parliamo sempre su Diogene, non è interessato ai corsi e ricorsi storici, alla lezione che la Storia sembrava aver insegnato al mondo. con le conseguenze drammatiche e nefaste delle ideologie nazifasciste del secolo scorso.

Oggi quelle ideologie rivivono in italia e in Europa, sotto le mentite spoglie di attacco alle “elite”, gridando vendetta, oggi come ieri, contro il complotto “demo-pluto-giudaico-massonico” che sarebbe la causa dei mali del mondo.

Alla sinistra che ha accettato passivamente lo smantellamento dei diritti dei lavoratori, sensibile sempre più agli interessi imprenditoriali nell’epoca globalizzata della nuova logistica che al precariato da 4 euro l’ora, il “popolo” preferisce chi alimenta miraggi sociali come quello di fare soldi diventando “influencer”, la lotteria del ventunesimo secolo.

Alla sinistra che fa accordi sottobanco per rispedire i migranti nei lager libici, il popolo preferisce chi ce li spedisce invece alla luce del sole nei lager in Ruanda o in Albania, senza nascondersi, senza vergognarsi più, perchè l’idea di segregare e togliere diritti umani a una parte di società, nell’illusione che questo renda più ricchi i “poveri”, è ormai sdoganata.

L’ideologia nazifascista è sdoganata per sempre, è tornata popolare e maggioritaria, questa è la lezione che dobbiamo comprendere del voto per il Parlamento europeo 2024. E come ieri è la democrazia lo strumento che permette agli antidemocratici di avventarsi sul potere, salvo poi, come avvenuto nel ventesimo secolo, ridurre sempre di più a farsa lo strumento elettorale.

La realtà è questa e con questa dobbiamo fare i conti. Ma già sappiamo che in queste ore ci saranno coloro, epigoni della sinistra che fu, che anzichè analizzare lucidamente questi dati, siamo pronti al confronto e a essere smentiti, vanteranno di aver preso un 1% in più, un paio di deputati in più, mentre l’Europa corre verso il burrone del passato.

“Reichstag (Berlín)” by Silviapef is licensed under CC BY 2.0.

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