domenica, Giugno 16, 2024
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Poveri contro poveri. Famiglia Rom cacciata da casa popolare a Roma

Triste episodio di lotta tra poveri a Roma nella serata di ieri. Una famiglia di origine Rom è stata letteralmente cacciata in seguito a una protesta di altri condomini da un alloggio Erp a San Basilio, quadrante est della periferia di Roma, di cui era legittima assegnataria.

A causa della protesta dei condomini e di altri non meglio precisati personaggi che hanno organizzato un picchetto sotto al palazzo dove risiedeva la donna, la legittima intestataria dell’appartamento ha deciso di rinunciare a vivere con la famiglia nella casa popolare che le era stata assegnata.

L’epilogo della vicenda, secondo quanto riportato da “Agenzia Nova” è arrivato in una palazzina in via Carlo Tranfo. Sul posto sono dovuti intervenire i carabinieri della compagnia di Montesacro e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale. La donna ha poi raggiunto la stazione dei carabinieri intenzionata a denunciare anche presunte minacce.

Non è la prima volta che a San Basilio accade un episodio di questo genere. Il 15 novembre 2021 una coppia di etnia rom di 78 e 79 anni con una figlia disabile, a cui era stata assegnato regolarmente un alloggio Ater nel lotto 20 di San Basilio, si è visto negare l’ingresso nel palazzo il giorno in cui doveva prendere possesso dell’appartamento.

Anche in quella occasione si era radunata una folla di persone che aveva impedito fisicamente alla famiglia Rom di entrare. La coppia trovò direttamente la serratura di accesso alla scala del palazzo cambiata. la casa rientrava all’interno di un accordo di autorecupero. Gli assegnatari pagano i lavori di manutenzione e si scalano l’importo dagli affitti.

Foto Luca Di Ciaccio da Flickr CC BY-NC-SA 2.0

Forte è il sospetto che queste proteste siano alimentate ad arte da qualcuno che rimane nell’ombra. Già in passato in molti si erano chiesti come mai i condomini sapessero in anticipo dell’ingresso nell’abitazione della famiglia Rom.

Qualcuno aveva ipotizzato l’esistenza di una talpa negli uffici del Comune che passava le informazioni a una forza politica di estrema destra, molto attiva nel quartiere nell’organizzare proteste contro “gli zingari”.

Il 19 settembre 2019 ancora una famiglia Rom era stata cacciata da una protesta popolare da un alloggio dell’Ater regolarmente assegnato nel quariere di Tor Bella Monaca. “Non siamo razzisti ma loro non li vogliamo” è lo slogan di battaglia che ieri come oggi accompagna questi ignobili episodi.

Lo stesso anno in estate analogo episodio nel quartiere di Casl Bruciato, con cassonetti rovesciati in strada e solidarietà con la protesta razzista rivendicata dal partito Fratelli d’Italia sui social. Una settimana prima si era verificata la stessa sommossa anti Rom in via Diego Angeli sempre per l’assegnazione legittima di un alloggio popolare a una famiglia Rom.

Il 6 dicembre 2016, San Basilio, una quarantina persone protestarono contro l’accesso di una famiglia di origine marocchina regolarmente assegnato dall’Ater. La famiglia assegnataria della casa popolare dovette rinunciare all’abitazione, temendo ritorsioni.

L’elenco è molto lungo e potrebbe continuare. Va ricordato anche il caso, un po’ diverso ma sempre ammantato di razzismo verso i Rom, della famiglia di Hasib Omerovic, il giovane che secondo i giudici fu indotto a gettrasi da una finestra della sua abitazione di Primavalle per sfuggire alle botte degli agenti di polizia per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio.

Nonostante il ragazzo e la famiglia fossero le vittime dell’episodio, il clima intorno a loro divenne talmente pesante e carico di minacce e tensione, da indurre la famiglia a trasferirsi in un’altra abitazione.

Resta adesso da vedere come intendono comportarsi l’assessore alla casa del Comune di Roma Tobia Zevi e il sindaco Roberto Gualtieri in merito alla palese violazione di un diritto e della legalità per una famiglia fragile.

San Basilio, foto Centrifuga CC BY-NC 2.0
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