giovedì, Maggio 23, 2024
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Madagascar devastato da un ciclone, 220 mila persone senza cibo e acqua

L’impatto devastante del ciclone Gamane, che ha colpito il nord-est del Madagascar il 27 marzo, ha catapultato circa 220.000 persone in una situazione di disperata necessità di assistenza umanitaria. Questo evento si inserisce in una sequenza di calamità naturali che hanno già messo a dura prova le comunità della regione, comprese siccità e inondazioni.

Roger Charles Evina, rappresentante dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in Madagascar, ha evidenziato come il ciclone abbia intensificato le sfide per le popolazioni già vulnerabili a causa di precedenti crisi ambientali. “Le nostre comunità sono state sottoposte a una pressione incredibile a causa di una serie continua di disastri naturali,” ha dichiarato Evina, sottolineando l’urgente bisogno di interventi.

Una valutazione effettuata dall’OIM insieme ad altri partner umanitari il 30 marzo ha mostrato l’estensione del disastro: oltre 535.000 persone colpite, 18 decessi, 22.000 sfollati e danni estesi a infrastrutture essenziali come abitazioni, strade, strutture sanitarie e scolastiche. La tempesta ha anche messo a rischio l’agricoltura, con oltre 2.200 ettari di risaie minacciate di distruzione, incidendo pesantemente sulla sicurezza alimentare.

In risposta, il governo del Madagascar ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, mobilitando partner umanitari per fornire assistenza vitale a 165.000 persone, tra cui alloggio, cibo, acqua, servizi igienico-sanitari e supporto medico.

Il Madagascar, uno dei paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, ha visto negli ultimi anni un aumento di eventi climatici estremi che hanno causato morti, danneggiamenti a infrastrutture critiche e sfollamenti massivi. Questi disastri sono stati ulteriormente aggravati da un grave degrado ambientale, con un terzo del territorio dell’isola eroso, riducendo la capacità delle comunità di adattarsi e rispondere in modo sostenibile ai cambiamenti climatici.

Tuttavia, le risorse per far fronte a questa emergenza sono gravemente insufficienti. Le scorte di emergenza nel paese sono prossime all’esaurimento a causa del consumo continuo per affrontare precedenti disastri. L’accesso alle aree colpite è estremamente difficoltoso, con soccorsi che devono essere forniti principalmente via aerea o via mare, a causa dei danni a strade e ponti.

L’appello dell’OIM per un sostegno urgente è stato lanciato in un contesto in cui, già prima del ciclone, le Nazioni Unite stimavano che 2,3 milioni di persone nel Madagascar avessero bisogno di assistenza umanitaria immediata. Nel Flash Appeal 2024, l’organizzazione ha richiesto 90 milioni di dollari per affrontare la crisi, ma finora meno del 20% di questa somma è stato raccolto.

Senza un sostegno finanziario aggiuntivo, gli sforzi di soccorso rischiano di non raggiungere le migliaia di persone che si trovano in una situazione di estrema vulnerabilità. Il Madagascar, con una popolazione di oltre 26 milioni di abitanti, già affronta sfide significative in termini di sviluppo, con oltre il 70% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, secondo la Banca Mondiale.

Quest’ultima calamità non fa che esacerbare una situazione già precaria, evidenziando l’urgente necessità di un intervento internazionale coordinato per offrire soccorso e supporto a lungo termine per la ricostruzione e la resilienza.

foto by Malini Morzaria/EU/ECHO
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