domenica, Giugno 16, 2024
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Quel gelsomino per i profumi di lusso che puzza di sfruttamento minorile

L’industria dei profumi di lusso, nota per la sua raffinatezza e il suo fascino, nasconde un lato oscuro che raramente viene alla luce. Un’indagine della BBC ha rivelato pratiche allarmanti nella catena di approvvigionamento del gelsomino, un ingrediente chiave utilizzato in molti dei profumi più prestigiosi al mondo. L’inchiesta, condotta nell’estate del 2023, ha scoperto che i fiori di gelsomino utilizzati dai fornitori di marchi come Lancôme e Aerin Beauty vengono raccolti da minorenni in Egitto.

I grandi marchi di profumi di lusso, tra cui L’Oréal, proprietaria di Lancôme, ed Estée Lauder, proprietaria di Aerin Beauty, si dichiarano impegnati a rispettare i diritti umani e affermano di avere una politica di tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile. Nonostante queste affermazioni, l’indagine ha rivelato una realtà ben diversa. Il gelsomino utilizzato in profumi come Lancôme Idôle L’Intense e Aerin Beauty Ikat Jasmine proviene dall’Egitto, un paese che produce circa la metà della fornitura mondiale di questo prezioso fiore.

Heba, una raccoglitrice indipendente che vive nel distretto di Gharbia, al centro della regione del gelsomino in Egitto, si alza alle 3 del mattino con i suoi quattro figli per iniziare a raccogliere i fiori prima che il calore del giorno li danneggi. I suoi figli, di età compresa tra 5 e 15 anni, sono coinvolti nel lavoro per garantire un reddito sufficiente alla famiglia. “Più riusciamo a raccogliere, più guadagniamo”, spiega Heba. Tuttavia, il compenso è misero: dopo aver pagato un terzo dei suoi guadagni al proprietario del terreno, le restano solo 1,5 dollari per il lavoro di una notte.

La vita dei raccoglitori di gelsomino è dura e segnata dalla povertà. L’inflazione in Egitto è ai massimi storici, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto dei già bassi salari. La salute dei bambini lavoratori è un altro grave problema: Basmalla, la figlia di 10 anni di Heba, soffre di una grave allergia agli occhi a causa del contatto continuo con i fiori. Un medico le ha diagnosticato un’infiammazione che potrebbe compromettere permanentemente la sua vista se non trattata.

Dopo la raccolta, il gelsomino viene pesato e trasferito a diverse fabbriche locali per l’estrazione dell’olio essenziale. Le principali fabbriche della regione sono A Fakhry and Co, Hashem Brothers e Machalico. Queste fabbriche fissano il prezzo del gelsomino, influenzando direttamente il reddito dei raccoglitori. L’indagine della BBC ha filmato in quattro diverse località, trovando numerosi bambini sotto i 15 anni al lavoro nei campi.

“Jasmine harvest 2015” by UniqueProvence is licensed under CC BY 2.0.

Nonostante le promesse di trasparenza e responsabilità sociale, i sistemi di controllo delle catene di fornitura si sono rivelati inadeguati. Le società di audit come Sedex e UEBT, incaricate di verificare la conformità, spesso non controllano a fondo le piccole aziende agricole dove avviene la raccolta. Gli audit, inoltre, sono spesso annunciati in anticipo, permettendo alle fabbriche di prepararsi e nascondere eventuali violazioni.

Le reazioni delle aziende di profumi sono state varie, ma tutte hanno condannato le pratiche di lavoro minorile. Givaudan, una delle principali case di fragranze che produce per Lancôme, ha definito l’inchiesta “profondamente allarmante” e ha promesso di agire per eliminare il lavoro minorile dalla sua catena di fornitura. Firmenich, che produce fragranze per Aerin Beauty, ha dichiarato di aver cambiato fornitore in Egitto e di sostenere iniziative per migliorare le condizioni dei raccoglitori.

Heba e altri raccoglitori sono rimasti scioccati nel sapere a quanto caro prezzo viene venduto il profumo che loro contribuiscono a produrre. “Le persone qui non valgono nulla”, dice Heba. “Non mi importa che le persone usino il profumo, ma voglio che vedano il dolore dei bambini dietro quei profumi e parlino apertamente”.

Sarah Dadush, avvocato e fondatrice del Responsible Contracting Project, sottolinea che la responsabilità non può ricadere solo sui consumatori. “Abbiamo bisogno di leggi e di responsabilità aziendale. Questo non è un problema che i consumatori possono risolvere da soli”.

L’inchiesta della BBC ha messo in luce una cruda realtà: dietro il lusso e l’eleganza dei profumi più pregiati si nasconde una catena di sfruttamento e sofferenza. Le dichiarazioni di impegno delle grandi aziende non bastano. È necessario un cambiamento reale e trasparente nelle pratiche di approvvigionamento, con controlli rigorosi e indipendenti. Solo così si potrà garantire che il profumo del lusso non sia macchiato dal dolore dei bambini lavoratori e dalle ingiustizie sociali.

da https://www.estasiprofumerie.it/it/profumi/idole-l-intense-7068.html#/387-formato-50ml

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