giovedì, Maggio 23, 2024
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Sempre più professionisti tra i migranti al confine Messico-Usa

Al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, la situazione migratoria si sta complicando non solo per i migranti a basso reddito, ma anche per un crescente numero di professionisti provenienti dal Sud America.

Questi individui, spinti da difficoltà economiche e violenze nei loro paesi di origine, cercano di attraversare il confine a tutti i costi, come evidenziano le testimonianze raccolte dall’agenzia stampa EFE.

Tra questi vi è l’imprenditrice colombiana Yésica Bordae, costretta a chiudere la sua attività a causa di cambiamenti nelle normative locali e, nonostante avesse ancora risorse finanziarie sufficienti, si è vista negare il visto per gli Stati Uniti.

Dopo aver vissuto per tre anni in Spagna, Yésica è arrivata a Ciudad Juárez con sua figlia, sperando di trovare una via per entrare negli USA. Tuttavia, il loro tentativo di attraversare il confine è stato brutalmente fermato dalla Guardia Nazionale del Texas, che li ha fisicamente respinti.

“Mi hanno letteralmente portato via con la forza. Non gli importava che mia figlia avesse fame o che soffrisse per il caldo estremo; ci hanno espulso senza considerazione”, ha raccontato Yésica, descrivendo il traumatico evento.

Nel frattempo, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha segnalato che il 2023 ha visto un record di migrazione irregolare in Messico, con più di 782.000 immigrati senza documenti individuati.

“Un dia sin migrantes (Tijuana B.C. Mexico)” by tj scenes is licensed under CC BY 2.0.

Nonostante una diminuzione del flusso alla frontiera con gli Stati Uniti a gennaio, le misure di sicurezza sono state intensificate. Il governatore del Texas ha implementato barriere aggiuntive e schierato la Guardia Nazionale, resistendo alle pressioni per rimuovere il filo spinato nonostante le direttive della Corte Suprema degli Stati Uniti.

Un altro caso emblematico è quello di Alonso Ramírez Torres, un dentista proveniente da Lima, Perù, fuggito dal suo paese con la famiglia a causa di estorsioni continue. Mentre parte della sua famiglia è riuscita a entrare negli Stati Uniti, uno dei suoi figli è rimasto bloccato dall’altra parte del confine, dividendo dolorosamente la famiglia.

“Le autorità nel mio paese si limitavano a registrare la mia denuncia senza offrire alcuna protezione effettiva”, ha lamentato Alonso, descrivendo come la sua famiglia sia stata bersaglio di criminali che minacciavano la loro sicurezza e benessere.

Queste testimonianze evidenziano non solo le sfide burocratiche incontrate dai migranti che cercano di attraversare il confine, ma anche le gravi lacune nella protezione e sicurezza che affrontano lungo il loro percorso.

Molti migranti, come Yésica e Alonso, si trovano costretti a lasciare le loro vite alle spalle, spinti dalla disperazione di trovare sicurezza e opportunità per le loro famiglie. Questi racconti sottolineano l’urgente necessità di affrontare le politiche migratorie e di sicurezza in modo più umano e efficace, garantendo protezione e dignità a chi è costretto a intraprendere tali pericolosi viaggi.

Il Centro Studi Espinosa Yglesias (CEEE) ha pubblicato pochi giorni fa un rapporto che mette in luce la difficile realtà della mobilità sociale in Messico, sottolineando come la povertà sia una condizione difficile da superare per la maggior parte della popolazione.

Roberto Vélez, direttore esecutivo del CEEY, ha evidenziato che, nonostante le nascite in famiglie a basso reddito, quasi la metà delle persone rimane in condizioni di povertà e solo una piccola percentuale riesce a migliorare la propria situazione economica.

Il rapporto, dal titolo “Messico 2024: Proposte per la mobilità sociale”, sottolinea come il 74% dei messicani non riesca a emergere dalla povertà, a causa delle persistenti sfide nel settore della sanità, dell’istruzione, del mercato del lavoro e nella parità di opportunità.

“Un dia sin migrantes (Tijuana B.C. Mexico)” by tj scenes is licensed under CC BY 2.0.
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